Elezioni Italiane 2008
In una recente ricerca CENSIS sulle campagne elettorali (che comunque è stata terminata prima delle ultime elezioni politiche) si fa notare che sono soprattutto i “giovani del Nord” a essere influenzati dai messaggi elettorali, con un 40% di essi che ha cambiato attitudine di voto durante la fase pubblicitaria del dibattito politico.
Segno che la classe più bombardata dai messaggi commerciali, che funziona da trend setter per i consumi di massa (si pensi al ruolo dei bambini nell’acquisto delle auto) è anche quella più sensibile a quello che noi abbiamo chiamato “il fustino elettorale”. Essendo però minoritaria nel centro e nel centro-Nord, l’area dei giovani permette smottamenti elettorali nel Nord, appunto, e nel Sud, dove la quota di giovani sulla popolazione votante è più elevata.
Due dati impressionano - comunque la si pensi - dei risultati delle elezioni politiche 2008. Il primo è che la Sinistra Arcobaleno non ha superato lo sbarramento né al Senato né alla Camera. Il secondo, lo straordinario risultato della Lega Nord (8,062 % al Senato con 25 senatori, 8,297 % alla Camera e 60 deputati).
Le ragioni del secondo dato, a mio avviso, sono da ricercare principalmente nell’aggregazione di Alleanza Nazionale con Forza Italia. Con questa operazione AN ha lasciato molto spazio politico a chi ha mantenuto il proprio simbolo e la propria identità come la Lega.
Vediamo le cause della vittoria dell’uno, il PDL, e della sconfitta dell’altro, il PD. Per la “Sinistra Arcobaleno”, farò una chiosa alla fine del mio intervento.
Prima diagnosi: non si confondono le masse popolari con i salotti delle mie amiche romane. Da quando esiste la politica moderna, chi vince incanta, seduce, convince o affascina le masse, non i salotti dove entra da parvenu. Viene in mente quel personaggio di Balzac, che affermava di aver studiato “droit parisien” nel boudoir di una bella signora del VII arrondissement. E in effetti la sinistra, nelle sue due anime, non ha parlato al popolo, questo fastidioso pendant delle periferie romane, fuori dall’Appia Antica o da Piazza Margana.
Alleo ha sbagliato. Abbiamo scritto che il Pdl avrebbe vinto alla Camera, ma non al Senato. Invece ha stravinto alla Camera e al Senato.
Il Pd sembra aver recuperato voti togliendoli alla Sinistra Arcobaleno, e senza toglierne alcuno al centro. Quindi il ceto moderato non ha compreso la novità di Veltroni. Veltroni si toglie il cappello e prova a vivere in una democrazia occidentale compiuta, telefonando al vincitore Berlusconi.
Nel precedente articolo “Risultati Elettorali”, il direttore di alleo si lancia in una generosa anticipazione che forse avremo modo di condividere con gli allibratori inglesi. E sono convinto, fatte salve clamorose novità, che il trend del risultato elettorale sia sostanzialmente quello.
Io abito a Berlino.
Sono passati più di dieci giorni da quando ho votato per le politiche italiane, da quando nella buca delle lettere ho trovato una grande busta proveniente dall’Ambasciata d’Italia della capitale tedesca.
Conosciamo già i risultati elettorali.
Alla Camera il Pdl vincerà con il 3,2% più del Pd. Al Senato Pd e Pdl avranno una sostanziale parità.
Puntuale come un orologio svizzero arriva in libreria il numero di Micromega sulle prossime elezioni politiche. Paolo Flores d'Arcais torna al pressing sulle grandi questioni della politica nazionale, squadernando il meglio del sentimento "democratico", maturato negli anni d'oro dei girotondi e poi, salvo qualche autorevole e coraggiosa eccezione, assopitosi in una interminabile maratona coscienziale sui temi dell'etica civile e religiosa, forse per non disturbare la goffa e inconcludente navigazione dell’ex governo unionista.
Per deformazione professionale mista a curiosità, sono andato a spulciare i programmi dei due partiti maggiori, il PDL e il PD, per vedere se c’era qualcosa sulla politica estera.
Le elezioni legislative in Italia hanno messo al centro del dibattito politico la crisi dei partiti e la loro incapacità di ascolto e di coinvolgimento nei processi che sta vivendo la società odierna. Noi italiani, vecchi e nuovi, siamo di fronte a un sistema politico e partitico terribilmente in ritardo sulla società: basta ascoltare l‘uso del linguaggio politico e la retorica del potere.


