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Posted On marzo 29, 2016By Mario FortunatoIn Culture Club

Paolo Poli, senza tempo

La prima volta fu un’apparizione favolosa, degna delle sue Wande Osiris. Estate 1985. Aeroporto di Smirne, Turchia. Ero reduce da ore e ore di viaggio in macchina, in compagnia di un’amica. Un caldo spaventoso. In aeroporto non c’era aria condizionata e il termometro era oltre i quaranta. Eravamo stanchi, sfatti. Come noi, tutti i passeggeri in procinto di imbarcarsi per Roma: sudati, incapaci di muovere un dito, per via dell’afa insopportabile. In quella selva di facce attonite, lineamenti scomposti, indumenti fradici e gualciti, solo una camicia di lino celeste, manicheRead More