Ovunque ghiaccio
In tempo di feste c’è chi darebbe volentieri sfogo alle pazzie più sfrenate, anche se la crisi economica spinge tutti a darsi una calmata. Quest’anno le economie familiari hanno fatto i conti con una recessione che ha salvato soltanto i regali per i più piccoli (questi i dati rilevati sul calo di acquisti per il Natale appena trascorso). Tuttavia c’è qualcuno che non bada a spese. Sono quei sindaci di Comuni non propriamente collocati in montagna o in zone dove la neve e il ghiaccio sono di casa.
Ormai da qualche anno ci sono amministratori locali che spendono i soldi della comunità per affittare piste di pattinaggio sul ghiacchio in zone costiere miti e temperate. Addirittura c’è chi in Francia, in Cina o negli Emirati Arabi ha deciso di allestire in città delle vere e proprie piste da sci. Funziona in una maniera totalmente disinvoltà: si prendono strutture di plastica per rivestire le colline o un dosso, poi si comincia a sparare la neve artificiale in uno spazio chiuso, dove sia possibile mantenere una temperatura rigida, in modo da non far sciogliere la neve. Ed ecco le montagne finte a pagamento. Tutto ciò con un gran dispendio di risorse energetiche. Non è ancora successo in Italia, ma visti gli esempi stranieri già avviati, qualche primo cittadino amante dii protagonismi non tarderà a seguire quelle orme. Possibile che i luoghi artificiali abbiano così tanto successo? Possibile che la gente ambisca sempre più a portarsi il mondo davanti all’uscio di casa?
In questo vituperio della natura tanti politici (anche locali) fanno il tifo per una maggiore attenzione al clima e al problema del riscaldamento globale, ma quando si tratta di deliberare attività effimere e “popolari”, non hanno remore a spendere e a consumare energia e risorse.
[28 dicembre 2009]


