Nicolas Beau et Catherine Graciet, La Régente de Carthage main basse sur la Tunisie

Il libro di Nicolas Beau e Catherine Graciet è un’ottima disamina che ci permette, da un lato, di capire la natura ed i retroscena del potere tunisino e dall’altro, di scoprire il personaggio chiave di questo libro cioè la moglie del presidente Zine el- Abidine Ben Ali e il suo ruolo decisivo nel controllo e nella gestione del Paese. Gli autori parlano addirittura dell’esistenza di un clan familiare “presidenziale” ben strutturato, attivissimo e intraprendente a tutti livelli della vita sociale economica e politica. Infatti, questa realtà emerge anche grazie alle fonti di cui dispongono Beau e Graciet: si tratta di notizie estremamente verosimili ben argomentate ed articolate che svelano i meccanismi e il funzionamento di un potere asservito al servizio di un clan che fa affari e prepara la successione del dittatore Ben Ali. Registra e anima di questa successione è la reggente e moglie del presidente. La Tunisia è l’unico paese in cui la consorte di un presidente ha un’influenza così spropositata e senza controllo. È questo l’orizzonte attuale di un potere blindato e bloccato, incapace di rinnovarsi e d’aprirsi all’alternanza democratica. Un sistema costruito su alleanze, corruzioni e tradimenti che travolgono anche la società tunisina. La regola praticata ma non scritta è quella di arricchirsi senza preoccuparsi né dei principi della convivenza civile e dell’etica né tanto meno dell’impoverimento della società. Questa gestione del potere più che un’anomalia nel funzionamento di una democrazia è indice di un malessere generale e di un degrado della cosa pubblica e della politica che dovrebbe essere al servizio dei cittadini. Il potere e la politica sono stati interpretati in Tunisia come strumenti di gestione clientelare e d’arricchimento personale e familiare. Il testo offre al lettore delle chiavi di lettura avvincenti e di grande utilità sul piano delle informazioni e delle conoscenze.
Ahmed Habouss

