Nessun testimone
1. La tv panaraba satellitare Al Arabiya, ha ripreso in diretta la cronaca dei razzi che hanno colpito attorno a mezzogiorno del 15 gennaio il palazzo sormontato da antenne chiamato Torre di al-Shuruq da dove trasmette anche la tv legata ad Hamas "Ramattan". Sulla tv satellitare Al Arabiya si sentiva la voce concitata e le lacrime della telecronista palestinese che ha continuato per oltre un'ora la diretta mentre si vedeva il fumo che usciva dall'edificio e si sentivano intensi rumori di fondo. Da quel palazzo trasmettevano anche numerosi giornalisti di testate arabe e internazionali. Due giornalisti di Abu Dhabi Tv sono rimasti feriti e il palazzo alla fine è stato evacuato.
2. Un sito statunitense di estrema destra incita a uccidere Vittorio Arrigoni, pacifista italiano di International Solidarity Movement che è a Gaza. Lo rende noto lo stesso attivista nel suo ultimo articolo da Gaza, uscito sul suo blog, con il titolo Avvoltoi e cacciatori di taglie. Sul sito stoptheism.com Arrigoni è indicato bersaglio numero uno per le forze israeliane, con foto e dettagli per identificarlo.
3. International Safety and Freedom ha dichiarato che: “Piombo Fuso non è un’operazione militare finalizzata all'annientamento del potenziale offensivo di Hamas, ma una semplice carneficina che colpisce civili indifesi, rappresentanti di ong, medici e giornalisti, al di fuori di qualunque regola dettata dalle convenzioni internazionali. È dunque illegale e si configura come una catena di crimini di guerra. Il bombardamento dell'Unrwa, l'Agenzia Onu per l'assistenza dei rifugiati palestinesi, per il quale (secondo il portavoce Chris Gunness) sono stati utilizzati proiettili al fosforo, quello dell'Ospedale della Mezzaluna Rossa nella zona di Tel Hawa dove erano presenti 500 persone, e quello del grattacielo di Al-Shuruq nel quartiere di Rimal, nel centro di Gaza City, che ospita l'agenzia Reuters e le emittenti Fox, Sky, Al Arabi e la Tv di Abu Dhabi (della quale sono rimasti feriti due cameramen), avvenuti oggi, dimostrano che siamo di fronte a una precisa volontà di eliminare i testimoni dalla scena. Di fronte a questa situazione di clamorosa illegalità, che si unisce a una inedita censura militare applicata dalle autorità israeliane non è più rinviabile un intervento internazionale a tutela dei civili e dei giornalisti, promosso in primo luogo dalle associazioni di categoria dei media"
[notizie tratte da ISF]
[16 gennaio 2009]


