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Posted On giugno 26, 2018By Alessandro AgostinelliIn Culture Club

Iliad, epica offerta telefonica

I francesi ci trattano sempre un po’ dall’alto in basso. Ultimamente Macron si è divertito a offenderci in vari consessi internazionali. Intanto Iliad, gestore telefonico con sede centrale a Parigi, è entrato a gamba tesa nel mercato delle telecomunicazioni italiane, con un’offerta che non si può rifiutare: 30Gb in 4G+, minuti illimitati, sms illimitati, minuti illimitati verso oltre 60 destinazioni internazionali, 2Gb dedicati ai paesi europei. Tutto questo per solo 5,99 euro al mese. La pubblicità dice, addirittura, per sempre. Iliad corre sul roaming di Wind Tre (nuova società nataRead More

Posted On giugno 11, 2018By James HansenIn Culture Club

Fuori i soldi

Ora che pare superata l’epoca dei tassi d’interesse negativi—quando si pagava la banca per custodire i soldi, anziché il più tradizionale uso contrario, con la banca che paga per averli—torna la campagna di molti Stati a favore della “cashless society”, l’abbandono dell’utilizzo dei contanti. Il vantaggio per i governi scannati è evidente. I soldi contanti sono difficilmente tracciabili e possono pertanto indurre in peccati, sia fiscali che morali. I soldi “fisici” si prestano all’evasione e agevolano i traffici criminali. Oltre ad allungarli brevi manu alle babysitter o agli spacciatori, sonoRead More

Posted On giugno 1, 2018By Gianfranco CordìIn Culture Club

Un dazio di realtà

La modernità da liquida è diventata solida. I dazi di Trump, infatti, sono proprio qui a dimostrare due cose: la modernità non è più liquida; il potere non ha divorziato dalla politica. Sembrerebbero due sentenze tese a contraddire il povero Zygmunt Bauman. Fatto sta che per un bel tratto di strada (1989-2018) il grande sociologo polacco ha saputo raccontare quello che ci stava succedendo in maniera mirabile. Poi, per sua sfortuna (o meglio: per sfortuna della sociologia che Lui propugnava), in filosofia si è visto l’affermarsi del Nuovo Realismo eRead More

Posted On maggio 30, 2018By Gianfranco CordìIn Culture Club

Il nome del padre

Dedicato a Maurizio Ferraris Il 27 dicembre del 1998 Eugenio Scalfari ha pubblicato un articolo su «Repubblica» che portava come titolo «Il padre che manca alla nostra società». Lo psicoanalista e filosofo milanese Massimo Recalcati in questo suo Il complesso di Telemaco. Genitori e figli dopo il tramonto del padre (Feltrinelli, Milano, 2013) ha ripreso l’intuizione di Scalfari e l’ha estesa. Si tratta, in definitiva, di accostarsi al «disagio della giovinezza» provando a rendere conto della «relazione tra genitori e figli» e di provare a fare questo attraverso un dispositivoRead More

Posted On maggio 24, 2018By Athos BigongialiIn Culture Club

Pastorale Rothiana

Philip Roth diede l’addio alla letteratura alla fine di novembre del 2012, all’età di 79 anni. Lo fece con una intervista ad una rivista francese, con queste parole: “Ho fatto tutto quello che potevo, con i mezzi di cui disponevo”, le stesse parole pronunciate da Joe Louis, tanti anni prima, dopo essersi ritirato dal pugilato. Sono passati sei anni da allora. E a quanto risulta Philip Roth non ha più scritto. Così, in questi sei anni, i suoi ammirati lettori, tra i quali mi annovero, hanno dovuto accontentarsi di rileggereRead More

Posted On maggio 21, 2018By James HansenIn Culture Club

Caffè, HAG, Nazi…

È articolo di fede tra le mamme che i piccoli non debbano bere il caffè perché “blocca la crescita”. Malgrado manchi tuttora una base scientifica alla credenza, l’idea era molto radicata anche tra i gerarchi e i vertici del Nazismo: il buon Nazista infatti prendeva solo il decaf. L’associazione tra il partito e il decaffeinato era talmente forte che nel 1933 Ludwig Roselius, il padrone della principale casa produttrice—la Kaffee Handels Aktiengesellschaft, meglio noto come Kaffee HAG—trovò opportuno annunciare pubblicamente che “Chiunque beva HAG è importante per noi. L’affiliazione politica oRead More

Posted On maggio 17, 2018By Gianfranco CordìIn Culture Club

Lo spettro dell’opera

«Il Manifesto del Partito Comunista» (1848) di Karl Marx e Friedrich Engels inizia parlando di un certo “spettro”. Tra l’altro quello “spettro” è lo stesso identico “spettro” che Jacques Derrida porterà in scena nel suo testo Spettri di Marx (1994). Ma cos’è questo “spettro”? In quale opera appare? Qual è il “fantasma” che Patrick Swayze non ha interpretato? “Ghost”, “Ghostbuster”, quello della barzelletta “il fantasma formaggino”… Costui ci respinge o ci attrae? Diego Fusaro scrive il suo Bentornato Marx. Rinascita di un pensiero rivoluzionario (Bompiani, Milano, 2018) nel novembre delRead More

Posted On maggio 7, 2018By Gianfranco CordìIn Culture Club

La postverità ci domina

Dopo l’ideologia cosa resta della menzogna? Maurizio Ferraris descrive la rilevanza del fenomeno della postverità. Essa è un «oggetto sociale». In questo suo Postverità e altri enigmi (Einaudi, Torino, 2017) tale fenomeno sociale si manifesta principalmente nel web. E si esercita in materie di pubblico interesse. Infine, la postverità poggia su un canale preciso: l’umanità. L’interesse che questo artefatto concettuale ha per Ferraris è di tipo strettamente teorico. La postverità, infatti, ci aiuta a cogliere l’essenza politica della nostra epoca. Il bisnonno della postverità è Nietzsche. Inoltre la postverità ciRead More

Posted On maggio 4, 2018By Adolfo FantacciniIn Culture Club

Israele, Giro d’Italia

La tradizione considera la terra di Israele una “promessa valida per tutti gli ebrei, compresi i discendenti dei convertiti”. Oggi parte il 101esimo Giro d’Italia e Israele sarà ufficialmente anche la terra del ciclismo, promessa prima e concessa poi per la prima volta a una grande corsa a tappe fuori dai confini europei. La corsa rosa al momento è solo un compromesso fra misticismo e business, nei prossimi giorni diventerà sfida crudele su strada, in salita, in discesa, contro il tempo, sullo sterrato. Intanto, le prime immagini tolgono il respiro,Read More

Posted On aprile 27, 2018By James HansenIn Culture Club

Buchi merdosi

Qualche tempo fa il Presidente americano Donald Trump ha offeso una serie di paesi africani e sudamericani chiamandoli shitholes—”buchi di merda”, per quanto la stampa italiana abbia preferito traduzioni leggermente più colte, legando il termine “dottamente” alle toilettes. L’episodio fa pendant con un’altra occasione quando l’allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, illustrando la superiorità culturale e religiosa dell’Occidente, ha candidamente spiegato che: “Non ci sono italiani che emigrano in Pakistan”. In entrambi i casi le persone serie hanno strillato come delle aquile—e la gente per strada e nei bar ha fatto spallucce,Read More