O Bergamo o morte
Er pupone ha dichiarato che “la Capitale è la più bella città del mondo” e se la Lega non la pensa così è solo per invidia. Apriti cielo...
I padani sono scesi sul campo di battaglia e giù a rispolverare l'antico motto: Roma ladrona. Salvo poi venirci in massa a Roma, a occupare tutti gli scranni possibili nel governo Berlusconi.
Però, dal punto di vista del senatore leghista Garavaglia (originario di Cuggiono, amabile paesino celto-gallico in provincia di Mediolanum) e del ministro Calderoli (originario di Bergamo) ci sono delle ragioni profonde per contrastare la frase da insolazione che ha fatto er pupone. Totti, infatti, è in conflitto di interessi quando decanta le bellezze di Roma. È chiaro perché lui è romano e perché gioca nella magica Roma, una squadra di calcio poco avvezza alle vittorie dei team del nord. Quindi per i moralisti della Lega, integerrimi difensori della legalità, Totti non può ergersi a presidente della Pro Loco capitolina. È così che Calderoli sostiene le bellezze di Bergamo contro quelle di Roma.
Ora è chiaro a tutti che in Italia ci sono frotte di turisti che si accalcano nella penisola per visitare il battistero di Bergamo alta. Milioni e milioni di giapponesi e americani che fanno a gara per atterrare a Orio al Serio pur di assaggiare la polenta bergamasca, invece della coda alla vaccinara. E se un giorno la Lega riuscirà a impadronirsi anche del ministero al Turismo vederemo finalmente ristabilita una certa equità tra nord e sud. Finalmente si potranno promuovere nelle borse del turismo internazionali gite nei campi del radicchio trevigiano al posto di un tour nella Roma barocca, escursioni nelle fabbrichette del bresciano al posto di una visita ai fori imperiali. E finalmente le steli totemiche celtiche rinvenute nel comune del senatore Garavaglia potranno competere con il Colosseo.
Ristabilire un'equa memoria storica di cosa sia stata l'Italia, con la Padania che per fortuna potrà mostrare le proprie bellezze storiche e turistiche. E che Roma diventi pure un borgo tardoetrusco, bistrattato da tutti gli Asterix di turno.
Come sempre, anche d'estate, in Italia la politica non riesce a stare fuori dalla società. La imbriglia, tenta di imbavagliarla, la blandisce e la bacchetta, vuole pervaderla fin nelle sue più remote pieghe: anche tra i piedi di un giocatore di pallone, tra le chiacchiere estive di un pupone in tacchetti da calcio.
[20 luglio 2010]


