3 Marzo 2024
People

Paolo Virzì e Francesco Bruni

a cura di Marcello Cella e Elena Pinori

Scrivere un film a quattro mani
Virzì

Penso che il cinema sia, per sua stessa natura, un lavoro collettivo e che il lavoro solitario tenda un po’ alla depressione. L’aridità della vita solitaria mi fa paura. Però, se uno riesce a sostenerla, forse lo fa sentire più libero. Scrivere era la mia passione primigenia, ma a stare da solo mi intristisco tanto, perciò ho preferito mettermi in gioco con gli altri, perché così mi sembra di sentirmi vivo. Al di là del fatto artistico, fare cinema significa lavorare con innumerevoli collaboratori, scenografi, montatori, attori, fonici, tecnici e stabilire con loro un rapporto proficuo, non arrogante. Poi dicono che io sono un autoritario! Lavorare con gli altri significa anche migliorarsi, dover giocare con tanti piccoli, innumerevoli compromessi. Sono le regole della convivenza. Fare cinema significa collaborazione, sinergie, condividere le proprie conoscenze e cercare di tirare fuori il meglio da tutti, specialmente per le commedie. Cercare il dialogo più brillante, immaginarselo ad alta voce con un amico, soprattutto se è un amico come Francesco, che si conosce e al quale siamo legati da un’amicizia antica, è l’ideale per fare un film. Non credo che sia possibile scrivere un film da soli, almeno a me, non viene tanta voglia.
 
virzibruni