parole, parole, parole (1)

"[...] è proprio la conquista dell'America che annuncia e fonda la nostra attuale identità; anche se ogni data con la quale si cerchi di separare due epoche è arbitraria, nessuna è più adatta a contrassegnare l'inizio dell'era moderna dell'anno 1492, l'anno in cui Colombo attraversa l'Oceano Atlantico. Noi siamo tutti discendenti diretti di Colombo; con lui iniziò la nostra genealogia, nella misura in cui la parola inizio ha un senso. COn il 1492 siamo entrati - come scrisse Las Casas - <in questo nostro tempo cpsì nuovo e così diverso da ogni altro> (Historia de Las Indias, I, 88)".
Tzvetan Todorov, La conquista dell'America

"A vent'anni, un ragazzo che dall'Europa o dall'immensa provincia degli States emigri a New York, continua a vedere tutt'oro per qualche mese, per qualche anno, forse per tutta la vita. Non ci prende che batoste; se può e finché può chiede quattrini alla lontana, spregiata famiglia. Tuttavia è sicuro: verrà anche per lui l'opportunity, il colpo di fortuna, l'improvviso trionfo metropolitano, grande o piccolo, ma che lo mette a posto per la vita. [...] Fantasie fanciullesche: e nessuno di cotesti giovani sarà ingenuo da parlarne. Ma tutti, in segreto, hanno la debolezza di vagheggiarle.Come vagheggiano, ciascuno per sé, la ricchezza, la gloria, l'amore. Fissi a questo miraggio, passano sopra a continue sconfitte, dimenticano il pomeriggio le umiliazioni della mattina, e la sera quelle del pomeriggio. [...] quante vite fallite, falsate, grame. "
Mario Soldati, America primo amore

"Negli ultimi quarant'anni le vittorie repubblicane (cinque presidenti: Nixon, Ford, Reagan e i due Bush, e la maggioranza parlamentare anche durante l'amministrazione Clinton) hanno rivelato le fragili basi della politica progressive-liberal, identificata con il New Deal, il kennedysmo e il clintonismo. La maggior parte degli elettori sostiene oggi i repubblicani, chiede meno tasse e maggiori difese contro la delinquenza e la droga, approva gli antiabortisti, l'introduzione della preghiera a scuola e il bando di libri e tesi scientifiche, si dichiara a favore dell'ordine itnerno e internazionale, è in genere contraria ai matrimoni tra pari sesso, vuole infine ridurre l'intervento statale e cancellare l'assistenza sociale. Inoltre, questa stessa maggioranza garantisce l'humus nel quale si riproducono le associazioni di destra. Queste ultime propugnano la lotta agli emigranti, agli ebrei e agli omosessuali, predicano la supremazia euro-americana, se non ariana, e incalzano gli stessi repubblicani che, a loro parere, fanno troppo poco per ridurre la burocrazia statale e federale".
Matteo Sanfilippo, Sogni Paure e Presidenti

"Questo era il Sogno Americano: un santuario sulla terra per l'uomo come individuo; una condizione in cui egli potesse essere libero non soltanto dalle gerarchie fatte da chiuse corporazioni d'antica fondazione e di potere arbitrario che lo avevano oppresso in quanto parte di una massa, ma libero anche da quella massa in cui le gerarchie della chiesa e dello stato lo avevano compresso e lo avevano mantenuto individualmente schiavo e individualmente impotente. [...] Il sogno, la speranza, la condizione che i nostri antenati non lasciarno a noi, loro eredi e assegnatari, ma piuttosto lasciarono noi, loro successori, in eredità al sogno e alla speranza. Non ci fu neppure data la possibilità di accettare o di rifiutare il sogno, per la ragion che il sogno già ci possedeva e noi gli appartenevamo sin dalla nascita. Non era la nostra eredità perché noi eravamo la sua, noi stessi nelle nostre generazioni successive resi eredi del sogno dall'idea del sogno. E non soltanto noi, figli nati e cresciuti in America, ma anche gli uomini nati e cresciuti nelle vecchie terre ripudiate e straniere sentivano quel respiro, quell'aria, udivano quella promessa, quell'offerta che vi era una cosa come la pseranza per l'uomo ocme individuo. [...] Ora è perduto. Noi sonnecchiammo, dormimmo, ed esso ci abbandonò. E adesso in quel vuoto non risuonano più le voci forti e sonore, impavide e ignare della paura [...] Ciò che noi udiamo ora è una cacofonia di terrore e mediazione e compromesso balbettante soltanto chiacchiere; le sonore e vuote parole che abbiamo evirato di qualsiasi significato - libertà, democrazia, patriottismo - con le quali [...] cerchiamo disperatamente di nascondere a noi stessi quella perdita."
William Faulkner, Privacy

"Nel 1990-2000, le preoccupazioni dei Bush all'estero, non più rivolte alla Germania, al Messico o a Cuba, si sono focalizzate sul Medio Oriente, soprattutto sulla penisola arabica, l'Iraq e il Golfo Persico. Le implicazioni non si sottolinenano mai abbastanza. Nel corso di quattro mandati vicepresidenziali e presidenziali, due emblematiche guerre con l'Iraq e un imprecisato numero di operazioni segrete, le sorti degli Stati Uniti nella più grande arena mondiale della diplomazia e del fervore religioso sarebbero state influenzate dagli intrighi, errori, alleanze finanziare e obbiettivi di una singola famiglia "
Kevin Philipps, Una dinastia americana

AllegatoDimensione
Una storia vera nell'inferno di New York - settembre 200124.61 KB
Il terrorismo dopo la guerra fredda - gennaio 200273.09 KB
Lettera sui testimoni - marzo 200242.01 KB