Tv = Falso

di Alessandro Agostinelli

Ho passato una domenica pomeriggio di pioggia in casa, a guardare la televisione. È stata un’esperienza agghiacciante. Mantenere un briciolo di lucidità mentale è impossibile nel bailamme delle stupidaggini, delle false notizie, degli equivoci, delle bastardate, degli slogan, in mezzo a personaggi (intelligenti o idioti) che vengono triturati nei programmi contenitori domenicali. Il cervello o si spappola per troppa idiozia, oppure si spegne autonomamente fino al coma dello spirito critico e della elementare capacità di ragionare.
Qui voglio parlare di George Clooney discusso su Rai Uno e di Francesco Rutelli intervistato su Rai Tre. Partiamo brevemente da quest’ultimo.
 
Lucia Annunziata su Rai Tre intervistava Francesco Rutelli che dava il meglio di sé dimostrando che per smontare la radicalizzazione tra destra (intesa da lui come Lega Nord) e sinistra (intesa da lui come socialdemocrazia) ci si deve orientare alla costituzione di un centro politico (la base di partenza sembra l’Udc). In questa misura sembrava fare il verso al “riformismo pragmatico” ispirato da Tony Blair e proseguito attualmente con maggior successo da Nicolas Sarkozy. Il punto di fondo in queste chiacchiere da salotto televisivo è che il modo di procedere di certi politici tiene conto solo dell’autotutela del loro spazio di potere, ma i giornalisti non lo dicono, mentre accettano il chiacchiericcio insulso che di pragmatico, vicino alla realtà degli individui, non ha niente.
 
Massimo Giletti su Rai Uno incitava gli ospiti cercando di sfruculiare su un tema di assordante attualità: George Clooney è gay?
Non discuto dell’interesse che possa suscitare un argomento del genere; resto allibito di come palesemente si possa montare un pomeriggio domenicale nell’arena televisiva su un tema che è stato trattato da rotocalchi e tv americane, dove è stato dimostrato che le affermazioni di Brad Pitt e Matt Damon (amici di Clooney) fossero uno scherzo tra compari. Addirittura, cercando su youtube si trova la puntata del David Letterman Show dove Matt Damon prende in giro il giornalista delle Iene di Italia Uno (che era andato nudo in conferenza stampa al festival di Venezia a dichiarare il suo amore per George), affermando che era caduto nello scherzo di prendere per vere affermazioni paradossali e scherzose sue e di Pitt.
Cosa cercava di fare allora Giletti su Rai Uno? Soltanto audience. Basava su non-detti, chiacchiere, palesi inesattezze una trasmissione che mirava soltanto a fare ascolti, in barba alla dignità di un attore famosissimo, in barba alla pratica giornalistica. E soprattutto lo faceva puntando il dito contro il “gossip”, affermando che tutti avevano dato spazio a questa chiacchiera… Come se lui non stesse facendo la stessa stupida cosa! È pazzesco il modo in cui il sistema mistificatorio inventato da Berlusconi sia ormai diffuso dappertutto. La tecnica è semplice: accuso gli altri di quello che sto facendo io stesso. Purtroppo, in una società senza memoria, senza cultura, menefreghista, intollerante, questa tecnica di scagliare la prima pietra risulta molto efficace.
 
Bugia e falsità. C’è qualcuno in questo Occidente che capisce ancora il significato di queste parole? È molto difficile capire quando questi concetti diventano concreti e plasmano le cose, le idee, i fenomeni sociali. Attenzione, tutto ciò non significa che esista una “verità centrale” da contrapporre alle bugie e alle falsità. Non stiamo facendo il verso al Papa, anzi. Voglio soltanto affermare che i mass-media, ormai sono fondati quasi esclusivamente sulla bugia e sulla falsità. Se prima potevamo affermare che attraverso i mass-media ciò che era vero si allontanava in una rappresentazione, adesso possiamo affermare che ciò che governa il mondo di questa rappresentazione mette in scena quasi esclusivamente il falso.
 
[5 ottobre 2009]