Quasi 100 giorni

di Sergio Nieri

Si può morire di anestesia locale? Certamente no, anche se nella migliore delle ipotesi certi organi sensori reagiscono ai nuovi trend della politica nazionale con studiata e rilassata lentezza, quasi che la pubblica opinione fosse uscita da un frullatore (il famoso Girmi di fantozziana memoria) per essere un istante dopo assoggettata a una seduta di crioterapia.
È vero che quei cento giorni appaiono decisivi per la credibilità di un Berlusconi visto tanto decisionista (grazie al basso profilo della sua compagine di governo), quanto stanco e abbastanza sfigato.
Nei primi mesi di governo della gestione Berlusconi, infatti, normalmente incombe sempre qualche atto terroristico dalle conseguenze economiche epocali o l'avviso di garanzia e l'intercettazione sputtanante che non ti aspetti. Scajola ci va un po' leggero sulle centrali nucleari (le avremo fra cinque anni, poi si corregge e parla di un procedimento di studio propedeutico) e qualche giorno prima la Germania muove addebiti non da poco sulla natura pericolosamente radioattiva dei rifiuti trasferiti da Napoli alle discariche teutoniche (allarme poi rientrato); mentre in  Slovenia si profila una vera e propria fuga radioattiva a mezzo stampa da una centrale nucleare del posto, circostanza poi negata o ridimensionata dalle diplomazie dell'Europa centrale. Frattini e Scajola possono allora tirare un sospiro di sollievo, ma il primo si incarta subito dopo sulla nostra non partecipazione della delegazione italiana alla cerimonia di inaugurazione delle olimpiade pechinesi (contraddicendo in modo abbastanza clamoroso il sottosegretario Mantica), mentre il secondo, snobbato dalla Lega, cerca solidarietà operativa in vasti settori del Pd per dare la stura al progetto nucleare e a qualche brano di liberalizzazioni, quelle vere (telefonia, gas e trasporti), visto che le lenzuolate di Bersani avevano prodotto null'altro che ironia e inedite ribellioni di piazza. Una per tutte quella dei tassinari cari ad Alemanno. A Napoli, intanto, le cose stentano a muoversi, nonostante la mordacchia disposta per decreto legge alle Procure Territoriali (che stanno portando solo ora a compimento le proprie lunghissime inchieste sui presunti illeciti amministrativi e penali legati al Commissariato per l'Emergenza Rifiuti) e la militarizzazione delle discariche individuate da Bertolaso per compensare in 30 mesi questa anomalia solo apparentemente cataclismatica. L'emergenza, in effetti, ha rappresentato un business straordinario un po' per tutti, a cominciare dal solito Bassolino. In realtà, l'asse Berlusconi, Bassolino, Veltroni rappresenta la struttura modulare di questa fase politica anestetica, dove la cosiddetta emergenza redditi evidenziata dalle stime Istat (e su cui sono caduti inesorabilmente Prodi e Padoa Schioppa) lascia necessariamente il campo ad altre priorità, quali la tutela della privacy nelle investigazioni giudiziarie e "più severe disposizioni" in materia di autorizzazione giudiziaria delle piste investigative telefoniche (per alcuni specifici reati) con  il contestuale divieto di pubblicazione delle intercettazioni (per quanto tratte da atti pubblici) posto a carico non dell'editore, ma del singolo giornalista. Come dire, l'inesorabile limitazione della libertà di stampa alla quale però plaude lo stesso Violante (fuori dal Parlamento) che chiede sanzioni per il magistrato che propaga le informazioni alla stampa. In mancanza di un'opposizione palpabile interviene però Giorgio Napolitano che conduce Berlusconi sul percorso piu' articolato del Ddl (disegno di legge), dove ci saranno margini per trattare con la Lega, ammorbidire Di Pietro e tornare a manifestare quella volontà di dialogo che "certamente", prima o poi, smorzerà le conseguenze più affllittive del reato di clandestinità, sulla cui efferatezza giurisprudenziale si è espressa anche Amnesty International e qualche altro Movimento per i diritti umani...
Ma qui Berlusconi, che pure ha militarizzato le discariche di Napoli e poi invocato l'aiuto dei volontari in stile alluvione di Firenze per rimuovere l'immondizia entro luglio, non ha mostrato lo stesso piglio "paraguayano" prodotto dal rischio incombente di nuove intercettazioni per sé, la propria famiglia e i propri famigli.
Anestesia locale, dunque. Il gradimento sale. La luna di miele continua.

 [14 giugno 2008]