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Posted On novembre 16, 2018By Gianfranco CordìIn Words

Rivoluzione dal bassissimo

«Ma di questo film che gliene importa alla gente comune, semplice, che lavora? A un povero bracciante lucano, a un pastore abbruzzese, a una modesta casalinga di Treviso, che gliene importa di queste tematiche intellettualistiche, solitarie, masturbatorie?» affermava e si chiedeva Nanni Moretti nel film Sogni d’oro del 1981. Stavolta a una casalinga di Roma glien’è importato. E molto. È accaduto infatti un episodio emblematico, significativo, esemplificativo di una temperie culturale piuttosto che di fatti generazionali o di classe o di casta o di identica condizione sociale. Una casalinga di Roma, una certaRead More

Posted On novembre 13, 2018By Marco GiaconiIn Words

Francia e Germania non stanno bene

E se mettere in discussione l’Italia da parte dell’Europa e l’Europa da parte dell’Italia fosse l’inizio della fine dell’Unione Europea? Sì, perché la crisi economica non è solo ad uso dei “poveri” paesi che si affacciano sul lato nord del Mediterraneo, cioè i terroni europei. Essa colpisce anche i “bravoni”, i “fenomeni” o sedicenti tali, tipo Francia e Germania. Qui analizzeremo la crisi economica e politica di questi due Paesi, in un momento in cui l’Italia ha provato a rimettersi al posto che le spetta sulla questione libica, con l’organizzazioneRead More

Posted On novembre 10, 2018By Gianfranco CordìIn Words

La politica di Virginia Raggi

La sindaca Virginia Raggi aveva un capo del personale. Questo capo del personale si chiamava Raffaele Marra. Questo Raffaele Marra aveva un fratello che si chiamava Renato Marra. La sindaca Virginia Raggi ha nominato Renato Marra direttore del Dipartimento Turismo del Comune di Roma. La Procura di Roma ha detto, a un certo punto, che Raffaele Marra avrebbe avuto un ruolo nella nomina di suo fratello a direttore del Dipartimento Turismo del Comune di Roma. Quale ruolo? Falso ideologico in atto pubblico? C’è stata una nota dell’anticorruzione del Comune diRead More

Posted On novembre 5, 2018By Marco GiaconiIn Words

Come si arriva al collasso

La percezione della fine delle nostre società è ormai diffusa ovunque. Le crisi finanziarie si susseguono una dopo l’altra, da quella del 1929 (cominciata in realtà nel 1926) in cui l’irrazionale esuberanza borsistica mise in ginocchio anche l’Europa dei fascismi, a quella del 1974, quando finì l’età dell’oro del petrolio a basso prezzo. Ma poco prima era cessata l’epoca di Bretton Woods, quella bella stagione postbellica in cui vi era la convertibilità fissa tra le monete di 44 paesi sviluppati: tra queste e il dollaro USA e tra il dollaroRead More

Posted On novembre 1, 2018By Rassegna ItalianaIn Words

Dammi il tuo PIL e ti dirò…

I soldi sono un inganno? I soldi governano il mondo? Riguardo agli stati nazionali se parlano i soldi i dieci più importanti paesi del mondo sono, nell’ordine: Stati Uniti (20.413), Cina (14.093), Giappone (5.167), Germania (4.212), Regno Unito (2.936), Francia (2.925), India (2.848), Italia (2.182), Brasile (2.139) e Canada (1.799). I valori tra parentesi, in miliardi di dollari Usa, sono il PIL nominale 2018 dei singoli paesi secondo le stime correnti del FMI. Il “Prodotto Interno Lordo” è certamente un metro criticabile ed è anche vero che le dimensioni economicheRead More

Posted On ottobre 29, 2018By Gianfranco CordìIn Words

La promessa 5S è una massa di frittelle

Italia si, Italia no. Italia mia. La xenofobia. Italia acquisti. Italia cisti. I nuovi populisti. E c’è Conte che si dispera perché il governo non lo riconosce. E c’è Di Majo con una pera, tante promesse tutte flosce. E Italia si, Italia no. Italia microchip. C’è il «Grande Fratello Vip». L’erba cresce sui marciapiedi; l’erba marijuana, erba voglio. C’è l’Italia di Claudio Baglioni e c’è l’Italia di Malgioglio! Italia siiiiiiiiiiiiiiiiiiii, e siamo in Europa. Al baretto sotto casa si gioca a briscola e a scopa. E’ morto Umberto Eco maRead More

Posted On ottobre 22, 2018By Marco GiaconiIn Words

I soldi della Lega

Che cos’è davvero la Lega? La regola di Giovanni Falcone è l’unica possibile: follow the money, segui il denaro. E così ha fatto la Procura di Genova, che all’inizio del luglio scorso ha chiesto all’autorità giudiziaria di estendere il blocco dei fondi della Lega Nord anche ai denari in arrivo in futuro, e la Cassazione ha accolto il ricorso presentato dalla procura genovese. La storia dei finanziamenti alla Lega è lunga, ma anche gli altri partiti sono pagati, in ordine di rilevanza, attraverso donazioni, dalle lobby dei costruttori (che finanziaRead More

Posted On ottobre 19, 2018By Gianfranco CordìIn Words

Rosarno, Riace e l’inevitabile

La notte del 7 gennaio 2010 i migranti di Rosarno – comune di quasi 15000 abitanti della Piana di Gioia Tauro, parte della Città metropolitiana di Reggio Calabria – hanno portato a termine una rivolta che veramente è partita dal basso. Se è vero che la migrazione di massa, nella globalizzazione, costituisce l’inevitabile (a causa delle enormi diseguglianze tra chi ha e chi non ha gli abitanti dei cosidetti Paesi in Via di Sviluppo cercano nell’Occidente la possibilità di colmare la propria lacuna che non è solo economica ma cheRead More

Posted On ottobre 16, 2018By Gianfranco CordìIn Words

Xenia e Mimmo Lucano

«Xenia» è la parola greca che indica «L’ospitalità». Per un antico greco, che ospitava, era un dovere morale garantire l’ospitalità all’ospitante. Jacques Derrida, a ridosso degli attentati americani dell 11 settembre 2001, faceva riferimento all’«ospitalità» come a un concetto che avrebbe dovuto sostituire quello di «tollerenza» nei confronti non solo del mondo arabo ma anche dello straniero in sé e per sé. C’è, affermava Derrida, un diritto di visita da parte di qualcuno e c’è, dall’altra parte, un dirito di ospitalità che deve fare riscontro a questa visita. Riace, ridenteRead More

Posted On ottobre 8, 2018By Marco GiaconiIn Words

Soldi addio

I viceministri chiacchierano, lo spread sale e i capitali scappano. Nel bimestre maggio-giugno 2018 sono già usciti dall’Italia 78 miliardi. Tra i quali 25 miliardi di titoli di Stato e 7 miliardi di obbligazioni bancarie. Gli altri erano liquidità. Gli investitori usciti dal mercato finanziario italiano si vogliono tutelare soprattutto dal rischio di ridenominazione, ovvero dal pericolo che l’Italia esca dall’Euro. Per questo sarebbe buona cosa che i bulli della maggioranza stessero zitti. Anche se volessero uscire dalla moneta unica servirebbero comunque tre cose: il silenzio, il silenzio e ilRead More