Massimo Basile – Gianluca Monastra, 90 SECONDI ALL’INFERNO

Luciano Vanni Editore, Terni 2007, pag. 94, Euro 9,00
saggistica
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C’è una specie di killer che aveva ricevuto incarico da un certo Zoot di dare una bella lezione a un sassofonista, per questioni di droga. Poi entrando nel camerino del jazzista, mentre là nel locale il gruppo suona, legge alcuni suoi appunti su un foglio e sente una musica eccezionale che arriva dalle pareti. Ne è talmente impressionato che decide di lasciarlo in pace. E così, “Domingo Bami Rose, quarantasei anni e 32 poveri cristi sulla coscienza decide: “Per stanotte sei salvo, mister Coltrane”.
Questo, in sintesi, uno dei racconti di questo libro così anomalo ma suggestivo sulla musica afroamericana. Due giornalisti, Basile e Monastra, prendono alcuni dei più grandi musicisti jazz e ne raccontano una vicenda, oppure ci inventano sopra una storia di sana pianta.
Si comincia con Billie Holiday, poi Django Reinhardt, il bluesman Robert Johnson, Fats Waller, Charlie Parker, Earl Hines, Dizzy Gillespie, Herbie Hancock, Stan Getz, John Coltrane (appunto), Chet Baker e Art Blakey.
I due scrittori cercano di far respirare le poche pagine dedicate a ciascun protagonista con un’emozione vibrante, come quando “la Seventh Avenue era un fiume di malinconia, e pioveva, come se il cielo avesse voluto versare la sua parte di lacrime” e Lady Day stava in piedi, “appoggiata alla parete dell’Apollo Theather, il trucco sfatto intorno agli occhi, il viso scarno e ingiallito dall’epatite, il corpo quasi trasparente con i piedi immersi dentro una pozzanghera”.
Il libro è impreziosito dai disegni in bianco e nero di Francesco Chiacchio che cerca di cogliere attimi icastici di puro stile jazz.

Alessandro Agostinelli