di - 9 maggio 2018

Naturale, governo neutrale

Sergio Mattarella scioglierà la riserva sul premier incaricato della formazione del governo neutrale entro due giorni, poi si andrà a verificarne la fiducia in Parlamento. Il governo neutrale non sarà, se andrà in onda, un governo partigiano (ovvero di parte) sarà un governo gramsciano. Era infatti l’intellettuale di Ales che diceva: “Odio gli indifferenti”: quelli che non prendono parte.

Invece questo governo sarà proprio indifferente ma non sarà odiato da Gramsci e nemmeno da Piero Gobetti. Sarà neutrale, indifferente, neutro, grigio e incolore come una banconota fuori corso.

Che vuol dire? Che gramscianamente questo governo non prenderà parte né per i vincitori di queste elezioni del 4 marzo (M5S e coalizione di centro-destra) ne per i perdenti (PD). Sarà un governo che non abdicherà alla decisione politica – esso infatti sarà un governo. Ma non sarà di parte: e questo vuol dire che non sarà espressione di nessuna forza politica.

Gramsci diceva che la letteratura deve essere nazional-popolare. Ecco come sarà questo governo neutrale: un po’ nazionale e un po’ popolare. Come la Nazionale di Calcio, come gli spaghetti, come le statuine di San Gregorio Armeno. Un governo neutrale e nazional-popolare: che rappresenti tutta l’Italia e che, nello stesso tempo, non sia partigiano Sono finiti i temi della Resistenza e sono iniziati i tempi di Carlo Cracco degli spaghetti, del mandolino e della musica dal vivo.

Viva Mattarella! Viva il governo dell’Italia che lavora…