Ode alla Melandri

di Sergio Nieri

Cara Giovanna, ma che fai? Sei decisamente in gran forma, accomodata accanto a nonno Giorgio sullo scranno più alto delle celebrità poli-calcistiche.

Lo sguardo sicuro e panoramico (alla Cannavaro), il volto alla Isabella Ferrari dopo la cura intellettualizzante, un filo di abbronzatura quanto basta, e quel tailleur imbarazzante che riesci a domare in zona Cesarini dopo la teoria dei calci di rigore.

Cara Giovanna,ma che fai? Sei al Circo Massimo,con il volto fresco e irreprensibile,il tuo memorabile "celebrissimo" ormai un ricordo, distacco veltroniano su folla nazionale e iperattiva (finalmente), tra mille e mille tricolori espansi nella notte in cui nacque un amore: il calcio e il ministero (prodiano,non importa), mentre l'omologo sistema marcisce nelle angosce e nei ruderi di una federazione di arbitri lampadati e inguaribili biscazzieri. Ricordo l'adagio "che c'è di male", e quell'altro, l'uomo di Viareggio, "Moggi e Giraudo, amici, fortissimamente amici".

Fino a negare l'evidenza del nepotismo e della malversazione. Lui, artefice del gruppo e dello spirito coeso, perfettamente in asse con le "decisioni irrevocabili" e gli automatismi alla Bersani. Cara Giovanna, e ora che farai? E lei,attivissima come ai bei tempi dell'università, con un filo di trucco e di democratica abbronzatura (ti ricordo, molti capelli fa) riferirà a Nonno Giorgio: "è una questione di regole!".