Mauro Paissan, IL MONDO DI SERGIO

“Sembra incredibile che delle persone possano reggere per quasi quarant’anni un tale carico di dolori, disavventure, conflitti, disgrazie, solitudini, abbandoni, rotture, disperazione”.
Il tema di questo libro non è facile, e ancor peggio è pensare di parlarne secondo qualche punto di vista tecnico o professionale. Forse è utile fare un passo indietro dalla nostra necessità di giudicare il mondo e semplicemente leggere, leggere come è scritto.
Qui si parla di autismo, della storia vera di Sergio, un ragazzo poi uomo, che dopo una vita difficile con una famiglia minata dalla malattia del figlio, viene ucciso dal padre (“liberato dal padre”, scrive Mina su La Stampa) che non sapeva più quali altre disgrazie avrebbe potuto sopportare questo figlio, una volta che i genitori non ci sarebbero stati più.
Questo libro di Mauro Paissan è uscito dall’ansa dell’interesse specialistico, riscuotendo successo come opera narrativa. Ma che cos’è veramente?
Paissan non è uno scrittore, è un giornalista. E questo libro è una grande inchiesta giornalistica, scritta come soltanto uno scrittore potrebbe scriverla.
Credo che il nostro sistema culturale (editoriale e dell’informazione) abbia molto bisogno di opere come questa. Nel momento in cui i media ci informano di troppe notizie che non siamo neppure in grado di acquisire per quantità, serve davvero qualcuno che ci porti più a fondo dentro le questioni vive di questo nostro strano Paese, dvoe una famiglia con un figlio autistico è costretta a lottare contro barriere burocratiche e inadempienze pubbliche insostenibili.
Il mondo di Sergio è un avvertimento alle famiglia italiane, un prezioso contributo per capire cosa stiamo diventando e cosa ci manca.
Questo libro cerca di parlarci dell’autismo, di una malattia poco conosciuta, ma diffusa; ci parla della sanità pubblica e dei suoi limiti; ci parla delle relazioni familiari e delle dinamiche pazzesche che si instaurano quando si deve far fronte a problemi più grandi delle nostre spalle; ci parla della stampa e di come risulta difficile non dimostrarsi superficiali; ci parla di questioni giuridiche ed etiche come la Grazia concessa dal presidente Napolitano a Salvatore Piscitello, il padre omicida di Sergio, il ragazzo autistico che non conosceva il limite del sé.
Un libro che, se letto in maniera radicale, fuori dagli elementi sociologici, e in maniera più astratta, pone un interrogativo filosofico di grande suggestione, cioè il rapporto tra individuo e società, tra io e gli altri, tra il limite della libera e folle espressione del sé e il contesto relazionale strutturato dalle forme sociali.
Alessandro Agostinelli

