Zidane
Ha abbassato la testa, si è tolto la fasciatura dal polso sinistro e camminando verso gli spogliatoi è uscito dal campo di gioco. L'ha fatto da solo, mentre la finale della Coppa del Mondo di calcio proseguiva dentro l'Olimpya Stadion, e la Francia era ancora in ballo per la conquista del maggior trofeo.
Accade, a volte, sui campi di calcetto che qualcuno, più nervoso, si lasci scappare una pedata troppo pesante, o una spinta troppo energica, e non c'è nessuno a regolare precisamente quegli impeti. A Berlino un magistrale arbitro argentino, Horacio Elizondo, non ha visto, ma dopo aver sentito dal guardalinee che cosa era successo non ha avuto dubbi: ha estratto il cartellino rosso e l'ha sbattuto in faccia a Zizou.
Cosa ha combinato Zidane, il più forte giocatore del mondo degli ultimi dieci anni?
Ha perso la testa. Anzi, ha abbassato il capo e ha tirato una testata violenta contro lo sterno di Materazzi.
Un gesto assurdo, sconcertante, troppo violento. Lo pensano e lo dicono tutti: come si può concludere una carriera da pallone d'oro con un gesto così schifoso?
"Un algerino di merda", o forse "tua moglie è una puttana", o qualcos altro. Forse Materazzi ha detto qualcosa del genere. Ma quanti insulti si diranno mai su un campo da gioco, per cacciare la fatica, per scongiurare un pericolo?
Dal replay si vede Materazzi che abbraccia Zidane per impedirgli di muoversi. Poi lo lascia, allora Zidane dice qualcosa e sorride allontanandosi. Allora Materazzi dice qualcosa a Zidane, e qui il francese torna indietro, tende le braccia, stringe i pugni, allunga il collo e lascia partire una testata con forza, contro il torace dell'italiano.
Chissà se ci sarà tempo per spiegare (Zidane non è neppure risalito per ricevere la medaglia d'argento), se ci sarà una partita dove Zidane farà vedere ancora i suoi giochi di piede.
Ora resta soltanto un campione che ha finito male, con una testata a cattivo, data a un impulsivo ragazzo italiano.


