Valerio Innocenti, La valigia di Lisbona

La nuova raccolta di Valerio Innocenti “La valigia di Lisbona” conferma ed estende la sua ricerca poetica: “cerco l’immagine/ presaga d’eterno/ che in alti versi/ il mondo suggelli”. Il verso cerca di sottrarre attimi di bellezza e di luce al tempo che si consuma veloce, ma dietro traspare una nostalgia diffusa, perché le illusioni si devono confrontare con il vero.
La figura femminile è quella prescelta a rappresentare la bellezza. L’occhio di uomini adulti si posa con avidità e timore su corpi di giovani donne, ammiccanti nel sole d’estate, in un affollarsi di desideri e di sogni, in una strenua lotta tra istinto e ragione: “Giaci bellissima/sulla battigia/baciata dal sole/ oh callipigia”. L’ironia viene in aiuto alla ragione e rende più lieve la rinuncia: “Vivo anche / senza lei/ cingo fianchi/ d’aria/bacio colli /di bottiglia”. E un sorriso indulgente smorza le ombre del dubbio.
Con voluto contrasto la donna continua a comparire anche nel suo disfacimento “forse nella testa/gli sciolti capelli/senza più colore/sono più belli/ ma la buon regista/tu vai a pennello/le ossa ti copre /con un bel mantello".
Ma la figura femminile è valorizzata anche per il suo impegno umanitario o per la sua originalità, compare “l’ava salcigna” testimone di un passato di privazioni, e intanto lo sguardo si estende a problemi di attualità: “il telo che coprì/ i resti combusti” ci riporta alla stazione di Viareggio in una notte drammatica illuminata dai roghi, i migranti sono “battezzati dalla salsedine”, l’uomo ha dimenticato il valore della modestia ma soprattutto il rispetto per il dolore.
Nella scelta linguistica il registro elevato si avvicina e contrasta con il linguaggio comune, il verso- prevalgono quinari e senari- si adagia volentieri nella rima, una serie di haiku chiude la raccolta, alternando una coscienza critica: "Genio svenduto/per subito guadagno/ nell’effimero" (Spot televisivo) alla nostalgia del ricordo: "Dolce era quando/le stelle credevo/lontane sorelle" (Fiori all’occhiello)
Marisa Cecchetti

