Mauro Paissan, LA PRIVACY E' MORTA, VIVA LA PRIVACY

Saggi che indagano le questioni sociologiche, le implicazioni filosofiche o la dimensione giuridica di un tema complesso come la privacy ce ne sono molti, forse quello che mancava nel panorama editoriale italiano era proprio un libro come questo di Mauro Paissan, che, come rivendica lo stesso autore, non è un Saggio, con la esse maiuscola, ma un racconto. Un racconto che, grazie alla mirabile capacità divulgativa della scrittura di Paissan, permette a tutti noi, che non abbiamo particolari competenze in materia, di prendere coscienza di un fenomeno che è sempre più centrale nella nostra vita di tutti i giorni.
Infatti, la nostra più banale quotidianità è costantemente e inesorabilmente implicata in problemi che riguardano la diffusione e il trattamento dei nostri dati personali. Quando usiamo la carta di credito, il bancomat, le cosiddette fidelity card dei supermercati o il telepass lasciamo nostre tracce e nostri dati. E quando usiamo il cellulare? E quando ci colleghiamo a Internet? E quando utilizziamo un motore di ricerca come Google? O un social network come Facebook? Il libro di Paissan ci aiuta a rispondere a queste e ad altre domande. Alla fine della lettura sappiamo come i nostri dati indipendentemente dalla nostra volontà si muovono, forse sarebbe meglio dire sono mossi. E non è poco: il sapere è il primo passo per difendersi. Come più volte ci ricorda Paissan, non c’è un modo di tutela valido una volta per tutte, una ricetta da applicare sempre, quanto un costante sforzo di autogestione, costituito da svariate azioni positive che ci aiutano a tutelare la nostra privacy di volta in volta. In questo senso il libro è un utile strumento che ci fornice piccoli accorgimenti quotidiani di autodifesa.
Claudio Serni


