All posts by Marisa Cecchetti

Marisa Cecchetti vive a Lucca. Insegnante di Lettere, ha collaborato a varie riviste e testate culturali. Tra le sue ultime pubblicazioni i racconti Maschile femminile plurale (Giovane Holden 2012), il romanzo Il fossato (Giovane Holden 2014), la silloge Come di solo andata (Il Foglio 2013). Ha tradotto poesie di Barolong Seboni pubblicate da LietoColle (2010): Nell’aria inquieta del Kalahari.

“Per esercitare la propria libertà c’è sempre un prezzo da pagare [ ] per aver difeso la mia libertà di scegliere dove e quando rischiare la vita, ho pagato il prezzo, tutto sommato modico, di qualche mese di prigione. Per aver voluto vivere parecchi anni senza calendario, a Parigi o altrove, ho dovuto pagare in insicurezza, in particolare economica. Per aver voluto navigare in tutta libertà per alcuni anni, ho dovuto pagare in tenacia e disciplina [ ] Il prezzo da pagare[ ] è purtroppo più alto. E’ l’esclusione eRead More
Dodici sono i racconti di Assurdità, primo impegno letterario di Nicolò Ferrari, versiliese, classe ’99. Ha idee chiare sul genere umano Nicolò, ne individua le magagne, ne evidenzia le contraddizioni. Lo fa con racconti agili a cui sa dare la tensione giusta, con una capacità narrativa evidente, abbastanza inusuale per un adolescente. Di assurdità, incongruenze, follie, deliri, ce ne sono a iosa intorno a noi, ci sono sempre stati, ma il momento storico che viviamo ne ha creato di nuovi, li ha moltiplicati. Lui li scova ad uno ad uno,Read More
Non avevo mai incontrato una scrittore che sapesse giocare con la lingua come Antonio Emilio Leite Couto, in arte Mia. Mozambicano del 1955 è considerato uno dei maggiori scrittori contemporanei in lingua portoghese, tradotto in moltissime lingue. Compito non facile per il traduttore, ma senza dubbio intrigante, rendere quella sua strana lingua in Italiano e mantenerne il fascino. Nei ventinove racconti di Perle, brevi e fulminanti, a dirla con parole sue “ intreccia tessuti africani usando stoffe e fili europei”. La sua è una lingua “in stato d’infanzia”, fatta diRead More
Diversi il momento storico ed il contesto in cui prendono vita le sei storie di Denise Ciampi, diverso anche il registro linguistico, che si fa sempre più asciutto ed essenziale man mano che si avvicina ai tempi nostri. Ma trasversale a tutte le storie è la presenza di simboli, come il fitto uso della metafora ed il rimando alle fonti bibliografiche. E’ comunque un linguaggio, che pur sfumando spesso nella poesia, si avvale di elementi concreti, di descrizioni accurate e tangibili, come nella tradizione letteraria toscana. Sono storie di donneRead More
Nel mare non ci sono i coccodrilli, ma per quei ragazzini afghani che trovano il coraggio di passare dalle coste turche a Mitilene su un gommoncino gonfiato da loro, rattoppato con lo scotch, con i salvagente ormai inservibili, un remo spezzato, di notte e senza aver mai remato né visto il mare, quella distesa cupa d’acqua può senza dubbio contenerli. Questo libro, che riporta la storia vera di Enaiatollah Akbari, da lui raccontata allo scrittore Fabio Geda, ha visto la sua prima uscita nel 2010, ma parlarne non è fuoriRead More
La salvezza di Frida Kahlo è stata senza dubbio la sua pittura. Frida dipinge per raccontarsi, come fa uno scrittore che unisce le storie inventate a quelle della propria vita. Lo ammette lei stessa nei suoi Diari, che inizia a scrivere nel 1942: “A volte mi chiedo se la mia pittura non sia stata…più simile all’opera di uno scrittore che a quella di un pittore. Una specie di Diario, oppure la corrispondenza di tutta una vita”. Rimane da chiedersi se F K sarebbe stata questa icona che il mondo conosceRead More
Premesso che Franz Kafka è nato a Praga, sotto l’impero Austro Ungarico nel 1883 ed è morto nel 1924, il libro di Daniela Toschi e Bianca Maria Fedi, Surkafkiano. L’ultimo processo, è la prova di una fervida capacità creativa, insieme ad una profonda competenza professionale. L’ultimo processo, infatti, vede Kafka come imputato, in un tribunale dove l’accusa tende a dimostrare la sua infermità mentale, vuole un accertamento sulle sue capacità di intendere e di volere e conseguentemente dichiarare socialmente pericolose le sue opere. Siamo in un lontanissimo anno 5777, maRead More
Chi ha letto I pesci non hanno gambe, dello stesso autore (Reykjavìk 1963), uscito per Iperborea nel 2015, ha avuto la consapevolezza di un narrare interrotto, e Grande come l’universo ne è la dimostrazione perché lo completa. Ari è ritornato dalla Danimarca dopo aver abbandonato moglie, figlie e lavoro editoriale. E’ volato a Keflavík, una landa nera e desolata dove, dopo che “le quote ittiche sono sparite, l’esercito USA se n’è andato, non resta molto altro, se non la disoccupazione e i tre punti cardinali, il vento, la lava, l’eterno”Read More
Per chi non hai mai letto Cărtărescu (Bucarest 1956), addentrarsi nel suo romanzo Abbacinante. Il corpo, premio Von Rezzori 2016, è inizialmente un’operazione complessa, soprattutto se si cerca un orientamento spazio temporale ed una consequenzialità. Ma se ci si lascia trascinare dalla sua mente immaginifica e fervida, allora si stabilisce il contatto, si colgono simboli, si concretizzano immagini, ma soprattutto si vivono emozioni e suggestioni, come quando si scende dentro un linguaggio poetico. Bucarest è il centro del narrare, Amsterdam compare inattesa. Il tempo non ha sponde e si scendeRead More
Quando si apre questo libro basterebbero le foto a parlare. Attraverso le foto Patrizia Panicucci ci coinvolge facendoci partecipi delle emozioni che lei stessa ha provato, con un trionfo di colori e di immagini uniche.  Infatti la Namibia ha distese “sconfinate aride e inospitali- lei scrive- dove spesso non c’è segno di vita, cosa questa che l’aiuta a preservarsi dall’invasione dell’uomo”. Sono queste terre ancora incontaminate quelle in cui lei ama viaggiare insieme a suo marito, addirittura  in molti casi con il figlio piccolo, quaranta anni di viaggi da tutteRead More