All posts by Riccardo Ventrella

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Posted On febbraio 9, 2020By Riccardo VentrellaIn MusicShow

Sanremo Diodato

La fiera dell’intensità È stato un Sanremo non immaginabile prima. L’unica cosa prevedibile era che le roventi polemiche su Junior Cally si sarebbero spente rapidamente; ma questo melodrammatico accavallarsi di cose e di fatti, queste wagneriane durate, questo accalcarsi degli spettatori come se fossero curiosi dinanzi a un incidente stradale (è stata la finale più seguita degli ultimi vent’anni dopo il 2002) non erano prevedibili. Amadeus ha fatto un Sanremo tutto suo rimanendo in filigrana tra gli ospiti fissi e le conduttrici che si sono alternate. In realtà tenendo saldaRead More

Posted On febbraio 1, 2020By Riccardo VentrellaIn MusicShow

SanremOne: i Budda in fila indiana

Dal punto di vista della direzione artistica c’è il Sanremo del conduttore, il Sanremo baudista e il Sanremo del musicista. Siamo passati negli ultimi anni dal Festival alla Fazio, a quello alla Carlo Conti, a quello alla Baglioni, illustrativi dei tre tipi sopra detti. Torniamo quest’anno con Amadeus alla categoria “del conduttore”, che lascia la musica un tantino in disparte. Ci eravamo abituati male, dovremo cambiare punto di osservazione. Avrebbe dovuto farlo nel 2000 il Festival, Amadeus, e sarebbe stato forse meglio per lui presentarlo allora, quando il conduttore nonRead More

Posted On gennaio 21, 2020By Riccardo VentrellaIn MusicShow

La mostra di London Calling

Da qualche giorno in questo mese di gennaio e fino al 19 aprile il Museum of London, la struttura sopraelevata vicino al Barbican che racconta la storia di Londra, ha aperto una mostra dedicata a London Calling, il seminale album dei Clash. Non senza un senso si sceglie di farlo nel 2020 perché il disco uscì a dicembre 1979, quindi la sua diffusione corrisponde ai mesi che stiamo attraversando. Il lettore non si aspetti grandi cose, si tratta di una stanza con una serie di memorabilia immaginabili, dai taccuini agliRead More

Posted On dicembre 22, 2019By Riccardo VentrellaIn MusicShow

Last Christmas. Perché la ascoltiamo ancora

È un fatto incontestabile: 35 anni dopo la sua uscita ascoltiamo ancora Last Christmas. Non solo i nostalgici di quell’evo, ma anche generazioni successive che l’hanno appresa come un fatto di storia. Certo, la canzone porta con sé molti aspetti archetipici: la parabola dell’amore tradito, la fine di un qualcosa, la patina forte di romanticismo, lo spleen tradizionale collegato alle feste natalizie. È anche, però, un vero compendio di storia, perché nel video compare l’affresco esatto di un’epoca, soprattutto negli aspetti estetici. Rimanda a un periodo decisivo, a quei dueRead More

Posted On novembre 15, 2019By Riccardo VentrellaIn MusicShow

Ricordi Indie. Violent Femmes e Kim Gordon

L’estate è finita da un po’, e noi tutti abbiamo cercato il disco dell’estate. Lo scrivente intendeva proporne uno, che suggestionava anche grazie a un gradito ritorno. I Violent Femmes erano apparsi come uno degli attori maggiori dell’indie inizio Ottanta, insieme agli altri due grandi rappresentanti del power-trio, gli Husker Dü e i Minutemen. Diversamente da loro più orientati a una tendenza root, fatta di acusticità destinata a generare una devastante, grezza energia, condita dalla mediosità della voce di Gordon Gano, dai bassismi energici di Brian Ritchie e dalla scarnaRead More

Posted On settembre 15, 2019By Riccardo VentrellaIn MusicShow

Inutilità degli Oasis

Corrono i venticinque anni dalla pubblicazione di Definitely Maybe, il disco di debutto degli Oasis. La ricorrenza è marcata da nuovi gossip sui litigiosi fratelli Gallagher, l’ultimo dei quali è la nostalgia di Liam per la band e l’acrimonia nei confronti di Noel per averla, a suo dire, sfasciata. Decisamente, e senza forse, è l’ora di fare un bilancio su quel gruppo e quella temperie storica che oggi ha lasciato come erede il fantasma della Brexit. Nessuno dei brani di quel periodo è divenuto realmente un classico, e questo valeRead More

Posted On luglio 28, 2019By Riccardo VentrellaIn MusicShow

Banana Republic, e cominciammo a sorridere

Steve Goodman non ha vissuto granché, trentotto anni. Nulla che possa essere ricollegato agli eccessi della vita di un cantante: semplicemente, fin da bambino era affetto dalla leucemia. Della sua breve vita rimangono diversi brani, tra cui una canzone del 1976 che aveva molto colpito Luigi Grechi, Banana Republics. Grechi ne parlò al fratello minore, che quasi per gioco iniziò a tradurre il brano in italiano, e lo fece ascoltare ad un amico. Il fratello di Luigi Grechi si chiama Francesco De Gregori, e l’amico Lucio Dalla. Quella melodia esotica,Read More

Posted On luglio 14, 2019By Riccardo VentrellaIn MusicShow

Il sapore dentro di noi

Torna nelle sale in versione restaurata, a un anno o poco più dalla scomparsa del suo principale fattore e a trentasei dalla sua uscita, Sapore di mare, uno dei passe-partout che aprirono la porta degli anni Ottanta agli italiani. Obietteranno i miei sette lettori che si tratta di un tema cinematografico, alieno dunque a una rubrica musicale quale questa che mi è stata consegnata. Risponderà l’autore che Sapore di mare è anche e soprattutto un fatto di canzoni, come si evince dal titolo, una tessitura che affida alla colonna sonoraRead More

Posted On giugno 4, 2019By Riccardo VentrellaIn MusicShow

Roger Erickson, in memoriam

Roger Erickson è morto nei giorni scorsi ad Austin, nel Texas. Chi era costui? Rammento di aver ascoltato Gremlins Have Pictures prima di qualsiasi pezzo dei 13th Floor Elevators. I propugnatori dell’Erickson solista in Italia sono stati sicuramente quelli del Buscadero, che non lo avevano mai in buona sostanza abbandonato anche dopo la lunga e forzata parentesi di inattività che separa la vicenda dei 13th dall’attività solista. Erickson sta alla musica rock come Salinger alla letteratura, perché tutti hanno ascoltato almeno una volta You’re Gonna Miss Me. Quando il singolo uscì,Read More

Posted On aprile 27, 2019By Riccardo VentrellaIn MusicShow

Che fine hai fatto, Alberto?

Ci sono più anniversari nel 1979, lettore, di quanti ne possa sognare la tua filosofia. Proprio quarant’anni usciva, dopo lunga gestazione, il primo omonimo LP del miglior cantautore italiano della generazione post-storica. Il disco, in verità della sua lunga gestazione, ha una storia non banale che inizia almeno dai due anni precedenti. Proveniente dall’esoterica ed esotica Domodossola (che esiste, chi scrive ebbe occasione di visitarla), agli studi di Medicina nella già cantautoriale Genova Fortis preferì il tentativo di realizzarsi nella musica in quel di Roma. Nei tentacoli dell’Urbe ebbe iRead More