Sopra Ligabue
Vi garantisco che questa sarà un’opinione un po’ velenosa. Ieri ho visto il Tg3 nazionale. C’era una vecchia giornalista di spettacolo praticamente sdraiata sopra Luciano Ligabue, il quale riusciva a malapena a difendersi, perché lei l’aveva ormai costretto con le spalle a una colonna. Certe interviste sono attentati intimi più che diritto di cronaca. E la signora aveva tutta l’aria di stare bene in quella posizione. Meno Ligabue che non ha mai dato risposte così sintetiche, pieno com’è di sé e della sua “arte”.
La notizia era che la “rockstar italiana e anche europea” (così hanno detto) è uno dei giurati della Mostra del Cinema di Venezia, iniziata proprio in questi giorni. Pare che la direzione della Mostra abbia fatto carte false per avere il cantante in giuria, e già questo la dice lunga su che cosa s’ha da fare per campare nella società dello spettacolo. Sì, perché se il più glorioso festival di cinema del mondo deve correre dietro ai cantanti per comporre una giuria di addetti e competenti del cinema, possiamo certo confermare che ormai il marketing batte la cultura in maniera schiacciante.
È stato detto che Ligabue ha anche diretto due film, che è scrittore, e via e via. Il ragazzo ha certamente avuto sempre ambizioni troppo sproporzionate rispetto alle sue doti artistiche, e non disdegnerà neppure l’appellativo di intellettuale (peraltro schifato ormai a destra e a manca). Tuttavia una Mostra internazionale di Arte cinematografica ci pare un luogo da tutelare, rispetto allo show business casereccio. Ma se così è, l’anno prossimo aspettiamo anche Feltri e Boffo in giuria a Venezia. Chissà che il mondo dello spettacolo non sia ancor più rappresentato…
[5 settembre 2009]

