di - 2 novembre 2018

Facebook effetto ombrello

Un’altra mossa di Facebook si è avuta in questi giorni. Il social-network di Mark Zuckerberg, infatti, ha messo al bando dal proprio circuito tutta una serie di contenuti particolari. Si tratta di contenuti copiati (e incollati) da alcune fonti originarie e ripubblicati quindi senza alcuna modifica o con piccole e ininfluenti modifiche. Questi contenuti, in più, sarebbero stati considerati dannosi perché avrebbero avuto come fine quello di portare gli utenti verso altri siti e di fare solo questo a fini strettamente pubblicitari. Una sorta di copia-incolla universale che alla fine, come in un effetto-domino, condurrebbe l’utente dal contenuto presente nella propia home-page ad alcuni siti a carattere commerciale.

Si tratta di contenuti, per la maggior parte, già ampiamente diffusi da altre fonti e poi rilanciati con titoli a effetto, con inserzioni di pubblicità invasive e con richiami a contenuti, da parte loro, già ampiamente diffusi da altre fonti.

Perché Facebook ha fatto questo? Per agevolare una sorta di effetto ombrello che, liberando Facebook dalla pioggia di questi contenuti “dannosi e inautentici”, porti maggiore visibilità ai contenuti “genuini e spontanei” che hanno fatto la fortuna di questa piattaforma digitale. In definitiva si era creata, prima di questa mossa di Facebook, una situazione di intasamento di contenuti: molti di essi erano semplicemente delle facciate che portavano, alla fine del ciclo, solo ad investimenti pubblicitari. Delle vere e proprie aperture commerciali della Rete su Facebook. Mentre i veri contenuti degli utenti di Facebook, da condividere o da commentare con un post, venivano ridotti – in termini di visibilità – dalla presenza massiccia di altri elementi incongrui.

L’effetto ombrello, se riuscirà, porterà chiarezza e distinzione su Facebook. Cartesianamante ognuno sarà libero di navigare attraverso contenuti che saranno puri e incontaminati. E, nello stesso tempo, non ci sarà affatto una massiccia aggressione di Aziende Multinazionali che, dietro a qualche contenuto, tenteranno di vendere la propria merce.

Un’operazione dunque, questa di Facebook, portata avanti all’insegna della “schiettezza e del candore”. Un effetto ombrello che dovrebbe rendere più sobria e armonica la fruizione del social-network. Non un intervento, quello di Zuckerberg, all’insegna della ristrutturazione o delle riforme radicali: ma un segno di pulizia!