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Posted On settembre 4, 2018By Marco GiaconiIn Words

Africa, roba loro…

Come gli statunitensi si tengono, dalla Dottrina Monroe del 1823 in poi, tutta l’America Latina, così la Francia si è presa di fatto l’Africa nord-occidentale, quella appunto francofona. La loro Africa L’ha fatto e continua a farlo per motivi economici, ovvero il monopolio locale del petrolio, del cacao, dell’uranio; per ragioni politiche, dato che la Francia, durante la guerra fredda, ha tenuto lontana l’URSS dall’Africa, per un motivo, infine, che non è stato mai detto chiaramente: il colossale furto delle rendite africane ha largamente finanziato, per molto tempo ma ancheRead More

Posted On agosto 23, 2018By Marco GiaconiIn Words

Debito pubblico IT: struttura e possesso

Vediamo, prima di tutto, i dati. Fortunatamente, ancora oggi, il 75% dei titoli del debito pubblico italiano è costituito da bonds a lungo termine. Il periodo di scadenza medio è anch’esso alto, più della media europea, con 6,7 anni di mantenimento o rinnovo delle varie tranches del nostro debito in mano ai privati. E anni fa era addirittura meglio, con una maturity di oltre sette anni. Alcune banche e assicurazioni detengono, ormai in un ciclo più che decennale, il 70% dei titoli del nostro debito ancora in circolazione. Ma neRead More

Posted On agosto 16, 2018By Alessandro AgostinelliIn Words

“Ricordati che devi morire”

Si muore. Ecco la novità di sempre, esatta e inesorabile. “Ricordati che devi morire”, diceva il frate a Massimo Troisi, nel film Non ci resta che piangere. E lui rispondeva: “Sì, va bene, mo’ me lo segno”. Era un’evidente ironica battuta, ma forse converrebbe cominciare a ricordarsi che prima o poi questa è la sentenza inappellabile che tocca a tutti, ricchi e poveri, buoni e cattivi, belli e brutti. Ogni tentativo della medicina e della scienza per allungare la nostra vita non può impedire alla morte di venirci a trovareRead More

Posted On agosto 7, 2018By Marco GiaconiIn Words

Riformare la Costituzione

È ormai evidente a tutti che non solo alcune parti del sistema politico italiano attuale vanno cambiate, ma è l’impalcatura della nostra Costituzione che va trasformata radicalmente. Dal 1882 sono stati inventati, solo ma piccolo e cinico lampo di genialità delle nostre classi politiche, ben undici nuovi sistemi elettorali, oltre alla distruttiva “riforma del Titolo V” della Costituzione, nata con la L. Cost. n. 3 del 2001, dove si prevede l’autonomia di spesa e di entrate, sempre secondo l’art. 119 Cost. Le regioni avrebbero (secondo questa sciocchezza nata per depotenziareRead More

Posted On agosto 2, 2018By Rassegna ItalianaIn Words

Arrestato uno degli assassini di Emanuele Scieri

Uno degli assassini del giovane parà Emanuele Scieri si chiama Alessandro Panella e l’hanno preso mentre stava per andare negli Stati Uniti. Ormai è chiaro che Emanuele, 26 anni, una laurea in giurisprudenza prima della leva, è morto perché vittima di violenti atti di nonnismo. Quella sera del 13 agosto 1999 Scieri fu prima svestito e poi percosso con pugni e calci. Poi fu costretto a salire su una scala alta 10 metri, utilizzata per l’asciugatura dei paracadute da dove, “in conseguenza degli atti di violenza e minaccia in atto”,Read More

Posted On luglio 28, 2018By Rassegna ItalianaIn Words

Sicurezza, caldo e traffico

Un vero provvedimento giallo-verde che incornicia questo primo spezzone d’estate italiana. Una volta i poeti ne parlavano con accurato distacco, oggi la politica si dà da fare anche sulle spiagge per dimostrare che col controllo siamo tutti più tranquilli. Sarà vero? Intanto traffico e caldo non smentiscono l’avvio del vero solleone da ombrellone. Vediamo allora le notizie salienti della settimana. Due milioni e cinquecentomila euro. È l’ammontare dello stanziamento proveniente dal Fondo unico giustizia che sarà corrisposto ai 54 comuni rivieraschi a vocazione turistica che hanno presentato progetti idonei per ilRead More

Posted On luglio 9, 2018By Marco GiaconiIn Words

Migrazioni e criminalità organizzata

Due dati, per iniziare: i Taliban, gi “studenti” che furono addestrati dai Servizi pakistani, con l’aiuto degli occidentali e i finanziamenti sauditi, reclutati per far la guerra ai sovietici che avevano invaso l’Afghanistan, oggi controllano l’85% di tutte le vie della droga afghana, con 40.000 uomini assoldati e ben 224 milioni di dollari l’anno di guadagni. Mentre l’organizzazione Al Shaabab fa contrabbando di carbone e di altri minerali somali e nigeriani, con un reddito annuo di oltre 150 milioni di Usd. Agadez, la città nigerina dalla quale passano le rotteRead More

Posted On luglio 2, 2018By Marco GiaconiIn Words

Economia africana e grande migrazione

La crescita reale delle 54 economie regionali del continente nero è stata, dopo la crisi del 2016, del 3,6% nel 2017, del 4,1% che si prevede per tutto l’anno in corso, e di un probabile 4,5% nel 2019. Una crescita lenta ma stabile del PIL che dura da almeno dieci anni e non sembra collegata ai cicli finanziari occidentali. Ovvio, le materie prime africane sono a prezzi bassi, ma stabili da molti anni. Sul piano monetario, a parte le 14 nazioni che usano il Franco CFA (che è a cambioRead More

Posted On giugno 28, 2018By Alessandro AgostinelliIn Words

Sortition, lettera a Beppe Grillo

Caro Beppe Grillo, benvenuto nel mondo delle politiche partecipative. Chi come me se n’è occupato per anni aspettava proprio lei. Infatti, coloro che hanno costruito processi democratici dal basso, tavoli partecipativi, pratiche di democrazia deliberativa, si meravigliavano riguardo al medievale pensiero della fantomatica democrazia diretta dei grillini; una miserrima, negligente e falsa democrazia “uno-vale-uno”, dove la piattaforma digitale non è la piazza della discussione, ma soprattutto il decisore pilotante. Adesso, lei, forse ormai scevro da ripensamenti di capo popolo, ormai fuori dai giochi della politica politicante (di cui adesso siRead More

Posted On giugno 26, 2018By Marco GiaconiIn Words

Analisi del voto post-ballottaggi

Nelle ultime elezioni comunali, soprattutto dopo i tanti ballottaggi, si dimostra vera l’ipotesi attribuita a Hanspeter Kriesi, in un suo saggio del 2006, Globalization and the transformation of the national political space, six European countries compared, un lavoro che apparve nell’European Journal of Political Research. In quel saggio, il politologo svizzero sosteneva che la globalizzazione è una “frattura” stabile e definitiva, come quelle che hanno caratterizzato lo spazio politico europeo per secoli, e quindi funziona come divisione esplicita tra elettori; ma soprattutto – non sembri un paradosso – proprio sulRead More