Perchè l'occidente muore senza invecchiare

di Alessandro Agostinelli

Fino a qualche anno fa molte persone parlavano del romanzo 1984 di Orwell come di un ammonimento contro le dittature. Oggi siamo diventati tutti di bocca buona. Nell'epoca della tutela della privacy ciascuno di noi è sotto controllo: spiano le nostre auto nei centri storici per multare chi entra in Ztl senza permesso, controllano se guardiamo un programma tv dagli sms con cui votiamo per cacciare via l'uno o l'altro concorrente, chiunque può fotografarci o riprenderci con un videofonino e (novità inquietante) "inviarci" immediatamente a chiunque. Sanno dove siamo dalle tracce elettroniche che quotidianamente lasciamo dietro di noi con bancomat, posta elettronica, cellulari, ecc. Mentre il grande occhio è sopra di noi, mentre ci spiano davvero, attraverso i reality show crediamo di essere noi i guardoni, lì, pronti a spiare gli pseudo-personaggi di un mondo televisivo fasullo. [...]
Così, il dato più preoccupante del giovanimento è questa specie di percorso inverso rispetto agli ideali di libertà, uguaglianza, fraternità della Rivoluzione Francese. Ciè uno strisciante ritorno alla pratica di minorità: in un mondo sempre meno controllabile dal'individuo, dove l'individuo è, a sua volta, oggetto di enorme controllo esterno, il rischio di una deriva di sudditanza che eroda il nostro diritto di cittadinanza attiva è sempre più presente.

(da La Società del Giovanimento, Castelvecchi Editore, 2004)