Salvate Milano
In Italia piuttosto che recuperare l’esistente si preferisce costruire ex-novo, pensando che solo lo sviluppo edilizio corrisponda alla crescita del Paese. Salvo poi trovarsi di fronte, a volte, a mostri di cemento inutilizzati e già vecchi prima di essere inaugurati. Milano, da questo punto di vista, è zona a rischio. Perciò il Politecnico ha svolto una ricerca, guidata dal professor Paolo Pileri e realizzata dal Dipartimento di Architettura e Pianificazione, dal titolo “Effetti ambientali relativi agli usi e alle coperture del suolo”: uno strumento per tracciare le politiche relative agli sviluppi urbani futuri e pensare al suolo come risorsa e non come vuoto da costruire.
La ricerca ha prodotto la mostra fotografica Spazi Aperti, esposta nelle prossime settimane alla Triennale di Milano, è promossa dalla Fondazione Cariplo ed espone quel che resta ai margini di Milano, nelle zone adiacenti al progetto EXPO. Dei 31.500 ettari di territorio studiati, restano 11.600 ettari di spazi aperti: oltre il 60% della superficie territoriale è quindi urbanizzata. In soli otto anni più di mille ettari di campi, prati e boschi sono stati persi e urbanizzati. Le foto della ricerca, due anni di lavoro, 300 km battuti a piedi e in bici, diventano ora patrimonio di tutti.
“Il suolo come gli spazi aperti sono un bene comuneper la società – dice il professor PIleri - EXPO 2015 può raccogliere questa sfida e riscriverla in un progetto che rinnovi l’approccio con cui governare il territorio”.
La mostra rappresenta un atto di denuncia anticipata per tutti coloro che hanno messo gli occhi su quelle aree. La mostra Spazi Aperti sembra ammonire: non toccate queste campagne, imparate a vedere il valore degli spazi aperti. Queste aree hanno un ruolo cruciale per l’area metropolitana milanese perché consentono ai cittadini di mangiare (con l’agricoltura), respirare e prevenire alluvioni (con la vegetazione). Una mostra per far viaggiare tra campi, boschi e prati riprodotti in oltre 40 scatti. Con l’aiuto di un tavolo, che riporta i frammenti di quel territorio come tessere di un puzzle, ogni visitatore potrà giocare a ricomporre gli spazi in un unico paesaggio. Il senso della mostra è “salvare Milano”.
[24 settembre 2011]

