Luis Sepulveda, L'OMBRA DI QUEL CHE ERAVAMO

Guanda, Milano 2009, pag. 154, € 14,50
narrativa
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Adelita è nata nel ’73 e non ha colpa di quello che è successo, perché non aveva possibilità di opporsi. E’ una giovane agente che nelle giornate piovigginose di luglio a Santiago del Cile, insieme al commissario, cerca l’omicida di un passante accoppato sotto una finestra, e cerca l’uomo che gli ha rubato la pistola, ora in giro per la città. Il morto -morte accidentale causata da  un giradischi anni ’60, scaraventato dalla finestra- è Pedrito, vestito di nero, revolver sotto l’ascella, blocco notes con numero di telefono. Orfano di entrambi i genitori fin dalla prima infanzia, è stato allevato dal nonno anarchico famoso per aver fatto la prima rapina in banca nella storia di Santiago, nel 1925. 

Anche Pedrito è un anarchico ma  ha combattuto dalla parte di Allende “per non dimenticare che è già un uomo libero”. La responsabile della morte di Pedrito è Concepciόn García, moglie di Coco Aravena, che ha scaraventato il giradischi non potendo più sopportare il passatempo musicale del marito, torpido e inattivo.
Il marito che ha preso il revolver quel Coco Aravena appassionato di musica e film, che lavora molto di immaginazione e si costruisce filmini in testa. Ora ha composto quel numero di telefono e va lui all’appuntamento dove qualcuno sta aspettando invano il morto. L’appuntamento è nell’officina di Lucho Arancibia, ex meccanico che ha perso due fratelli sotto Pinochet e che ha sperimentato personalmente detenzione e tortura, tanto che qualche valvola gli è saltata. Nell’officina è già arrivato Cacho Salinas, esule in Svezia dal ’73 al ’90, ora ridotto a vendere polli arrosto per campare. C’è anche Lolo Garmendia, che detiene il segreto  per realizzare un furto clamoroso, in realtà un recupero di valori messi al sicuro a suo tempo da un anarchico, rapinatore ai danni della destra corrotta.
 
Questi quattro che si incontrano nell’officina si riconoscono, anche a trenta anni di distanza, ormai con parecchi chili di più e molti capelli di meno, perché hanno combattuto insieme dalla stessa parte. Chi è vissuto in esilio ha portato con sé la nostalgia del proprio paese, ma al ritorno, a fine dittatura, non l’ha riconosciuto, tanto che Concepciόn García, esule insieme al marito, vive nel ricordo degli anni trascorsi a Berlino.
Rimane invece la nostalgia degli anni della lotta, che corrispondono alla giovinezza piena di ideali. L’amarezza  di ritrovare un paese pieno di cicatrici per il suo passato non impedisce ai quattro di recuperare il coraggio e la temerità di un tempo, di osare di nuovo: “I quattro uomini si guardarono. Più grassi, più vecchi, pelati e con la barba grigia, proiettavano ancora l’ombra di quel che erano stati”. 

Sepulveda si tinge di giallo e crea suspence nell’uso di un materiale umano e storico a lui noto per il vissuto personale, ma dissemina le pagine di ironia creando situazioni grottesche, teatrali. La struttura narrativa alterna presente a passato, aprendo finestre sulla dittatura che ha messo in ginocchio il Cile a cominciare da quel tragico 11 settembre del 1973, quando “da mezzogiorno in poi gli orologi avevano iniziato a segnare ore sconosciute, ore di diffidenza, ore in cui le amicizie svanivano nel nulla e non restava altro che il pianto terrorizzato delle vedove e delle madri. La vita si era riempita di buchi neri, che erano ovunque: uno entrava in una stazione della metropolitana e non ne usciva più, saliva su un taxi e non arrivava a casa, diceva luce e lo inghiottivano le tenebre”.
 
Ma non si risparmiano critiche anche ai limiti  del socialismo di Allende, alla occupazione delle fabbriche con tutte le incongruenze e contraddizioni che potevano portare a situazioni surreali. Ce n’è anche per chi aveva creduto che la Romania di Ceaucescu fosse un paese felice, e per le derive maoiste di qualche comunista cileno.
 
Ma intanto i quattro si sono organizzati, a colpo finito la loro vita cambierà, ed ora le forze dell’ordine sono alle prese con un libro contabile lasciato sul posto del furto, con una serie di nomi su cui indagare a proposito di cifre allarmanti.
 

Marisa Cecchetti