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Si è conclusa l”edizione 2018 Cannes, un’edizione di soddisfazione per il cinema italiano. Questi i riconoscimenti più significativi: PALMA D’ORO PER IL MIGLIOR FILM a Un affare di famiglia di Hirokazu Koreeda MIGLIOR REGIA a Zimna Wojna di Pavel Pawlikowski MIGLIOR SCENEGGIATURA a Alice Rohrwacher per il suo Lazzaro felice ex aequo con Jafar Panahi per Three Faces MIGLIOR ATTORE a Marcello Fonte per Dogman (di Matteo Garrone), che è stato premiato da Roberto Benigni MIGLIORE ATTRICE a Samal Yeslyamova per Aika (My Little one) di Sergei Dvortesevoy GRAN PREMIO DELLA GIURIA a Capharnaum diRead More

Posted On maggio 8, 2018By Giovanni A. CecconiIn Movie

La scomparsa di Ermanno Olmi (1931-2018)

Nato a Bergamo da famiglia operaia cattolica, studiò senza completare gli studi liceali. Negli anni Cinquanta del secolo scorso Olmi fu in contatto con alcuni giovani talentuosi scrittori e critici, da Parise, a Pasolini, a Kezich, con i quali ebbe forme di collaborazione per i suoi primi lavori, cortometraggi e documentari. Come è stato ben detto di lui (Gian Piero Brunetta): “uno dei pochi registi del dopoguerra ad accostarsi alla realtà operaia dall’interno della fabbrica e cercando di entrare nei personaggi, è anche l’unico che rappresenta da vicino la trasformazione sociale eRead More
L’ interculturalità nel quadro del conflitto tra americani e nativi, la giustificazione della violenza individuale, la sofferenza e la vita che continua, il perdono e la solidarietà tra nemici e tra donne di cultura diversa: sono tutti aspetti che affiorano in questo film volutamente duro. Si tratta di un lungo viaggio dal Nuovo Messico al Montana con il quale lo stesso spettatore segue e vive da dentro il nostos, il ritorno di Yellow Hawk (Falco Giallo, Wes Studi), un capo cheyenne malato terminale accompagnato dai più stretti congiunti, verso le sue terre di origine. Lì egli vuole finire laRead More

Posted On marzo 28, 2018By Giovanni A. CecconiIn Movie

Addio a Stéphane Audran

Quindici giorni fa doveva presenziare alla Cinémathèque alla proiezione della versione restaurata di L’oeil du malin di Claude Chabrol (1962), ma non venne perché indisposta. Stava evidentemente male ed è mancata ieri. La Audran (Colette Suzanne Jeannine Dacheville: Versailles, 2 novembre 1932-Parigi, 27 marzo 2018) è nota alle generazioni meno anziane come protagonista del Pranzo di Babette (G. Axel, 1987) ma è stata un’attrice centrale per la Nouvelle Vague e spessissimo presente nei film di quello che fu – senza dubbio – il suo mentore, appunto Chabrol. I due furono sposati per molti anni, dal 1964Read More

Posted On marzo 24, 2018By Giovanni A. CecconiIn Movie

“Call me by your name” (L. Guadagnino, USA-ITA-FRA-BRA 2017)

Osannato da pubblico e critica, questo film di Guadagnino, che ha avuto la sceneggiatura del da sempre sopravvalutato James Ivory (qui premiato senza particolari meriti con l’Oscar), è tanto pretenzioso quanto modesto. E dunque melassoso più che commovente. Guadagnino – autore tra gli altri di Melissa P. (2005), Io sono l’amore (2009), A bigger splash (2015) – non esattamente opere di portata epocale – si cimenta qui col tentativo di costruire un affresco socio-culturale su una certa realtà italiana, e non solo, degli anni ’80, avendo come perno il tema dell’omosessualità. E’ infatti la storia del sentimento liberato del giovane ElioRead More
Inseribile nell’ampio filone dei film dedicati al rapporto tra genitori e figli, Nebraska affronta questo “universale” con un taglio misurato , sensibile e realistico. Il racconto è di quelli difficili, ispidi, poco accattivanti: costellato dalla rappresentazione delle meschinità e le tristezze della vecchiaia (cattiveria, stordimento mentale, avidità), con presenze giovanili per lo più odiose. Gli spazi aperti del Montana (la regione nella quale gli astri appaiono come ingranditi) e del Nebraska riprodotti nel bianco e nero del film compongono un retroterra stilizzato, ma tetro sino a essere a volte quasiRead More
Suite francese è l’ultimo incompiuto romanzo, pubblicato (in Italia da Adelphi) oltre sessant’anni dopo la sua morte ad Auschwitz nel 1942, della scrittrice ucraina di origine ebraica Irène Némirowski. Da questo ormai famosissimo e tradottissimo romanzo è tratto questo film piuttosto ben riuscito, ambientato nei dintorni di Parigi (ma girato prevalentemente in Belgio), nella cittadina di Bussy, nel giugno del 1940, quando i nazisti prendono il potere. I bombardamenti seminano il panico, la gente comincia un grande esodo verso il sud della Francia. La ricostruzione storica si salda con efficaciaRead More

Posted On marzo 4, 2018By Giovanni A. CecconiIn Movie

Anche gli Oscar: “The Shape of Water” (G. Del Toro, USA 2017)

Come qui riportato in un articolo del settembre scorso The Shape of Water aveva vinto l’ultimo Leone d’Oro. Proprio stanotte, la notte delle sconcertanti elezioni politiche italiane, il film del cineasta messicano, da qualche mese nelle sale europee, viene premiato anche con il massimo riconoscimento (almeno per il grande pubblico): l’Oscar quale miglior film, oltre che quale migliore regia, sceneggiatura e colonna sonora. Questa fiaba sulla diversità, con tratti di genere cinematografico che si sovrappongono (fantasy, spionaggio, pulp, noir, grottesco, d’amore), ha una sinossi apparentemente irricevibile. Siamo a Baltimora nel 1962. Una donna delle pulizie di unRead More

Posted On febbraio 15, 2018By Giovanni A. CecconiIn Movie

C’era una volta Ozon? “L’amant double” (Fra 2017)

Il cinquantenne François Ozon non è mai stato tra i nostri autori preferiti. Non lo si è mai considerato tra i nuovi maestri del cinema francese. Eppure Amanti criminali (1999), 8 donne e un mistero (2002), Il tempo che resta (2005), diversi di stile e di contenuto, non sono pellicole malvagie. Dei film successivi non ci viene in mente niente di memorabile, come sarà evidente alla lettura in questo blog della recensione a Nella casa (2013), riproposta come “vintage” recentemente. Ma questo L’amant double è uno dei peggiori film visti in questa stagione.Read More
Un abitato della provincia americana, Missouri. Mildred Hayes ha perso sua figlia da sette mesi,  e in un modo orribile: stuprata, uccisa, bruciata. Le indagini ormai non portano a nulla, e Mildred decide di affiggere tre enormi lungo una strada non lontano da casa sua. Si appropria di questi spazi pubblicitari con l’aiuto di un agente, sfida le norme. Ha un disperato bisogno di denunciare l’ignavia e l’incapacità della giustizia. I manifesti, semplici enormi scritte nere su fondo color rosso aragosta, dicono, con successione logica:  “Violentata mentre moriva”, “Nessuno ancora arrestato?”, “Perché, sceriffo Willoughby?”. Mildred si misuraRead More