Salario da disoccupato

di Alessandro Agostinelli

Sulla Gazzetta dello Sport di domenica scorsa, a pagina 13 c’era un articolo su Roberto Mancini.
Pare che l’ex tecnico dell’Inter stia per rientrare a Milano, chiaramente da disoccupato, dopo che il presidente Moratti gli ha preferito Mourinho.
Mancini dice che adesso si interesserà di calcio soltanto guardandolo e che ha comunque un mestiere, visto che fa il papà. Poi, intervistato da Radio Dee-Jay ha voluto stemperare le discussioni che avevano caratterizzato il suo allontanamento dall’Inter. Mancini ha detto: “Approfitto per mandare un saluto a tutti i tifosi delle mie ex squadre: Inter, lazio, Bologna, Sampdoria e Fiorentina”.
Fa piacere sapere che Mancini ha un “mestiere”, quello di padre, anche se è un mestiere che hanno in molti e non dà salario, e fa piacere che non ci sia astio nei confronti delle sue vecchie squadre e di chi l’ha cacciato preferendogli un coach straniero, ritenuto più vincente di lui.
Comunque, per questo allontanamento Mancini guadagna 500.000 euro netti al mese che Moratti continua a sborsare.
Fa paura pensare che il calcio, in Italia, sia così gonfiato e che anche un disoccupato possa permettersi di incassare mezzo milione di euro al mese, senza fare niente. Intanto l’economia nazionale procede con stipendi bassi, prezzi alti, tagli al sistema pubblico, sostegni ad aziende portate allo sconquasso da manager senza scrupoli.
Comunque, niente paura, tra pochi giorni ci saranno altre partite di calcio. Il campionato va avanti.
 
[10 settembre 2008]