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Posted On marzo 7, 2021By Riccardo VentrellaIn MusicShow

Meno male non hanno vinto i Naziskin

Sì, lo so, hanno vinto i Maneskin. Complimenti e baci. Tuttavia, per la prima volta ho saltato quasi integralmente una serata senza che ci fossero altri impegni: non si può andare a letto alle due ogni sera. Ventisei big sono troppi, venti forse sarebbero stati sufficienti. Un mazzetto significativo di cose che mi sono piaciute, nessuna sconosciuta ma in questo contesto mainstream valorizzata: i Colapesci, Madame, la Rappresentante, Fulminacci, Coma_Cose. Queste e altre canzoni la gente la sentirà parecchio, e ciò è buona cosa perché c’è stato anche un tempoRead More

Posted On marzo 4, 2021By Riccardo VentrellaIn MusicShow

Da Sanremo tutto OK

Sparsi appunti, parte prima. Impossibile scriverne prima che cominciasse, era necessario vedere l’effetto che fa. Senza pubblico, inevitabilmente, manca qualcosa: quell’interazione che spesso a Sanremo ha letteralmente fatto lo spettacolo, comprese le rituali disapprovazioni all’apparire della classifica o le invasioni di campo. Siamo dentro a un eterno soundcheck, per svariate ore. Metterci i palloncini non è stata una bella idea, c’è un fascino nelle sedie vuote. Confesso che è stata più dura di sempre arrivare in fondo, le esigenze pubblicitarie sono pesanti da accordare con la sveglia del mattino. LeRead More

Posted On gennaio 31, 2021By Riccardo VentrellaIn MusicShow

Non è Sanremo il problema

Sanremo è un pesce grosso, e ai pesci grossi si spara volentieri. A sparare nell’acqua, però, si rischia solo di sollevare onde che si disperdono velocemente. Così è stato per tante delle polemiche che hanno riguardato il Festivàl: qualcuno ricorda la valanga di petizioni contro Junior Cally e le richieste di boicottaggio, solo lo scorso anno? Del resto, l’iter che compiono le polemiche a Sanremo lo disegnò il buon Mike nel 1967: Signore e signori, buona sera. Diamo inizio alla seconda serata con una nota di mestizia per il tristeRead More

Posted On dicembre 22, 2020By Riccardo VentrellaIn MusicShow

L’antidoto è Sanremo

Il Natale del 1980 fu, senza timore di dubbio, uno dei più tristi in assoluto nella storia del nostro paese: due stragi pesanti, quelle di Ustica e Bologna, e da meno di un mese l’enorme tragedia del terremoto in Irpinia. Sul piano degli ammazzamenti, si era cominciato con Piersanti Mattarella il giorno dell’Epifania e si sarebbe finito col generale Galvaligi per San Silvestro. In più, crisi economica, inflazione, scioperi alla Fiat, il calcioscommesse, un Europeo casalingo mediocre per la nostra Nazionale. Qualche sorriso dalle Olimpiadi di Mosca, quelli di Mennea,Read More

Posted On novembre 17, 2020By Riccardo VentrellaIn MusicShow

Senza titolo

Mi è capitato nelle ultime settimane di ascoltare molta musica “fresca”, ovvero quella che va in rotazione tra piattaforme e radio. Il pop vero. Oltre al piacere, chi scrive si stava ponendo una domanda in qualche modo di storia, ovvero: qual è il gruppo del momento (gruppo in senso lato)? Ecco, non sono i Maneskin, ma non è colpa loro. Anzi, ci sono molto utili per scovare per differenza il gruppo del momento, ovvero i CCCP, band fondata all’inizio degli anni Ottanta da Giovanni Lindo Ferretti e Massimo Zamboni. NonRead More

Posted On settembre 18, 2020By Riccardo VentrellaIn MusicShow

Mina e la Bussola

Vent’anni. Tanto dura la storia di Mina alla Bussola, che nel novero delle tante storie che sottendono la leggenda della cantante è una tra quelle dalla più alta pregnanza semantica. I quattro lustri che cominciano una sera d’estate del 1958, quando la giovane Anna Maria Mazzini in vacanza sui lidi versiliesi per gioco salta sul palco della Bussola dove si trova con una comitiva di amici e canta con il gruppo di Don Marino Barreto. Bizzarrie di giovinetta, che dieci anni dopo si condensano in un disco dal vivo, MinaRead More

Posted On agosto 4, 2020By Riccardo VentrellaIn MusicShow

Il Cobra è un serpente

Scrivere questo pezzo è stato stranamente difficile. Stranamente, perché di solito i pezzi balneari ci vengono bene. E lì giù a pensare al perché l’ispirazione non era quella giusta. Poi la lettura di un’intervista a Fabio Rovazzi, una delle popstar che più ha accusato il tempo del virus, ci ha improvvisamente aperto gli occhi su qualcosa che era abbastanza chiaro: è un’estate italiana decisamente strana, mai realmente “ingranata”, e per questo anche priva dei normali tormentoni canori (diceva, appunto ,Rovazzi: quest’estate non ho scritto nemmeno una canzone). Di nuovo emergeRead More

Posted On giugno 27, 2020By Riccardo VentrellaIn MusicShow

Bob Dylan e Neil Young

Nelle ultime nostre riflessioni su queste colonne, parlando della stanchezza della musica al tempo della pandemia, avemmo a citare Dylan come protagonista per certi versi inatteso del periodo del virus. Dopo un paio di inediti, non necessariamente realizzati in tempi recenti, esce ora persino un album, cosa che Dylan non faceva vedere dal 2012 almeno. Il mood è un po’ quello già estrinsecato in Murder Most Foul, ovvero quella che pare una riflessione sullo Zeitgeist attraverso le dodici battute del blues. Chiudendo gli occhi sembra quasi di mettere sul piattoRead More

Posted On maggio 26, 2020By Riccardo VentrellaIn MusicShow

La musica è sfinita

Nel tempo inerte del lockdown, una delle sparizioni più illustri è stata quella della musica. Al di là di alcuni giochetti fatti online, di jam collaborative, di volenterosi sforzi, di One World: Togheter At Home, di musica si è parlato soprattutto per il caos dei concerti cancellati. Come è anche giusto che sia, visiti i drammatici problemi occupazionali che il fenomeno ha portato con se. Tuttavia, la musica ha come rinunciato a raccontare lo stato delle cose, si è defilata in un girovagare circospetto ammiccante alla normalità. Non è entrataRead More

Posted On aprile 20, 2020By Riccardo VentrellaIn MusicShow

De Gregori, i bambini e Covid-19

Raramente i dischi portano nel titolo la data di uscita. Miramare 19.4.1989 avrebbe dovuto chiamarsi in realtà Miramare 4.4.1989, giorno del compleanno del suo autore. Uscì poi in ritardo, da qui il cambiamento. La scelta suffraga comunque l’ipotesi che Francesco de Gregori volesse fissare un hic et nunc, nell’anno in cui finivano i favolosi Ottanta e nulla era ancora praticamente accaduto: le proteste di piazza Tienanmen datavano qualche giorno, i regimi comunisti erano ancora tutti in piedi, Forlani regnava come segretario della DC. Pure, qualcosa stava per cominciare, e De GregoriRead More