Vito Mancuso, La vita autentica

Raffaello Cortina Editore, Milano, 2009
saggistica
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Potrebbe essere un buon ripasso di filosofia del liceo, questo libro del teologo Vito Mancuso. Un ripasso non sufficiente, ma dettagliato sulle basi morali della società. Ciò che lo interessa è rispondere alla domanda kantiana: che cos’è l’uomo? E, proseguendo Mancuso si chiede che cosa faccia di un uomo, un vero uomo, cioè un essere umano che viva in maniera autentica.
Nelle prime pagine vengono affrontati i temi della libertà, senza però menzionare i temi della filosofia politica in merito (Stuart Mill, Pettitt), ma soltanto restando nell’alveo del pensiero filosofico europeo, arrivando fino a Nietzsche e Sartre.
Sono molteplici le citazioni dei passi dalla Bibbia, ma non preponderanti, perché sono citati molto anche i greci, soprattutto Platone ed Eraclito.
Il centro del libro affronta il tema dell’autenticità, ed è qui che Mancuso mette in difficoltà il discorso “nichilista” di Heidegger, mentre scopre tanta verità in brani letterari, come quelli di Montaigne e Baudelaire.
Molto bella è la citazione dal teologo Bonhoeffer, e la storia del bambino che in classe dice una bugia per difendere il padre dalla cattiva nomea di ubriaco.
Alla fine la vita autentica è quella di una persona che sa di essere se stessa solo in relazione agli altri, come scriveva il poeta Paul Celan: I am you, if I am.
E poi è quella vissuta all’insegna del bene e dell’amore.

Alessandro Agostinelli