Maradona
Sorride, abbraccia e bacia i suoi giocatori, ricambiato con affetto e stima. L'ex testa calda re di Napoli, ora allenatore dell'Argentina, è l'uomo del mondiale di Sudafrica. Molto più del giovane trainer tedesco che dirige un'armata tonica e di qualità; molto più del pluridecorato Capello, che ormai è fuori con la sua Inghilterra; molto più di Dunga che resiste a denti stretti in un Brasile che non lo vede di buon occhio. Diego Armando Maradona ha smesso i panni del camorrista del pallone, ha buttato via la faccia tirata del cocainomane, ha allentato con i padrini politici cubani. Si è messo in campo a guidare una squadra con tanti dei migliori nomi del calcio internazionale, ha messo il vestito buono per stare sulla tolda della sua nave-panchina durante le partite, commentando, incitando, dirigendo i biancocelesti. Oggi sembra davvero che il piede sinistro di dio abbia messo la testa a posto, almeno fino alla prossima avventura. Ma questa attuale avventura si chiama mondiale di calcio, e dopo averlo vinto da giocatore Maradona ci sta provando da allenatore. La sua squadra è fatta da assi del pallone, giocatori che lo adorano perché certamente, da ragazzini, hanno cominciato a giocare a calcio per lui, per quel matto di Maradona che era il loro mito, il miglior giocatore di tutti i tempi – qualcuno ha azzardato!
Non sappiamo quanto questi fenomeni sudamericani reggeranno alle prossime sfide dirette, quanto i fenomeni potranno brillare davvero e quanto sapranno fare squadra. Il compito principale è stato assolto: quello di avere uno spogliatoio sereno e coeso. Da qui la psicologia dei giocatori e del gruppo traggono la linfa migliore per andare in campo sereni e caricati soltanto per vincere. Per adesso ci sono sempre riusciti.
Maradona potrà non vincere il mondiale, ma pare davvero che quello sulla panchina sia, per adesso, il ruolo che ha saputo meglio interpretare, nella positività dell'approccio e nella umanità del rapporto con i suoi collaboratori e i suoi pupilli. Vedremo cosa saprà fare l'Argentina.
[30 giugno 2010]


