Viaggiare non è facile
L'arte di soggiornare all'estero rarmente s'apprende nella casa paterna: anzi, l'apprendistato nella casa paterna di norma non fa che condurre al bar sotto casa. [...] Chi non s'allontana da casa, ben che gli vada, riuscirà ad assicurarsi un bicchiere di vino e un po' di calore. Chi viaggia comprenderà - anche in questo caso con un po' di fortuna, perché c'è anche chi non capirà mai niente - due cose: primo che la patria è una realtà, ma certamente non la realtà; che un Paese straniero a suo modo è altrettanto reale, e abitato da esseri umani che a loro volta ritengono che la loro realtà sia la realtà. Secondo, strettamente connesso al primo, che solo trovandosi all'estero la propria realtà diviene effetivamente comprensibile. [...] il viaggiatore deve per forza prendere una decisione. O gli riesce il capolavoro di attribuire validità universale alla sua realtà originaria e in tal caso rifiuta quanto gli è straniero perché sbagliato, ridicolo, stupido e ostile. Oppure egli comprende che la sua realtà è per l'appunto una delle tante realtà possibili e che essa non può essere più reale delle altre.

