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Molti dei film di Y. Ozu (1903-1963), a parte il celeberrimo uso delle riprese con macchina ferma e cavalletto basso, sono caratterizzati per gli ambienti descritti e per i contenuti privilegiati dalla ricostruzione, attraverso i rapporti tra generazioni e le dinamiche delle famiglie naturali, di spaccati di una società giapponese assai diversa da quella attuale. L’influenza di Ozu su Kore’eda è forse giustamente accusata di essere in fondo una sovrainterpretazione, un’eredità apparente. Anche se le vicinanze pur solo apparenti hanno un loro valore. Ma manca per esempio nel film quiRead More
Con questo film lo statunitense Drew Goddard propone allo spettatore una storia per la quale sono inevitabili i richiami a Quentin Tarantino (p.es. di Le iene) e ai fratelli Coen. Si tratta di punti di riferimento ammessi con onestà dallo stesso autore in ripetute dichiarazioni. Una parte della critica suggerisce piuttosto vicinanze con il linguaggio e gli ambienti di Wes Anderson o David Lynch, ma non sapremmo dire in proposito. L’inizio del film (da vedere in v.o.) promette bene. Camera fissa e piano a figura intera su un uomo che nasconde freneticamente sotto un pavimento di una stanza diRead More

Posted On ottobre 9, 2018By Giovanni A. CecconiIn Movie

“Sulla mia pelle” (di A. Cremonini, ITA 2018)

La tragedia di Stefano Cucchi (1978-2009) è stata tradotta in opera cinematografica da Alessio Cremonini, e come tale presentata ad apertura della sezione Orizzonti dell’ultimo festival di Venezia. Come è noto Cucchi fu arrestato e condotto a Regina Coeli per presunte (probabili) questioni di droga e non è più uscito vivo dal carcere, o meglio dall’ospedale dove a seguito di un aggravarsi delle sue condizioni era stato ricoverato. L’impatto mediatico di alcune immagini che lo ritraevano privo di vita e completamente livido è stato grande e ha suscitato un legittimo scalpore e molti interrogativi. Ma sin dagli inizi non tuttiRead More

Posted On ottobre 2, 2018By Giovanni A. CecconiIn Movie

Charles Aznavour attore, un Pierrot moderno

Parigino di famiglia armena per parte di entrambi i genitori (si diceva “al 100% francese e al 100% armeno”), Chahnourh Varinag Aznavourian, ossia Charles Aznavour, è morto a 94 anni, attivo sino alla fine dei suoi giorni. In questa rubrica non lo ricorderemo come lo chansonnier a tutti noto di brani straordinari, da Com’è triste Venezia a Ed io tra di voi sino a L’istrione, e artista tra l’altro molto legato agli ambienti della musica italiana specialmente negli anni Settanta, dal momento che partecipò ai festival più celebri e che fu ospite di show  televisivi di prima serata. Interessa  ritrarne unRead More

Posted On settembre 9, 2018By Giovanni A. CecconiIn Movie

Il LXXV Festival del Cinema di Venezia: ecco i premiati

È giunta al termine anche l’edizione di quest’anno del Festival del Cinema di Venezia. Il presidente della giuria, il regista di The Shape of the water Guillermo Del Toro (vincitore nella LXXIV edizione del 2017), ha sottolineato l’unanimità con la quale è stato assegnato il Leone d’Oro, che ha favorito il messicano Alfonso Cuarón, con il racconto autobiografico girato in bianco e nero Roma. La storia è ambientata a Città del Messico (Roma è il nome di un quartiere della metropoli messicana) e racconta l’infanzia dell’autore. La giuria era composta anche da Sylvia Chang, Trine Dyrholm, NicoleRead More
I francesi non lo hanno voluto a Cannes. Il film non ci è passato. Se ne possono capire le ragioni, nonostante l’ammirazione per Parigi che traspare da quest’opera del sessantaquattrenne siberiano Aleksandr Sokurov. Fa sempre male riaprire vecchie ferite. Ci sono momenti nell’esistenza individuale e nella storia in cui si sente il bisogno di fare bilanci, dare giudizi, offrire eventualmente speranze per il futuro, anche con tonalità di registro retorico elevato (ma la retorica è anche una straordinaria scuola letteraria e filosofica). E, nella sua anomalia di ‘cinema nel non-cinema’Read More
Una lunga e riuscita serata ieri 27 luglio a Fiesole, nella cornice del teatro romano. Si è iniziato nel tardo pomeriggio con la presentazione del libro La cinematografia di Robert Guédiguian, a cura di Caterina Liverani (ETS, Pisa), accompagnata da una intervista-tavola rotonda con il regista francese di origine armena e la consorte e protagonista dei suoi film Ariane Ascaride, marsigliese come il marito. Il senso e la forma del cinema, la politica e la rivoluzione, l’Estaque di Marsiglia (il luogo dove tutti i film di Guédiguian sono ambientati), sentimento e intelligenza nella settimaRead More
Luci, riflessi colorati, semafori, abbaglianti, spie luminose delle apparecchiature elettroniche dell’auto, e un volto teso, sofferto, vitale. Un film che si svolge in tempo reale, lungo 85 minuti di tragitto stradale da Birmingham verso un ospedale londinese, fatto di tensione emotiva, di sentimenti palpabili, di decisioni da prendere. Da quello che definisce egli stesso un errore, una notte d’amore improvvisato per solitudine e noia con una collega di lavoro. Ivan Locke – l’uomo alla guida (Tom Hardy, attore britannico dalla biografia tormentata) si trova sbalzato in una situazione al limite delRead More
Molti dei film di Y. Ozu (1903-1963), a parte il celeberrimo uso delle riprese con macchina ferma e cavalletto basso, sono caratterizzati per gli ambienti descritti e per i contenuti privilegiati dalla ricostruzione, attraverso i rapporti tra generazioni e le dinamiche delle famiglie naturali, di spaccati di una società giapponese assai diversa da quella attuale. L’influenza di Ozu su Kore’eda è forse giustamente accusata di essere in fondo una sovrainterpretazione, un’eredità apparente. Anche se le vicinanze pur solo apparenti hanno un loro valore. Ma manca per esempio nel film qui rievocato (e ci sembra meno rilevante in generale per il regista di questo Shoplifters) un elementoRead More

Posted On giugno 1, 2018By Giovanni A. CecconiIn Movie

“Dogman” (M. Garrone, ITA 2018)

Fiction crudamente realistica, priva di almeno espliciti giudizi sociologici, è tratta con vari cambiamenti da un famoso fatto di cronaca di circa trenta anni fa, quello del Canaro della Magliana. La rappresentazione è basata su un linguaggio stilizzato, visionario, con immagini di grottesco tipiche: l’ultima opera di Matteo Garrone, per certo uno degli autori più vitali dell’attuale cinema italiano, può atterrire, ed è per stomaci forti. Marcello (Marcello Fonte) è un piccoletto trentenne, dall’aspetto dimesso, bruttarello. E’ separato, con una figlia quasi adolescente che gli vuole bene. Marcello non è un buon’uomo né un uomoRead More