Provenzano, Pisanu

Carlos Ansó

1. Ieri sera, alle due del mattino, quando ormai sembrava evidente che avrebbe vinto Prodi -di fatto, poco dopo Prodi cantò vittoria-, si riunivano nello studio di Berlusconi Berlusconi e il ministro degli interni Pisanu. Io mi chiesi che si riunivano a fare a quell'ora e in questa situazione questi due personaggi e non seppi darmi una risposta, poiché la strada era tranquilla, il conteggio dei voti non del tutto finito e la voglia di concludere e andare a letto tanta.
2. La risposta è arrivata stamattina: dovevano decidere sul fermo di Provenzano. Perchè il fermo di un personaggio che è protetto da 43 anni è evidente che si decide a Roma, e il momento della sua detenzione lo decide, perlomeno, il ministro degli interni (in combutta, ora è chiaro, col capo del governo).
3. Ma perché? Sempre ieri, in una intervista rilasciata a Canale 5 da Cossiga, e di fronte all'imminenza della elezione del nuovo presidente della repubblica,Cossiga segnalò come possibili candidati a questa carica, da un lato D'Alema, e dall'altro Pisanu. In effetti, a pensare bene, dopo una campagna elettorale come quella appena finita, Berlusconi non può candidarsi a questa carica da lui sempre sognata. Sì invece può farlo Pisanu, un uomo di profilo quasi istituzionale che ha lavorato bene al ministero degli interni e unica persona dello schieramento opposto gradito espressamente alla sinistra.
4. Da parte sua Prodi ha detto due cose. Uno, che vuole la riconciliazione nazionale. Due, che non lascerà la presidenza della Camera e del Senato all'opposizione. Come pretende, quindi, creare, questo clima di riconciliazione, soprattutto senza ignorare che la metà del paese è con la destra? L'occassione potrebbe dargliela, appunto, la elezione del presidente della repubblica, dove il centro-sinistra potrebbe votare in un gesto ecumenista l'unico candidato presentabile della destra. In questo modo, e di fronte alla sconfitta, Berlusconi si assicurerebbe almeno un rapporto di privilegio col Quirinale, rafforzando la sua propria capacità contrattuale.
5. Da come sono andate le cose, è evidente che la trappola per Provenzano era già pronta da tanto tempo. La notizia ha, addirittura, oscurato sui telegiornali i risultati definitivi dell'elezioni, occupando, a scapito di esse, la prima pagina. È l'ultimo colpo messo a segno dal buon governo di Pisanu, amplificato dalle reti televisive ancora in mano al Padrone. Come se Berlusconi avesse deciso di bruciare Provenzano per tenersi stretto, nella misura del possibile, il Quirinale al momento in cui smetterà di essere primo ministro. Cioè, la raccolta dopo la partita. Se ci riuscirà nel suo intento, non si sa, ma a me questo pare gia il prossimo film avvenire.