di - 6 febbraio 2018

(Vintage) “Mud” di Jeff Nichols (USA 2012)

Esce ora nella sale italiane l’ultimo film di Jeff Nichols (Shotgun Stories, 2007; Take Shelter, 2012), presentato a Cannes nel 2012. Siamo in Arkansas (stato di cui è originario il regista, nato a Little Rock nel 1978), e l’ambientazione del film è tutta acquatica, lungo il Mississippi, tra palafitte usate come abitazioni e come basi per dedicarsi alla pesca, tra boscaglie lussureggianti. Un quattordicenne, Ellis (Tye Sheridan, Steve in The Tree of Life di Terrence Malick) e il suo amico e coetaneo Neckbone (Leonardo Caneva) raggiungono in barca nel corso delle loro peregrinazioni di ragazzi un’isolotto del luogo. Qui familiarizzano con Mud (Matthew McConaughey), uomo dal look selvaggio alla Robinson Crusoe, che tiene sempre con sé una camicia portafortuna e una pistola. Di lui presto sanno che si è macchiato di omicidio, wanted dalla legge e soprattutto braccato dai più stretti congiunti della sua vittima, uccisa perché aveva maltrattato la sua donna. Mud si è nascosto in una imbarcazione che i ragazzi rintracciano depositata sopra un albero (forse portatavi da un’alluvione) e sta appunto attendendo la sua compagna, o colei che egli crede essere la sua fedele compagna, Juniper (Reese Witherspoon, la giovane è in realtà piuttosto incline a accompagnarsi ad altri uomini). L’idea di Mud è scappare con lei salvando la pelle dalla caccia all’uomo cui è sottoposto. I ragazzi solidarizzano, nutrono una sorta di ammirata simpatia verso l’uomo. Accettano di metterlo in contatto con Tom (Sam Shepard), un ex cecchino della CIA finito ad abitare sul fiume, dirimpetto a dove abita Ellis. Vogliono favorire il ricongiungimento tra Mud e Juniper che è frattanto arrivata nella cittadina più vicina. Il loro, pensano i ragazzi, è un amore vero e soprattutto Ellis che sta vivendo il trauma della separazione dei suoi genitori (mentre il suo amico è orfano) appare particolarmente sensibile dinanzi a questo fatto. Con lo sviluppo degli eventi si farà strada nei ragazzini qualche dubbio sulla sincerità di Mud.

Il film è un thriller con ampio spazio lasciato alla indagine psicologica e a una certa ricostruzione sociale e non mancano i colpi di scena. Il lavoro, dopo un inizio promettente, tuttavia si sfilaccia, le situazioni assumono un carattere di inverosimiglianza, con particolari incoerenti che alla lunga lasciano interdetti. C’è anche una buona dose di sentimentalismo e melassa. La fotografia e i paesaggi sono però spesso ripresi in modo suggestivo. Una visione in originale con sottotitoli, con un americano stretto che mangia le desinenze, è (come quasi sempre) decisamente consigliata. Dei due adolescenti protagonisti ottima la recitazione di Ellis-Sheridan, più dilettantesca quella di Neckbone.

21 agosto 2014