Tirreno, disastro ambientale

di Alessandro Agostinelli

Si sta trattando la questione del Giglio come una questione di sicurezza del Mar Tirreno, o le questioni legali hanno preso il sopravvento? È vero che in questa storia c’è un comandante che ha agito con troppa leggerezza, 4200 naufraghi, l’isola del Giglio che ha agito in solidarietà ed efficienza meglio di un’unità di crisi, la fermezza e la competenza della Capitaneria di Porto di Livorno, alcuni morti e dispersi. Ma adesso c’è soprattutto una bomba ambientale pronta a scoppiare.
Uno dei più preoccupati e l’ex presidente del Parco dell’Arcipelago toscano, Mario Tozzi: l’apprensione per l’isola del Giglio e l’intero mare toscano è altissima. Siamo di fronte a un terribile rischio ambientale di paesaggi marini e marittimi quasi incontaminati.
“Da mercoledì – dice Tozzi – le forze di intervento olandesi dovrebbero cominciare le operazioni di aspirazione del carburante della nave. È una corsa col tempo. Se la nave continuerà a restare dov’è adesso ci vorrà circa un mese di tempo per succhiare via tutte le 2380 tonnellate di combustibile dai serbatoi”.
E se la nave invece dovesse muoversi e scivolare sul fondale di 70 metri poco più in là?
Allora sarebbe tutto più complicato e terribile. Pensi che basterebbe soltanto un minimo sversamento di 40 tonnellate di idrocarburi dalla Concordia per condannare a morte tutto il tratto orientale dell’isola del Giglio, quello davanti al Monte Argentario. Concretamente 1 centimetro cubo di carburante è in grado di uccidere il 90% di tutto quello che vive in un metro cubo d’acqua.
La nave resterà ferma lì dov’è se il tempo non peggiorerà, ma sembra che per sabato sia in arrivo vento a circa 40 nodi…
Esattamente, queste sono le previsioni. Ciò significherà onde alte, mare mosso e la probabilità di slittamento della nave. Però io spero che per un altro po’ di tempo si riesca a tenerla lì.
Agganciarla al terreno dell’isola non sarebbe un modo per tenerla in sicurezza il tempo necessario almeno al prelievo del carburante?
C’è stata già una proposta del genere, ma tecnicamente è difficile per una nave così grossa. Non si può ancorare un aggeggio di quelle dimensioni alla scogliera perché la roccia granitica potrebbe spezzarsi. Allora si dovrebbero preparare dei lunghi buchi nel terreno e iniettarli di cemento a cui ancorare poi dei cavi di acciaio. Ma passerebbe troppo tempo prima di poter intervenire direttamente sulla nave.
I fusti “tossici” caduti vicino alla Gorgona, questa nave piena di combustibile al Giglio. Cosa sta accadendo nel mar Tirreno?
Purtroppo, a parte la Concordia, niente di nuovo. Il Tirreno è stato usato spesso come pattumiera per rifiuti speciali, per abbandono di materiali pericolosi. Tutti i mari del Mondo corrono questo rischio. Nella baia di san Francisco, per esempio, ci sono ancora 30.000 bidoni tossici. Questo succede da sempre ovunque.
È già stata proposta una class action dei passeggeri. Non crede sarebbe utile che tutti i sindaci dei comuni della costa toscana si costituissero parte civile contro il possibile danno ambientale?
Certo, se ci sarà un danno potrebbe essere una buona idea. Al momento è forse prematuro, anche se sversamenti ci sono già stati…
Infatti, sono già sversate in mare alcune sostanze oleose. Del resto la nave è come un paese di oltre 4000 abitanti. Perciò sostanze di cucine, liquidi del sistema di riscaldamento, macchinari e fluidi dei motori, liquidi per le pulizie…
Sì, la nave già adesso ha cominciato a immettere in mare sostanze inquinanti. Quindi siamo davanti a un inizio già attivo di danno ambientale.
 
Il mostro d’acciaio di Costa Crociere è lì, spiaggiato. È stato affrontato seriamente il problema della sicurezza del nostro mare? Chi pagherà eventuali danni ambientali o la rimozione della Concordia? Che cosa diranno i politici toscani su questi problemi?
Oggi pare quasi macabra la pubblicità di Costa Crociere, dove le persone piangono ripensando alla loro crociera. Speriamo non debbano piangere in futuro anche gli abitanti del Giglio e con loro tutti quelli della costa toscana.

[19 gennaio 2012]