All posts by Marco Giaconi

Marco Giaconi

Posted On maggio 24, 2016By Marco GiaconiIn Words

La povertà italiana

Gli italiani oggi  sono davvero  poveri e non c’è bisogno dell’ISTAT con il suo nuovo rapporto 2016 per accorgersene. Basta guardarsi intorno. Cosa è successo?  Semplice. Abbiamo perso anche la Terza Guerra Mondiale. Uno scontro per le risorse, per i nuovi mercati,  le tecnologie e gli investimenti migliori. Noi siamo arrivarti tardi e male, gli altri avevano preso tutto prima, e ci hanno messo anche molti bastoni tra le ruote. Un conflitto  dove si sono sparati pochissimi colpi di mortaio ma moltissime azioni di beggar thy neighbour (“affama il tuo vicino”) e shock asimmetrici aiRead More

Posted On maggio 17, 2016By Marco GiaconiIn Words

Il TTIP, l’Europa economica e gli USA

La leadership globale degli USA è palesemente in crisi, il mondo è sempre più multipolare, così come ha dimostrato oggi Mosca in Siria e prima in Crimea e in Ucraina; e la politica di Obama è stata allora quella di impostare come risposta due grandi trattati economici, che potessero replicare il vecchio prestigio che Washington si era  costruita all’inizio della fase unipolare, quella del Washington Consensus e della illusoria  riduzione della Russia post-comunista a potenza regionale. Ormai anche gli USA devono però agire a livello regionale, come gli altri competitors internazionali quindi, allora, bloccato il WTORead More

Posted On aprile 10, 2016By Marco GiaconiIn Money

Come va il prezzo del petrolio

I prezzi del barile stanno salendo in modo stabile. vediamo i dati: il valore medio dell’olio nero è oggi sempre sopra i 35 Usd, mentre il Brent e il WTI  stanno salendo sopra i 40. il WTI, per intenderci, è l’indice West Texas Intermediate, un prezzo medio (benchmark) che si basa sul tipo di petrolio Texas Light Sweet  e che vale soprattutto, come gli altri indici,  per i futures, i contratti a termine sul prezzo del barile. Il Brent (o Brent Crude)  è invece l’indice  basato sul petrolio estratto dal Mare del Nord. Gli altri prezzi di riferimento delRead More

Posted On aprile 9, 2016By Marco GiaconiIn Words

Il caso Regeni e la politica mediterranea italiana

Ai tempi di Giulio Andreotti, il turpe assassinio del giovane ricercatore friulano sarebbe stato risolto in un quarto d’ora. Siccome è ovvio che la tragedia di Regeni è nata all’interno degli apparati di sicurezza del Cairo, che Al Sisi non controlla completamente, il Divo Giulio avrebbe mandato la persona giusta in Egitto, lo avrebbe fornito di credenziali imbattibili, questi avrebbe parlato a quattrocchi con il rais e si sarebbe trovata una verità indistruttibile, valida per entrambi i Paesi. Non era necessario che il tramite fosse un italiano, sarebbe anzi andato meglio unRead More

Posted On marzo 28, 2016By Marco GiaconiIn Money

L’oro di Mosca. Oggi

Russia e Cina, insieme ad altri Paesi BRICs, stanno uscendo dall’orizzonte finanziario dollaro-centrico. Per Pechino, si tratta di evitare l’eccessiva presenza dei suoi investimenti nel settore del debito pubblico USA; ed infatti i cinesi stanno vendendo buona parte del loro stock di debito nordamericano. Per i russi, che hanno pochissimi titoli del debito pubblico di Washington, l’obiettivo è quello di ricreare le condizioni per una nuova Bretton Woods, un nuovo accordo tra le monete mondiali per evitare sia il dominio del Dollaro che le oscillazioni eccessive tra le varie divise. Infatti, il valoreRead More

Posted On marzo 27, 2016By Marco GiaconiIn Money

Le banche dei libici

Il governo di Al Serraj, che già era stato rimandato al mittente per i troppi ministri inclusi e per l’esclusione, da ministro della Difesa, di Khalifa Haftar, non è stato ancora digerito dai rivali di Tripoli. Anzi, il ministero di Fajez Al Serraj, capo della fazione di Tobruk, quella riconosciuta internazionalmente, non ha nemmeno i voti del suo parlamento, senza contare il rifiuto del regime di Tripoli, dominato da Alba Libica, la frazione locale dei Fratelli Musulmani, sostenuti laggiù da Turchia e Qatar, i due stati che facevano contrabbando di petrolio duranteRead More

Posted On marzo 15, 2016By Marco GiaconiIn Words

Putin esce dalla Siria e rafforza la Russia

Vladimir Vladimirovic Putin ha dichiarato la fine dell’impegno diretto delle forze russe in Siria. Salvo, naturalmente, la protezione delle basi di Tartus e di Latakia sulla costa mediterranea siriana. È una scelta razionale, fuori dallo schema di un “leader imperiale” che molti ingenui analisti occidentali hanno dipinto intorno alla figura del capo del Cremlino. È stato, quello russo, un intervento durato cinque mesi e mezzo, con oltre 9000 raid degli aerei da caccia, aiutati da sistemi di rilevamento a terra ben più evoluti di quelli impiegati dagli occidentali. Le forze russeRead More

Posted On marzo 7, 2016By Marco GiaconiIn Words

Militari italiani in Libia

Il generale Khalifa Haftar ha ricevuto, alla fine di Febbraio, un notevole carico di armi che sono sbarcate in Tunisia: servono alla sua offensiva che, si dice, sia già nelle sue fasi iniziali. E pensare che la bischeraggine onusiana voleva estromettere Haftar da ministro della difesa del governo “unitario” libico, preferendogli un suo vecchio sottoposto caduto in disgrazia. L’offensiva del generale, iniziata dopo alcuni attacchi suicidi presso l’aeroporto Benina, messi in atto dal “Consiglio Rivoluzionario della Shura” opererà con le tribù anticamente fedeli a Gheddafi, i Warfalla, il clan maggiore,Read More

Posted On febbraio 27, 2016By Marco GiaconiIn Words

Spiare Berlusconi, fare intelligence

I documenti disponibili su Wikileaks riguardo allo spionaggio su Berlusconi sono certamente veritieri e gravi. Ma vanno letti bene. La NSA faceva controllare Silvio B. perché le sue frequentazioni con la Russia non piacciono affatto a Washington. Magari la gestione finanziaria (pubblica) berlusconiana non è brillante, e questa osservazione accomuna l’America e l’Unione Europea; ma Washington ha solo paura che il contagio finanziario di una Italia in default, come allora si immaginava, zavorri anche l’economia americana, che è in quel momento in crisi. Per le intercettazioni nei colloqui berlusconiani conRead More

Posted On febbraio 19, 2016By Marco GiaconiIn Words

Siria, l’accordo di Munchen

Gli accordi internazionali raggiunti a Monaco di Baviera, ce lo dice l’esperienza, non sono mai forieri di buoni risultati. “A Monaco di Baviera, mutande di lamiera”, come disse Leo Longanesi dopo lo sterminio, da parte delle SS, delle SA di Röhm, più “socialiste” delle truppe di Himmler e dedite in massa a quella che Leopardi chiamava “attitudine greca”. L’accordo di mercoledì scorso a Monaco è certamente un passo avanti ma, come spesso accade oggi, scritto più per la pubblica opinione e per i media che non per le parti inRead More