TG speciale bufale
Da anni ormai non guardo più i telegiornali Rai e Mediaset. Mi informo soltanto su Internet, perché così scelgo da sola le fonti, e se voglio sapere cosa dicono quelli che la pensano diversamente da me, vado direttamente nei loro siti. Tuttavia, ogni tanto, mi capita di vederne uno qua e là.
Un mese fa davano la notizia della cattura di un grosso boss della mafia, preso grazie al fatto che si era enormemente esposto tramite l’acquisto di lussuosi locali, alberghi e ristoranti nel centro di Roma. Il commento del giornalista? “È stato tradito dalla sua stessa ingordigia. Se fosse rimasto un po’ più nell’ombra non sarebbe incappato nelle maglie della giustizia”. Grazie del suggerimento, avranno detto altri mafiosi.
Ma un paio di sere fa ho sentito qualcosa di veramente scandaloso. La notizia riguardava la situazione della scuola, con migliaia di insegnanti precari rimasti senza lavoro, arrabbiati in piazza e sui tetti degli edifici a protestare contro i tagli della Gelmini. Dopo aver dato un minimo di voce alla protesta, l’anchorwoman presenta una nota ricevuta dal ministero dell’istruzione con la quale la Gemini, non potendo evidentemente negare del tutto gli effetti dei suoi tagli, dice però che la protesta è sproporzionata perché non è vero che sono stati tagliati 36.000 posti di lavoro per gli insegnanti, come dicono i manifestanti, perché 26.000 sono gli insegnanti andati in pensione quest’anno, dunque i posti in meno sarebbero “solo” attorno a 10.000.
Un ascoltatore disattento potrebbe dunque concludere che i manifestanti esagerano.
Ma ragioniamo: tutti sappiamo che prima di diventare professore “di ruolo” si fa una lunghissima gavetta di anni nei quali, se va bene, si lavora a “supplenze annuali”, a volte anche a pezzi di supplenze: una settimana qua, due mesi là, per fare punteggio. Piano piano la situazione dovrebbe migliorare e l’insegnante, non appena si liberano i posti anche e soprattutto perché qualcuno va in pensione, si può sperare di entrare di ruolo. Dunque di avere diritto a un mutuo senza che firmi a garanzia il solito genitore (quando può), per esempio. Ho due amici, marito e moglie con 2 figli piccoli e mutuo da sostenere, ai quali quest’anno non sono state assegnate supplenze, anche se negli ultimi anni avevano sempre lavorato. Non solo, queste persone sono tra coloro che avevano fatto la famosa “SIS”, i due anni di scuola di formazione per gli insegnanti, dunque erano, pur tra i precari, sicuramente tra i primi ad aver diritto a lavorare, secondo le graduatorie. Non oso immaginare la situazione di quelli dopo di loro.
Allora la cosa grave è che la risposta della ministra Gelmini è stata completamente falsa e volutamente fuorviante. Anche i posti dei professori che vanno in pensione, se non riassegnati (ossia senza il cosiddetto “turnover”), sono posti di lavoro tolti agli insegnanti più giovani che da anni stanno facendo la gavetta per entrare di ruolo!
Ovviamente, nessuno ha controbattuto, al TG in questione, sulla falsità della notizia. Questo è il pessimo livello dell’informazione oggi.
È di oggi l’ennesima semi-smentita del premier, che addirittura nega di voler imbavagliare la stampa con denunce e cause e querele a giornali e giornalisti additando “i soliti comunisti”. Il “comunista” non è chi si arrabbia per la cattiva informazione, ma colui che la censura, ossia lo stesso presidente del consiglio, che da decenni utilizza questa tattica politica: accusare l’avversario di quello che in realtà sta facendo lui e la sua coalizione, ora il suo governo.
[9 settembre 2009]

