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Posted On agosto 2, 2016By Francesco CancellatoIn Words

Tremonti elogia Karl Marx

L’ultima fatica del professor Giulio Tremonti, rischia di passare ai posteri come un sinistro “memento mori”. Mundus Furiosus si intitola ed è il racconto di crisi attuali e prossime venture – finanziari, geopolitici, istituzionali, sociali – che minano le fondamenta del Vecchio Continente, un tempo, per l’appunto, denominato come “mondo furioso”. Un libro scritto lo scorso inverno, prima che nel referendum britannico prevalesse il voto di chi voleva uscire dall’Europa. Soprattutto, prima della sanguinosa offensiva jihadista delle ultime settimane: «Il problema dell’Europa non è solo in Europa. Non puoi capireRead More

Posted On luglio 25, 2016By Marco GiaconiIn Words

La grande crisi delle banche

L’ossessione punitiva di Bruxelles (la città dove purtroppo si mangiano le cozze con i dadini di prosciutto) contro le banche meridionali della UE è del tutto fuori posto. L’Unione Europea è diventata lo strumento di una guerra non ortodossa della Germania contro il resto dell’Europa, aggredendo in prima battuta i pigri meridionali, che però hanno un tasso di produttività maggiore di quello dei tedeschi. L’idea che le banche “ si debbano curare da sole” è, oltre che folle, impossibile. Dopo l’imposizione del pareggio di bilancio in Costituzione (una normativa cheRead More

Posted On luglio 22, 2016By Nadia UrbinatiIn Words

Turchia: democrazia dispotica

La rapida drammatica involuzione della Turchia verso il dispotismo della maggioranza ci sveglia dal sonno dogmatico che alcuni decenni di egemonia democratica e occidentalista hanno facilitato, facendoci dimenticare che i governi fondati sul consenso non sono necessariamente buoni. La volontà della maggioranza, anche quando radicata nella cultura nazionale, non è per questo amica dei diritti dei singoli di religione, di parola, di idee, di associazione, di insegnamento. Le resistenze dei liberali nei confronti della democrazia, se e quando questa è semplicemente governo del consenso, sono più che giustificate. Anche leRead More

Posted On luglio 18, 2016By Antonio FerrariIn Words

Erdogan il dittatore: come fare un golpe falso

Definire quello in Turchia golpe è una parola grossa. Al massimo potremmo definirlo un minigolpe improprio e a scoppio anticipato. Primo: perché nella mia vita professionale ho visto tutto e il contrario di tutto, ma un golpe di sole quattro ore non avrei mai potuto immaginarlo, neppure nello stato libero di Bananas. Secondo, ci sono retroscena quasi inquietanti, quantomeno improbabili. Parto dalle notizie accertate. Ho conosciuto la Turchia trentasei anni fa, e vi sono tornato regolarmente. Ho intervistato tutti i leader politici, compreso il carismatico Recep Tayyip Erdogan, con ilRead More

Posted On luglio 15, 2016By Federica BianchiIn Words

Con un camion contro la gente

“Vogliono fare di tutto l’Occidente un gigantesco Israele”. I termini dell’analista Francesco Strazzari, professore di Relazioni Internazionali alla Scuola Sant’Anna di Pisa e esperto di terrorismo, sono violenti, come violento è stato l’attacco ieri sera a Nizza, dove un franco-tunisino ha lanciato a 80 chilometri orari un camion da 15 tonnellate sulla folla della promenade di Nizza, falciando la vita di quasi un centinaio di persone, tra cui decine di bambini, durante le celebrazioni per la festa nazionale del 14 luglio. «Vogliono una nazione costantemente sotto attacco, spaventata, militarizzata. L’obiettivoRead More

Posted On luglio 14, 2016By Gianfranco CordìIn Words

I numeri dell’incidente ferroviario pugliese

Dal chilometro 44 al chilometro 56 intercorrono 12 chilometri per la precisione. In questi 12 chilometri si trovano le località di Andria e Corato in Puglia. In questi 12 chilometri 2 treni (l’ET1023 proveniente da Barletta e diretto a Bari e l’ET10,88 proveniente da Bari e diretto a Barletta) si sono scontrati alle 11,24 del 12 luglio 2016 a causa di un errore umano o di un fatto che poteva essere risolto a livello istituzionale, cioè politico. Ma andiamo con ordine. 2 treni (l’ET 1023 e l’ET 1018) che hannoRead More

Posted On luglio 4, 2016By Marco GiaconiIn Words

I lavori che gli italiani non volevano fare

Ci furono gli anni della solfa sui “lavori che gli italiani non vogliono più fare”. Era il sottoprodotto delle nenie sulla “società del terziario” che avrebbe espulso il lavoro manuale dal novero delle attività più diffuse. Una serie di “bolle” aggiustate ad arte fece il resto: il boom artificiale delle società dot.com (e chi lavora nella nostra Polizia Postale sa quanto ci sia di truffa nelle vendite on line), la bolla finanziaria successiva dei titoli tecnologici. Insomma, l’ideologia di massa fu portata a elaborare il mito della fine del lavoro,Read More

Posted On giugno 30, 2016By Gianfranco CordìIn Words

Giulio e il commercio del falso

Nell’ambito dell’operazione «Easy brand», a Reggio Calabria, sono state arrestate sedici persone e altre quaranta ne sono state denunciate con imputazioni molto gravi che si possono ridurre tutte al fenomeno, insieme sociale, criminologico ma anche culturale in senso lato, del «taroccamento». In sostanza si tratta di prendere un capo d’abbigliamento ma anche un accessorio firmato – cioè perfettamente in possesso del proprio «brand», o come si dice nel mondo della moda della propria «griffe» – e renderlo del tutto simile a una copia del tutto non originale ma recante iRead More

Posted On giugno 27, 2016By Marco GiaconiIn Words

Populismo. Parte II: vecchi dittatori, Farage e 5stelle

Il populismo odierno è poi anche leaderismo ossessivo, tanto i partiti non ci sono più. È comunicazione diretta via televisione per le generazioni di anziani e di vecchi e via facebook e twitter per i giovani, che insieme compongono il famoso popolo. Anche in passato altri populisti hanno avuto potere tramite un controllo militaresco esercitato con violenza, eppure con contrasti o freni: Mussolini faceva i conti con il Re e con un Partito che reclamava prebende e potere; Hitler aveva le Forze Armate che tentarono di ammazzarlo; Franco si sorbiva gli eserciziRead More

Posted On giugno 23, 2016By Marco GiaconiIn Words

Populismo. Parte I: gli Usa e Matteo Renzi

Il primo, negli USA, fu Ross Perot. Ve lo ricordate? Il solito magnate americano un po’ pazzoide che, nel 1992, si mise a tuonare, da candidato repubblicano alla nomination, contro il trattato NAFTA col Messico e per la chiusura dei mercati nazionali. La sua azione favorì solo l’ascesa di Clinton, che con la sua democrazia da “Terza Via” rovinò gli USA e poi, con l’Ulivo Mondiale, il resto del globo. Era proprio quello che Wall Street voleva sentirsi dire, la “Terza Via”! Solo che stavolta lo diceva un Democratico: abolizione delRead More