4 Marzo 2024
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Il grunge e l’umanità del virus

C’è, o meglio c’era perché a causa del dilagare del virus è stata aperta per un solo giorno, una mostra a Palazzo Medici Riccardi, Come as you are. Kurt Cobain and the Grunge Revolution. Sono le foto che Charles Peterson e Michael Levine nel tempo hanno scattato ai Nirvana in circostanze molto differenti. La mostra non l’ho vista, ma le foto le conosco quasi tutte molto bene. Peterson è un po’ il Toulouse-Lautrec del grunge, avendo immortalato praticamente tutti i gruppi della Sub Pop, catturandone in bianco e nero la migliore essenza delle esibizioni dal vivo. Michael Lavine è, invece, un ritrattista, anche lui devoto allo stesso ambiente. Due insider, insomma, per dipingere un mondo. Alcune di queste immagini sono molto familiari, viste diverse volte. Oggi che la nostra civiltà potrebbe essere al suo punto terminale, Dio non voglia ovviamente, rivederle mi fa pensare che il grunge è stato l’ultimo elemento a rompere il pack gelato del rock’n’roll. O meglio, più del grunge sono stati i Nirvana. Emersi dall’enorme magma “indie” degli anni Ottanta, potente ma incapace di costituirsi come un vero fronte di rottura, ne hanno catturato tutte le potenzialità, portandole a un livello di diffusione planetaria. Fu una specie di pandemia, se mi si passa il paragone un po‘ sinistro con l’attualità. Se la nostra civiltà finisse, il rock lo ricorderemmo anche per quel breve periodo, che coincise è bene ricordarlo col primo conflitto moderno, la Guerra del Golfo. Quelle foto restituiscono il sudore, la straniata sofferenza, la certezza di non avere un posto nel mondo di Kurt Cobain, e anche perché no di Novoselic e Grohl, tutt’altro che comprimari. Sono passati trent’anni già, ed è tutta storia. Non ancora monumento, ma storia, un pantheon che indica ancora il presente. Noi umanità d’oggi, forse destinati a scomparire ben presto, sentiamo da quelle foto suoni familiari, le splendide e irripetibili chitarre di Nevermindche ci invitano a gesti ancestrali. La mostra riaprirà, è sperabile: ma se non dovesse succedere avrebbe assolto il suo compito. Prenditi il tuo tempo, fai presto: la scelta è tua, non tardare.