4 Marzo 2024
Italic

Razzisti e zanzare

Sul Texas, a fine agosto, l’uragano Harvey ha rovesciato in pochi giorni sessantaquattro miliardi di metri cubi di pioggia (qualcuno ha calcolato che equivarrebbero a ben ventisei milioni di piscine olimpioniche). Una parte degli Stati Uniti, anche in queste ore, è in allarme per cicloni e tempeste devastanti. Tutti gli indicatori dicono che questi sono gli effetti del cambiamento climatico che sta travolgendo il pianeta. Chi fa un po’ di agricoltura nei nostri campi, anche solo per passatempo, ha notato da un po’ di tempo che i “cicli” delle colture stanno cambiando. Quest’anno la siccità ha ridotto i fichi a poco più che nocciole, mentre, a Bolgheri, si è avviata da giorni la raccolta dell’uva, anticipandola di oltre un mese e mezzo. Da anni, ormai, le esotiche zanzare tigre ci fanno fastidiosa compagnia, senza quasi abbandonarci neanche d’inverno (ne ho uccisa una per Natale!), mentre nei nostri mari appaiono strani pesci.  In questo stravolgimento di cui non abbiamo ancora piena consapevolezza, è davvero difficile immaginare che la bambina di quattro anni morta, pochi giorni fa, a Trento, per una forma di malaria, sia stata infettata da una zanzara proveniente da qualche paese del sud del Mediterraneo? Invece di prendersela con le povere bambine del Burkina Faso che erano ricoverate insieme alla sfortunata innocente Sofia, forse, dovremmo guardare con più coraggio la realtà. In quella storia drammatica, insomma, può esserci la traccia di una “lezione”. Di sicuro c’è la metafora di un paese in cui la barbarie, in troppe persone, sembra aver spazzato via ogni traccia di empatia oltre che di ragione, cercando nello straniero lo sfogo di ogni frustrazione, la causa di ogni male. Ma un tale atteggiamento poco c’entra con una seria regolamentazione –come io credo necessaria- dell’accoglienza e dell’immigrazione. C’entra molto, invece, con il razzismo inteso come economia della mente che si fa aridità del cuore. Mai come adesso, sentendo certe affermazioni, ascoltando certi “pensieri”, leggendo certi titoli di certi giornali, sembrano calzanti le parole che Freud rivolse all’epoca in cui si andava affermando la follia nazista: “Viviamo in un tempo particolarmente singolare. Troviamo con sorpresa che il progresso ha stretto alleanza con la barbarie”. Si dirà che le esasperazioni xenofobe sono di poche minoranze facinorose, forse è così, ma ci sono dichiarazioni che hanno un peso specifico che le rende insopportabili e pericolose anche fossero abbozzi di pochi esaltati. Più insopportabili delle zanzare.