Plinio Perilli, COME L’OMBRA DI UNA NUVOLA SULL’ACQUA

Un libretto con un formato di caratteri leggero che è un omaggio al poeta e scrittore di origine napoletana Antonio Spagnuolo, scritto da Plinio Perilli per la collana “Le parole della Sybilla” della Kairos Edizioni, una collana di poesia e saggistica letteraria. Il piccolo saggio, molto pregnante e informato, grazie a una ricchissima bibliografia, ci conduce in medias res nel mondo luminoso, plastico e mutevole del poeta, a partire dalle ultime prove, come Fugacità del Tempo. Testimonianza rara dipanata in autobiografia, sintomo di una necessità biologica di seguire bisogni e umori, sogni e chimere di un misticismo laico che cerca di trattenere l’immaginazione nell’angoscia del tempo e al di sopra delle leggi, dei sotterranei e degli altoparlanti che ci sovrastano.
Si tratta di una metafisica che sembra esplodere, che si benda e si cura, in un linguaggio fisico grazie a cui esso stesso diventa corpo, un corpo quasi mostruoso, identificato dalla scelta di verbi e aggettivi. Si parla addirittura di poeta “visivo” tanto Spagnuolo è abbacinato da colori, barlumi e profili, fino ad arrivare a composizioni prelogiche. È una luce napoletana che ama gettarsi nelle Corruptions, titolo di una sua opera, nel trasfigurare la realtà un po’ come i pittori fauves che volevano liberarsi dal rispecchiamento della natura in un turbinio selvaggio di colori. Le poesie sembrano ispirate proprio da pittori, e quadri, in cui si affacciano continue metafore dure e strenue, con sfumature spesso oniriche e ancestrali, sempre per squarci folgoranti in un percorso pre-conscio così che la parola sembra volerci comunicare quello che si trova anteriormente alla parola, forse per disegnare un’altra realtà, come infatti Spagnuolo dice nel suo ultimo romanzo Un sogno nel bagaglio (“La poesia è propriamente un’alternativa alla realtà”); che forse ispira pure all’eternità, per opporsi a una realtà come farsa, in cui la verità non sembra raggiungibile travolta da un mondo fatto di contraddizioni. In un viaggio fra luci ed ombre tutto diventa specchio e lama folgoranti, rivelandosi in versi illuminanti e netti, fino a che la poesia si fa preghiera lucida ma informale, salmo del poeta che nella sua esistenza ha amato l’amore, il linguaggio e la poesia a tal punto da essere assolto senza pentimento.
Francesco Filippi

