Tobias Jones, IL CUORE OSCURO DELL’ITALIA

Come sempre è interessante sapere cosa autori stranieri pensino del nostro paese. Tralasciando possibili ingenuità o imperfezioni, può essere un viaggio importante alla ricerca di noi stessi, un guardarsi viso a viso senza compromessi. Ecco che nel libro Il cuore oscuro dell'Italia il giornalista Tobias Jones da Parma ha iniziato a cercare di orientarsi nel fitto panorama dei decenni italiani che noi stessi Italiani spesso non riusciamo più a guardare in faccia. Ha scritto capitoli che riguardano ognuno un argomento angolare, che finisce per intrecciarsi con gli altri (la lingua, il calcio, il terrorismo, il rapporto Stato-cittadini, forzismo ecc).
Quando è uscito in inglese il libro ha fatto rumore in Italia, senza che venisse prima letto. Mi pare interessante come una tradizione europea, in questo caso inglese, ma forse non sarebbe stato poi molto diverso per un altro paese, si possa perdere nella fossa della vita pubblica riuscendo a uscirne. In effetti, ho avuto l'impressione che ci fosse qualcosa che quadra il cerchio nella sua descrizione dei vizi e virtù italiche, che spesso sono conseguenti gli uni alle altre. Forse in parte è una amplificazione ma credo che riesca a situarsi a un livello ulteriore rispetto ad un classico reportage sull'Italia; d'altra parte, come in genere tutti i libri di questo genere, possono cadere a volte nello stereotipo. In ogni modo, nonostante l'autore accentui le differenze in positivo rispetto al Regno Unito e ripeta continuamente il suo amore per il Paese nei suoi aspetto originali - come l'importanza della famiglia, il piacere della vita comune, l'artigianato e il piccolo commercio, la mancanza di alienazione di certe città medio-piccole come Parma, e insomma la civiltà che l'Italia riesce ad esprimere - gli Italiani siano stati capaci di esprimere disgusto e invettive politiche fuori luogo, contro chi nel suo equilibrio tra apprezzamenti e critiche, deve purtroppo registrare il miasma della vita politica e la continuità di certe tradizioni autoritarie e distorsioni del nostro Paese. Forse guardarsi allo specchio per molti non è ancora facile.
Francesco Filippi

