All posts by Marco Giaconi

Marco Giaconi

Posted On luglio 25, 2016By Marco GiaconiIn Words

La grande crisi delle banche

L’ossessione punitiva di Bruxelles (la città dove purtroppo si mangiano le cozze con i dadini di prosciutto) contro le banche meridionali della UE è del tutto fuori posto. L’Unione Europea è diventata lo strumento di una guerra non ortodossa della Germania contro il resto dell’Europa, aggredendo in prima battuta i pigri meridionali, che però hanno un tasso di produttività maggiore di quello dei tedeschi. L’idea che le banche “ si debbano curare da sole” è, oltre che folle, impossibile. Dopo l’imposizione del pareggio di bilancio in Costituzione (una normativa cheRead More

Posted On luglio 4, 2016By Marco GiaconiIn Words

I lavori che gli italiani non volevano fare

Ci furono gli anni della solfa sui “lavori che gli italiani non vogliono più fare”. Era il sottoprodotto delle nenie sulla “società del terziario” che avrebbe espulso il lavoro manuale dal novero delle attività più diffuse. Una serie di “bolle” aggiustate ad arte fece il resto: il boom artificiale delle società dot.com (e chi lavora nella nostra Polizia Postale sa quanto ci sia di truffa nelle vendite on line), la bolla finanziaria successiva dei titoli tecnologici. Insomma, l’ideologia di massa fu portata a elaborare il mito della fine del lavoro,Read More

Posted On giugno 27, 2016By Marco GiaconiIn Words

Populismo. Parte II: vecchi dittatori, Farage e 5stelle

Il populismo odierno è poi anche leaderismo ossessivo, tanto i partiti non ci sono più. È comunicazione diretta via televisione per le generazioni di anziani e di vecchi e via facebook e twitter per i giovani, che insieme compongono il famoso popolo. Anche in passato altri populisti hanno avuto potere tramite un controllo militaresco esercitato con violenza, eppure con contrasti o freni: Mussolini faceva i conti con il Re e con un Partito che reclamava prebende e potere; Hitler aveva le Forze Armate che tentarono di ammazzarlo; Franco si sorbiva gli eserciziRead More

Posted On giugno 23, 2016By Marco GiaconiIn Words

Populismo. Parte I: gli Usa e Matteo Renzi

Il primo, negli USA, fu Ross Perot. Ve lo ricordate? Il solito magnate americano un po’ pazzoide che, nel 1992, si mise a tuonare, da candidato repubblicano alla nomination, contro il trattato NAFTA col Messico e per la chiusura dei mercati nazionali. La sua azione favorì solo l’ascesa di Clinton, che con la sua democrazia da “Terza Via” rovinò gli USA e poi, con l’Ulivo Mondiale, il resto del globo. Era proprio quello che Wall Street voleva sentirsi dire, la “Terza Via”! Solo che stavolta lo diceva un Democratico: abolizione delRead More

Posted On maggio 30, 2016By Marco GiaconiIn Words

Brogli austriaci e storia italiana

Le elezioni democratiche e la matematica, come accade spesso tra quest’ultima e le gentilissime signore, non vanno molto d’accordo. In Italia, alla metà degli anni ’80 (era il Governo Goria) fu per la prima volta difficilissimo se non impossibile raggiungere, per il Partito Liberale Italiano, il “voto di lista” nel collegio di Torino II, dove di solito i seguaci di Benedetto Croce e di Malagodi andavano lisci come l’olio. La generica paura di allora dei borghesi e il richiamo di Indro Montanelli per sostenere la DC contro il PCI “turandosiRead More

Posted On maggio 24, 2016By Marco GiaconiIn Words

La povertà italiana

Gli italiani oggi  sono davvero  poveri e non c’è bisogno dell’ISTAT con il suo nuovo rapporto 2016 per accorgersene. Basta guardarsi intorno. Cosa è successo?  Semplice. Abbiamo perso anche la Terza Guerra Mondiale. Uno scontro per le risorse, per i nuovi mercati,  le tecnologie e gli investimenti migliori. Noi siamo arrivarti tardi e male, gli altri avevano preso tutto prima, e ci hanno messo anche molti bastoni tra le ruote. Un conflitto  dove si sono sparati pochissimi colpi di mortaio ma moltissime azioni di beggar thy neighbour (“affama il tuo vicino”) e shock asimmetrici aiRead More

Posted On maggio 17, 2016By Marco GiaconiIn Words

Il TTIP, l’Europa economica e gli USA

La leadership globale degli USA è palesemente in crisi, il mondo è sempre più multipolare, così come ha dimostrato oggi Mosca in Siria e prima in Crimea e in Ucraina; e la politica di Obama è stata allora quella di impostare come risposta due grandi trattati economici, che potessero replicare il vecchio prestigio che Washington si era  costruita all’inizio della fase unipolare, quella del Washington Consensus e della illusoria  riduzione della Russia post-comunista a potenza regionale. Ormai anche gli USA devono però agire a livello regionale, come gli altri competitors internazionali quindi, allora, bloccato il WTORead More

Posted On aprile 10, 2016By Marco GiaconiIn Money

Come va il prezzo del petrolio

I prezzi del barile stanno salendo in modo stabile. vediamo i dati: il valore medio dell’olio nero è oggi sempre sopra i 35 Usd, mentre il Brent e il WTI  stanno salendo sopra i 40. il WTI, per intenderci, è l’indice West Texas Intermediate, un prezzo medio (benchmark) che si basa sul tipo di petrolio Texas Light Sweet  e che vale soprattutto, come gli altri indici,  per i futures, i contratti a termine sul prezzo del barile. Il Brent (o Brent Crude)  è invece l’indice  basato sul petrolio estratto dal Mare del Nord. Gli altri prezzi di riferimento delRead More

Posted On aprile 9, 2016By Marco GiaconiIn Words

Il caso Regeni e la politica mediterranea italiana

Ai tempi di Giulio Andreotti, il turpe assassinio del giovane ricercatore friulano sarebbe stato risolto in un quarto d’ora. Siccome è ovvio che la tragedia di Regeni è nata all’interno degli apparati di sicurezza del Cairo, che Al Sisi non controlla completamente, il Divo Giulio avrebbe mandato la persona giusta in Egitto, lo avrebbe fornito di credenziali imbattibili, questi avrebbe parlato a quattrocchi con il rais e si sarebbe trovata una verità indistruttibile, valida per entrambi i Paesi. Non era necessario che il tramite fosse un italiano, sarebbe anzi andato meglio unRead More

Posted On marzo 28, 2016By Marco GiaconiIn Money

L’oro di Mosca. Oggi

Russia e Cina, insieme ad altri Paesi BRICs, stanno uscendo dall’orizzonte finanziario dollaro-centrico. Per Pechino, si tratta di evitare l’eccessiva presenza dei suoi investimenti nel settore del debito pubblico USA; ed infatti i cinesi stanno vendendo buona parte del loro stock di debito nordamericano. Per i russi, che hanno pochissimi titoli del debito pubblico di Washington, l’obiettivo è quello di ricreare le condizioni per una nuova Bretton Woods, un nuovo accordo tra le monete mondiali per evitare sia il dominio del Dollaro che le oscillazioni eccessive tra le varie divise. Infatti, il valoreRead More