No alla censura

da Information Safety and Freedom

“Lanciamo un appello alle associazioni internazionali per la libertà di stampa, a cominciare dall’IFJ (International Federation of Journalists), Reporters sans frontiéres e Committee to Protect Journalist perché vogliano intervenire a tutela dei colleghi della trasmissione di Rai2 Anno Zero sottoposti a una procedura d’inchiesta da parte del Governo Italiano per essersi occupati del sex-gate che riguarda il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Si tratta di uno scandalo (relativo ad almeno trenta festini con escort e droghe, che un imprenditore dichiara di aver organizzato nelle residenze del premier italiano ) noto all’opinione pubblica internazionale, ma censurato dalla tivù italiana, divisa tra quella pubblica, controllata da Berlusconi per via istituzionale, e quella privata, di sua proprietà“. Questo il testo del comunicato diramato ieri dall’Esecutivo di Information Safety and Freedom, l’associazione per la libertà di stampa nel mondo, e indirizzato alle agenzie di stampa e alle associazioni internazionali per la libertà di stampa e al sindacato mondiale dei giornalisti. “La procedura avviata dal Governo contro la trasmissione Anno Zero – continua la nota di ISF – si configura come un vero e proprio atto repressivo e censorio, atto a punire l’unica trasmissione di approfondimento della RAI che ha osato rompere il quasi assoluto silenzio imposto sulla vicenda giudiziaria che ha messo a nudo il sex-gate di Berlusconi. E come un’azione intimidatoria nei confronti dei media italiani e internazionali, già raggiunti da azioni giudiziarie e altre minacce da parte del premier italiano, affinché non si occupino più dell’argomento”. “Come già riconosciuto nelle sentenze della Corte Europea, in particolare in quella relativa al caso Mitterand – si legge ancora nella nota di Information Safety and Freedom – il diritto dei cittadini di conoscere le attività delle alte cariche dello Stato è prevalente rispetto alle norme di tutela della privacy nel caso dei politici. L’atteggiamento del governo italiano si configura quindi come illegittimo e lesivo di diritti fondamentali come quello alla libertà di informazione dei giornalisti e quello ad essere informati dei cittadini di uno Stato democratico“. “Per questo - conclude la nota dell’ Esecutivo di ISF – lanciamo un appello alle associazioni internazionali un appello perché vogliano intervenire a tutela dei colleghi minacciati e dei cittadini italiani a cui è negato il diritto di conoscere la reale natura dei propri governanti“.
 
[28 settembre 2009]