Telecom Vinicio
Piccola storia istruttiva che dimostra come in Italia i problemi si risolvono non con gli strumenti teoricamente a ciò preposti, ma solo grazie agli amici e agli amici degli amici.
Dieci giorni fa i telefoni del nostro studio hanno cessato di funzionare “in entrata”: non potevamo più ricevere telefonate. Siamo quindici avvocati e la cosa, dopo il primo giorno, che ci è parso quasi di vacanza, si è fatta via via più preoccupante. Ovviamente abbiamo chiamato il 191, ovvero il call center di Telecom che, dapprima, ci ha riferito che si trattava di un guasto sulla rete, che sarebbe stato riparato in 24 ore, poi in 48, poi “quanto prima”; poi si limitava a dirci che la nostra segnalazione era stata rubricata.
Abbiamo inviato fax e raccomandate, minacciato un’ondata di cause (è ciò che sappiamo fare meglio), ma non c’è stato niente da fare. In prossimità delle ferie estive, in preda allo sconforto, abbiamo cominciato a temere che il problema non si sarebbe risolto prima di settembre. Poi è arrivata la svolta: una delle nostre segretarie si è ricordata che Vinicio, suo marito, ha un amico, Mario, che lavora alla Telecom…
Vinicio ha chiamato Mario che ci ha messo in contatto con un’altra signora, gentilissima, che ha fatto un paio di chiamate: dopo tre ore il guasto era riparato. È stata sostituita – tre minuti di lavoro – una scatoletta posta a dieci metri dal nostro studio. Abbiamo ringraziato calorosamente la signora, Mario e Vinicio.
Morale: in Italia non esistono diritti, ma solo conoscenze che ti possono aiutare. Se avete un disservizio con Telecom è inutile chiamare il 191: se non conoscete Vinicio, il telefono non ve lo riattaccano.
(dal quotidiano Il Tirreno)
[6 agosto 2008]

