Ripartire dalle città

di Franco Uda

In questi anni in cui il mercato globale tende ad appiattire le diversità territoriali in un enorme spazio economico planetario che mortifica le risorse locali, il ruolo delle città diviene fondamentale per immaginare un'idea diversa dello sviluppo: un futuro fondato sulla crescita delle società locali, sulla valorizzazione dei patrimoni ambientali, territoriali e culturali propri a ciascun luogo. Il governo delle città può essere il motore di un'altra globalizzazione: quella che si costruisce dal basso, solidale, fondata sui diritti umani, la pace, il rispetto dell'ambiente e la giustizia sociale. In questa idea di città il Municipio non è soltanto un ente amministrativo, ma l'ambito di iniziativa politica dei cittadini, il luogo del pieno esercizio della cittadinanza, il soggetto nel quale una comunità di uomini e di donne riconosce la propria identità collettiva. I contenuti di Agenda 21, quelli della Carta dei Nuovi Municipi, ci indicano le buone pratiche di governo locale per affermare una nuova idea di città aperta, solidale, vivibile. Una città che guardi al futuro deve mettere al primo posto l'obbiettivo della pace, che non è solo assenza di guerra ma azione concreta e quotidiana per affermare i diritti umani e la giustizia sociale. Città operatrice di pace è quella che investe energie e risorse nella cooperazione internazionale, coinvolge l'intera comunità in progetti di cooperazione decentrata, dà vita a relazioni e iniziative di diplomazia dal basso.