All posts by Marco Giaconi

Marco Giaconi

Posted On gennaio 28, 2018By Marco GiaconiIn Words

Voilà, tutto su Macron

Ma chi è il Presidente Macron? Certo, Emmanuel Macron è notoriamente il giovanissimo capo della Repubblica Francese, eletto contro il “populismo” di Marine Le Pen, che pure fece aumentare di qualche milione di voti il suo Front National, al secondo scrutinio. Nessuno, peraltro, saprà mai quel che è accaduto prima delle elezioni francesi, con tutta l’Europa che tremava perché c’era il concreto pericolo che la Francia, il suo prestigio, il suo potere “oltremare”, soprattutto in Africa, potessero cadere nelle mani di un partito dichiaratamente antieuropeista. E essere contro l’UE vuolRead More

Posted On gennaio 7, 2018By Marco GiaconiIn Words

Internet e il potere

In tutta l’Africa, ma anche in altri Paesi o aree dell’ormai cosiddetto “Terzo Mondo” (o, usando l’ipocrisia linguistica dei banchieri internazionali, in tutti i “Paesi in Via di Sviluppo”), ormai l’unico modo efficace di controllare il processo politico è quello di interrompere le comunicazioni via Internet. Se poi andate a vedere date e periodi, vi accorgerete che i picchi di chiusura dei provider locali o nazionali del Web, da parte dei governi, corrispondono sia alle crisi politiche interne sia ai momenti di maggiore espansione delle migrazioni da quelle aree versoRead More

Posted On novembre 8, 2017By Marco GiaconiIn Words

Vendesi Regione Sicilia

I dati sono ormai noti, ma è bene ricordarli: Nello Musumeci, il candidato unico del centrodestra in Sicilia alle elezioni regionali ha vinto nettamente, con il 39,8%. La formula che ha permesso questo risultato è stata soprattutto la storia e la faccia di questo vecchio dirigente del MSI siciliano, un uomo che Berlusconi non voleva tra i piedi, ma che ha dovuto digerire in assenza di altri personaggi papabili della vecchia Forza Italia in Sicilia e di un candidato del PD (Micari, 18,7%) scelto solo per perdere. Il PD eRead More

Posted On ottobre 5, 2017By Marco GiaconiIn Words

Chi c’è dietro la Catalogna

In tutte le cancellerie si stanno esaminando gli effetti strategici e i nuovi equilibri di potenza derivanti dalla possibile secessione catalana. Anche se gli indipendentisti di Barcellona sono tutti (salvo una marginale quota di catalani di estrema sinistra) filo-UE, pro-NATO e filooccidentali, la secessione della regione più ricca dal resto del Regno spagnolo indebolisce l’Unione Europea e favorisce automaticamente i due gruppi anti-o extra UE, l’Anglosfera (Gran Bretagna e Usa) e il sistema di potere intorno alla Federazione Russa. Qualunque cosa che mette in crisi l’Unione Europea favorisce Mosca, qualunqueRead More

Posted On settembre 26, 2017By Marco GiaconiIn Words

Catalogna opportunista – il caso della secessione catalana

In primo luogo, c’è sempre la stessa questione, quella dei quattrini. Secondo i catalani indipendentisti, infatti, lo stato centrale spagnolo prende troppo dalle casse della regione. O, in alternativa, non concede troppo alle autonomie represse e sfruttate dal “fascismo” di Madrid. Secondo alcuni leader autonomisti di Barcellona, Madrid infatti acquisisce ben 11 o 15 miliardi di Euro l’anno dal fisco regionale; mentre la capitale del Regno sostiene che il guadagno fiscale derivante dall’area catalana è di “soli” 8,5 miliardi di Euro. È ovvio che una zona ricca come la CatalognaRead More

Posted On settembre 4, 2017By Marco GiaconiIn Words

Il nucleare di Pyongyang

Il comportamento di Kim Jong Un non è affatto irrazionale. Può apparire tale alle anime belle dell’Occidente che hanno espulso la guerra dal loro universo politico, ma dal punto di vista della normale logica strategica, Kim Jong Un ha i suoi buoni motivi. Ecco, comunque, la complessa equazione strategica della Corea del Nord nucleare, con le sue sessanta armi N e le altre venti costruite nel solo 2016. In primo luogo, Pyongyang alza, con la minaccia nucleare, la soglia del possibile attacco alle sue postazioni perché teme un attacco daRead More

Posted On settembre 2, 2017By Marco GiaconiIn Words

I razzisti americani offendono Colombo

Allora, secondo l’attuale patologia culturale nordamericana, sarebbe stato Cristoforo Colombo a iniziare lo sterminio, sistematico e volontario, dei nativi “indiani” e poi di quelli di colore… La questione dei nativi è totalmente diversa da come narrano questi veri e propri selvaggi postmoderni, questi distruttori di statue colombiane e magari, tra poco, del ponte da Verrazzano o dei Vespucci canals. Nessuna meraviglia per l’ignoranza storica degli americani: quando furoreggiava la “Guerra del Golfo” contro Saddam Husseyn, il 56% della popolazione non sapeva dove fosse Baghdad né lo stesso Iraq. Il problemaRead More

Posted On agosto 21, 2017By Marco GiaconiIn Words

Droga e USA

La storia della droga di massa negli Usa è molto lunga.  L’oppio ha accompagnato tutta la Guerra Civile, distribuito ai soldati e alla popolazione. La cocaina, dagli anni ’80 del XIX secolo in poi, è regolarmente prescritta dai medici Usa come “farmaco distensivo”, mentre l’eroina (scoperta nel 1906) viene utilizzata soprattutto come sostanza adatta a risolvere le crisi respiratorie. E, anche qui, una vasta diffusione di massa. Dopo i vari Atti dell’amministrazione nordamericana, dal 1935 al 1961, tutti molto restrittivi nei confronti dell’abuso di droghe psicotrope; e dopo la controculturaRead More

Posted On luglio 22, 2017By Marco GiaconiIn Words

I numeri degli immigrati

Nel 2016 solo il 9,6% ha acquisito, malgrado le maglie larghissime delle nostre normative, lo status di “rifugiato”. Il 47,3% degli accolti vuole la protezione internazionale, e la richiede da noi. Solo il 28,3% degli accolti è già possessore di una protezione umanitaria. Questo ci fa intuire che, sulla base dei dati oggettivi, pochi tra gli accolti provengano da “situazioni di guerra”, che i nostri analfabeti politicanti citano a capocchia. Certo, vi sono scontri, che riguardano “stati falliti” ormai tutti, nel Continente Nero, aree tribali o gruppi jihadisti. Ecco l’elencoRead More

Posted On giugno 22, 2017By Marco GiaconiIn Words

Il banchiere di Hitler

L’economia è come la politica: non c’è una legge oggettiva, figuriamoci, ma ci sono solo esempi da applicare nella storia. È, questo, il caso di Hjalmar Schacht, il “banchiere di Hitler” che fu nominato “ariano onorario” dal dittatore austriaco, ma salvò comunque la Germania dalla super-inflazione di Weimar (che noi non abbiamo ancora). Era, probabilmente, di origine ebraica; e si sorbì una detenzione per aver partecipato al golpe del 20 luglio contro il Fuhrer, ma successivamente dovette sottostare all’azione democratica e alleata contro la classe dirigente del Terzo Reich: ilRead More