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Posted On maggio 24, 2018By Athos BigongialiIn Culture Club

Pastorale Rothiana

Philip Roth diede l’addio alla letteratura alla fine di novembre del 2012, all’età di 79 anni. Lo fece con una intervista ad una rivista francese, con queste parole: “Ho fatto tutto quello che potevo, con i mezzi di cui disponevo”, le stesse parole pronunciate da Joe Louis, tanti anni prima, dopo essersi ritirato dal pugilato. Sono passati sei anni da allora. E a quanto risulta Philip Roth non ha più scritto. Così, in questi sei anni, i suoi ammirati lettori, tra i quali mi annovero, hanno dovuto accontentarsi di rileggereRead More

Posted On maggio 21, 2018By James HansenIn Culture Club

Caffè, HAG, Nazi…

È articolo di fede tra le mamme che i piccoli non debbano bere il caffè perché “blocca la crescita”. Malgrado manchi tuttora una base scientifica alla credenza, l’idea era molto radicata anche tra i gerarchi e i vertici del Nazismo: il buon Nazista infatti prendeva solo il decaf. L’associazione tra il partito e il decaffeinato era talmente forte che nel 1933 Ludwig Roselius, il padrone della principale casa produttrice—la Kaffee Handels Aktiengesellschaft, meglio noto come Kaffee HAG—trovò opportuno annunciare pubblicamente che “Chiunque beva HAG è importante per noi. L’affiliazione politica oRead More

Posted On maggio 17, 2018By Gianfranco CordìIn Culture Club

Lo spettro dell’opera

«Il Manifesto del Partito Comunista» (1848) di Karl Marx e Friedrich Engels inizia parlando di un certo “spettro”. Tra l’altro quello “spettro” è lo stesso identico “spettro” che Jacques Derrida porterà in scena nel suo testo Spettri di Marx (1994). Ma cos’è questo “spettro”? In quale opera appare? Qual è il “fantasma” che Patrick Swayze non ha interpretato? “Ghost”, “Ghostbuster”, quello della barzelletta “il fantasma formaggino”… Costui ci respinge o ci attrae? Diego Fusaro scrive il suo Bentornato Marx. Rinascita di un pensiero rivoluzionario (Bompiani, Milano, 2018) nel novembre delRead More

Posted On maggio 7, 2018By Gianfranco CordìIn Culture Club

La postverità ci domina

Dopo l’ideologia cosa resta della menzogna? Maurizio Ferraris descrive la rilevanza del fenomeno della postverità. Essa è un «oggetto sociale». In questo suo Postverità e altri enigmi (Einaudi, Torino, 2017) tale fenomeno sociale si manifesta principalmente nel web. E si esercita in materie di pubblico interesse. Infine, la postverità poggia su un canale preciso: l’umanità. L’interesse che questo artefatto concettuale ha per Ferraris è di tipo strettamente teorico. La postverità, infatti, ci aiuta a cogliere l’essenza politica della nostra epoca. Il bisnonno della postverità è Nietzsche. Inoltre la postverità ciRead More

Posted On maggio 4, 2018By Adolfo FantacciniIn Culture Club

Israele, Giro d’Italia

La tradizione considera la terra di Israele una “promessa valida per tutti gli ebrei, compresi i discendenti dei convertiti”. Oggi parte il 101esimo Giro d’Italia e Israele sarà ufficialmente anche la terra del ciclismo, promessa prima e concessa poi per la prima volta a una grande corsa a tappe fuori dai confini europei. La corsa rosa al momento è solo un compromesso fra misticismo e business, nei prossimi giorni diventerà sfida crudele su strada, in salita, in discesa, contro il tempo, sullo sterrato. Intanto, le prime immagini tolgono il respiro,Read More

Posted On aprile 27, 2018By James HansenIn Culture Club

Buchi merdosi

Qualche tempo fa il Presidente americano Donald Trump ha offeso una serie di paesi africani e sudamericani chiamandoli shitholes—”buchi di merda”, per quanto la stampa italiana abbia preferito traduzioni leggermente più colte, legando il termine “dottamente” alle toilettes. L’episodio fa pendant con un’altra occasione quando l’allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, illustrando la superiorità culturale e religiosa dell’Occidente, ha candidamente spiegato che: “Non ci sono italiani che emigrano in Pakistan”. In entrambi i casi le persone serie hanno strillato come delle aquile—e la gente per strada e nei bar ha fatto spallucce,Read More

Posted On aprile 12, 2018By Gianfranco CordìIn Culture Club

Il senso morale del Nuovo Realismo

La connotazione etico-politica del Nuovo Realismo è dettata da un esatta circumnavigazione dell’inemendabile. L’inemendabile (oppure meglio detto: Realtà) è connotato, in senso morale ed effettuale da una esatta circumnavigazione dei temi del Machiavelli. Fermo restando che il pittore (l’artista) di riferimento rimane Michelangelo Merisi detto il Caravaggio. Dunque di quale connotazione si sta parlando? Il Nuovo Realismo, corrente filosofica anti-postmodernista inaugurata dalla riflessione puntuale ed acuta di Maurizio Ferraris, si basa sulla considerazione delle cose dal punto di vista delle cose. Esempio: se ho una Ferrari e so guidare èRead More

Posted On aprile 6, 2018By James HansenIn Culture Club

Le donne americane vincono

Il filosofo tedesco Theodor Adorno, esule negli Stati Uniti durante la Seconda Guerra mondiale, chiamava il Paese scherzosamente gli “Statistici Uniti” per via dell’ossessiva raccolta, analisi e utilizzo dei dati numerici che lì si praticava—e si pratica tuttora. Il rito statistico americano si rinnova ciclicamente con un calendario decennale che ricorda quello sacrificale dei Maya per la serietà con cui viene preso. Mancano due anni al primo aprile del 2020, la data in cui lo US Census Bureau “scatterà” la prossima immagine statistica del Paese, ed è già guerra campale suRead More

Posted On febbraio 18, 2018By James HansenIn Culture Club

Addio CocaCola, Fender, Harley Davidson

Le crisi americane del momento sono più politiche e “Trumpiane” che economiche, dove l’ansia crescente è invece legata principalmente al timore che possa finire un lungo periodo di marcati rialzi in borsa. Però, anche se i soldi ci sono, qualcosa di importante e non facilmente spiegabile sta succedendo negli Stati Uniti. Senza una causa precisa, è in corso un’improvvisa moria di icone. Prodotti, marchi e usanze che hanno segnato e rappresentato oltre mezzo secolo di vita americana stanno entrando in agonia tutti insieme. La “morte” del rock’n’roll è stata troppeRead More

Posted On gennaio 26, 2018By Alessandro AgostinelliIn Culture Club

Un cesso a Trump

Ma chi si credono di essere questi del Guggenheim? Si sarà chiesto Donald Trump quando gli hanno rifiutato un Van Gogh. E chissà come c’è rimasta male Melania – le si saranno intristiti i capelli… La vicenda, segnalata dal Washington Post, è interessante e dimostra senza dubbio un certo savoir faire della direzione del prestigioso museo newyorkese, più che della Casa Bianca. Ma si sa: chiedere è lecito, rispondere è cortesia. Insomma, il presidente degli Stati Uniti d’America, come se non avesse problemi seri da affrontare, si è messo aRead More