di - 29 giugno 2017

Balto, Fleming e i creatori di Big Pharma

Ieri l’ospedale Bambin Gesù di Roma ha reso noto un altro caso di decesso causato dal morbillo. La vittima è una bambina di nove anni, affetta da cromosomopatia, scomparsa il 28 aprile. Stando a quanto riferito dai medici curanti la piccola non era stata vaccinata per far fronte alla malattia infettiva e se lo fosse stata avrebbe potuto sopravvivere. La notizia è stata diffusa a qualche giorno di distanza dal messaggio lanciato da Lorenzin, che si è detta aperta ai ben 285 emendamenti presentati dalla commissione Sanità del Senato al decreto vaccini. L’obbligatorietà, avvisa la ministra, non è oggetto di discussione. Tuttavia le modifiche ammorbidiscono di molto il decreto, cancellando la sospensione della patria potestà e ridimensionando le sanzioni pecuniarie.

Nel frattempo i no vax continuano a marciare in tutte le città, contestando la fantasmagorica casta Big Pharma. Solo la scorsa settimana sono state registrate 3 mila presenze a Palermo e altrettante a Padova. Cortei per le stragrande maggioranza formati da persone che, volenti o nolenti, i vaccini a loro tempo li hanno fatti, in quanto obbligatori. Tra le fila di questi “difensori della libertà di scelta” ci sono naturalmente neogenitori, alcuni giovanissimi, figli degli anni ’90.

C’è una relazione ancora più stretta tra anni ’90 e vaccini: il film d’animazione Balto. Evidentemente i giovani no vax non hanno mai visto la pellicola o, se sì, l’hanno associata ad una fiaba. Chi ha approfondito il tema sa che la storia di quelle boccette di antitossina non è un racconto di avventura per ragazzi ma che i fatti portati sullo schermo da Amblimation si sono svolti realmente quasi un secolo fa. Certo, la casa cinematografica ha romanzato molto la realtà ma il succo resta: anni ’20, una staffetta di slitte, 20 cani, guidati dai propri padroni, trasportano a turno per 675 miglia i medicinali a -40°. L’antitossina arriva a Nome in soli cinque giorni. Ora immaginate se Leonard Seppala, proprietario di Balto e Togo, i cani che hanno fatto un percorso maggiore, avesse detto “Non posso farlo, i vaccini rendono autistici”. Con grande probabilità i diretti interessati avrebbero trovato qualcun’altro, ma il musher norvegese sarebbe rimasto negli annuali per la stupidità.

I no vax rimangono una razza a parte, che probabilmente di notte sogna Fleming pronunciare deliri di sorta come “hai visto? E’ bastato scoprire la penicillina per creare una Kastaaa pontentissima”. Chissà, forse in futuro si potranno studiare.