Predrag Matvejević, BREVIARIO MEDITERRANEO

Garzanti, Milano (2006), Euro 15,00
saggistica
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É stato recentemente pubblicato da Garzanti “Breviario mediterraneo” di Predrag Matvejević, probabilmente una delle opere più significative dello scrittore di origine croata. La prima edizione dell’opera è datata 1991, ma da allora il volume si è arricchito di nuove sezioni, ed anche questa edizione appare notevolmente ampliata rispetto alle precedenti.
Forse per inquadrare il libro è bene partire dal definire che cosa non è: non è un romanzo, per quanto così reciti frettolosamente la nota di copertina; non è un saggio, anche se l’ampia documentazione storica e bibliografica sarebbero in grado di giustificarlo e costituirne l’ossatura; non è un’autobiografia, per quanto per molti versi sia stato vissuto in prima persona dall’autore che, pur essendo nativo della Mitteleuropa continentale, sul mare Mediterraneo e attorno ad esso ha compiuto numerosi viaggi. Inoltre, anche se Matvejević incarna in modo ammirevole e coraggioso la figura dell’intellettuale esposto in prima linea nella lotta per la libertà di pensiero e di espressione, nel Breviario Mediterraneo non si parla esplicitamente di questo.
 

Piace piuttosto pensare che il Breviario Mediterraneo di Matvejević sia una sorta di diario di bordo al tempo stesso personale, storico, geografico. In tre lunghi capitoli o sezioni (Breviario, Carte, Glossario) l’autore riunisce in sequenza tantissime brevi fotografie, raccoglie un importante bagaglio di conoscenze ed esperienze e le offre al lettore dopo essersene preso cura ed averle metabolizzate. La prima parte è quella forse più legata alla geografia paesaggistica dei luoghi: si raccontano il mare stesso, le onde, le correnti, e poi le città, lo spazio, i paesaggi, i porti, per arrivare agli abitanti delle coste, delle penisole e delle isole del Mediterraneo. È per certi versi il momento più poetico del libro, quello che più di altri descrive le peculiarità delle tantissime genti diverse che popolano le rive di questo mare e che lo hanno navigato. La seconda sezione prende lo spunto invece da un minuzioso lavoro di ricerca cartografica, e riporta alla luce coloro che, noti o no, hanno cercato di rappresentare questo mare, i suoi limiti, i suoi venti, in molti casi disegnandone la storia. La terza, infine, è come dice l’autore stesso un glossario e non un vocabolario: senza la pretesa di voler essere esaustivo, Matvejević sente il bisogno di riprendere alcune delle voci che sono affiorate nelle parti precedenti, quasi a rendere più profondi alcuni accenni che altrimenti sarebbero sembrati incompiuti: “vorrei rinviare alle fonti di cui mi sono servito, presentare le persone che ho incontrato durante le mie navigazioni, dalle quali ho ricevuto aiuti e consigli”. In questo senso il Glossario è l’ideale sintesi e compimento dell’intero volume, porta l’analisi ad un livello di profondità spesso sorprendente, unificando una dettagliata conoscenza storica ed un'attenta analisi dei popoli che hanno costruito nei secoli quella stessa storia.
C’è dunque molto e poco di autobiografico in questo libro. Molto, perchè traspaiono anni di ricerche attente e curiose, condotte con l’interesse di chi non ha paura di confrontarsi con tante culture così diverse tra di loro, di cercare notizie, soprattutto di imparare. Poco, perchè Matvejević mette la propria personalità così importante al servizio di tutte le lezioni che il mare ha accumulato e custodito. Probabilmente è davvero necessario possedere una cultura cosmopolita ed una profondità intellettuale inusuale per acquisire la tenacia di apprendere da tutte le fonti e le etnie, di esplorare le scritture sacre delle diverse religioni cercando in esse ciò che unisce, piuttosto che ciò che spesso nei secoli ha diviso. Come scrive Claudio Magris nella prefazione, piace pensare che nel Breviario Matvejević non abbia cambiato la natura del proprio agire, ma abbia trovato per essa una diversa forma di espressione, meno politica forse ma più poetica e musicale, senza per questo rinunciare alla propria coerenza. Lo stesso Matvejević ha in passato affermato che “la particolarità, di per sè, non è ancora un valore”: ecco allora che lui stesso si fa carico di disegnare non una serie di frammenti, quanto piuttosto un mosaico, ricostruendo una per una le tessere che compongono questa variegata parte di mondo, ma sforzandosi al tempo stesso di tracciarne un quadro in qualche modo unitario. Ogni parola diventa allora occasione di confronto, ogni struttura portuale racconta le similitudini dell’attracco, ogni isola racchiude genti etnicamente diverse, ma dalle caratteristiche comuni e distanti dal continente. Durante e dopo la lettura si forma l’immagine di un insieme di terre e popoli che hanno costruito una e molteplici civiltà, e probabilmente poi si sono lasciati superare dalla storia, nel momento in cui il baricentro del mondo si è spostato altrove.
Non è un libro facile da fare proprio, Breviario Mediterraneo, perchè richiede pazienza e concentrazione, in qualche modo esige lo stesso sforzo di sintesi che l’autore ha profuso nello scrivere. Però conforta in questo percorso la personalità di Matvejević, che rimane in secondo piano eppure è densa e presente, così come rincuora la sua sincerità nel fermarsi in punti oltre ai quali non è andato, le parti di mare dove non ha navigato, i deserti dove non ha conosciuto l’esperienza della sabbia. Per quanto in questo volume dimostri un notevole insieme di conoscenze, Matvejević non perde l’umiltà nel confrontarsi con esse, eppure così facendo ne acquista il diritto e diventa egli stesso personaggio. Con coerenza tesse una rotta fra i punti del periplo, unisce persone, luoghi e usanze utilizzando se stesso come filo e collante, fino ad un dipinto compiuto che diventa patrimonio personale e collettivo, così definito da poterlo chiamare cultura.

Francesco Tomada