All posts by Riccardo Ventrella

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Posted On settembre 18, 2020By Riccardo VentrellaIn MusicShow

Mina e la Bussola

Vent’anni. Tanto dura la storia di Mina alla Bussola, che nel novero delle tante storie che sottendono la leggenda della cantante è una tra quelle dalla più alta pregnanza semantica. I quattro lustri che cominciano una sera d’estate del 1958, quando la giovane Anna Maria Mazzini in vacanza sui lidi versiliesi per gioco salta sul palco della Bussola dove si trova con una comitiva di amici e canta con il gruppo di Don Marino Barreto. Bizzarrie di giovinetta, che dieci anni dopo si condensano in un disco dal vivo, MinaRead More

Posted On agosto 4, 2020By Riccardo VentrellaIn MusicShow

Il Cobra è un serpente

Scrivere questo pezzo è stato stranamente difficile. Stranamente, perché di solito i pezzi balneari ci vengono bene. E lì giù a pensare al perché l’ispirazione non era quella giusta. Poi la lettura di un’intervista a Fabio Rovazzi, una delle popstar che più ha accusato il tempo del virus, ci ha improvvisamente aperto gli occhi su qualcosa che era abbastanza chiaro: è un’estate italiana decisamente strana, mai realmente “ingranata”, e per questo anche priva dei normali tormentoni canori (diceva, appunto ,Rovazzi: quest’estate non ho scritto nemmeno una canzone). Di nuovo emergeRead More

Posted On giugno 27, 2020By Riccardo VentrellaIn MusicShow

Bob Dylan e Neil Young

Nelle ultime nostre riflessioni su queste colonne, parlando della stanchezza della musica al tempo della pandemia, avemmo a citare Dylan come protagonista per certi versi inatteso del periodo del virus. Dopo un paio di inediti, non necessariamente realizzati in tempi recenti, esce ora persino un album, cosa che Dylan non faceva vedere dal 2012 almeno. Il mood è un po’ quello già estrinsecato in Murder Most Foul, ovvero quella che pare una riflessione sullo Zeitgeist attraverso le dodici battute del blues. Chiudendo gli occhi sembra quasi di mettere sul piattoRead More

Posted On maggio 26, 2020By Riccardo VentrellaIn MusicShow

La musica è sfinita

Nel tempo inerte del lockdown, una delle sparizioni più illustri è stata quella della musica. Al di là di alcuni giochetti fatti online, di jam collaborative, di volenterosi sforzi, di One World: Togheter At Home, di musica si è parlato soprattutto per il caos dei concerti cancellati. Come è anche giusto che sia, visiti i drammatici problemi occupazionali che il fenomeno ha portato con se. Tuttavia, la musica ha come rinunciato a raccontare lo stato delle cose, si è defilata in un girovagare circospetto ammiccante alla normalità. Non è entrataRead More

Posted On aprile 20, 2020By Riccardo VentrellaIn MusicShow

De Gregori, i bambini e Covid-19

Raramente i dischi portano nel titolo la data di uscita. Miramare 19.4.1989 avrebbe dovuto chiamarsi in realtà Miramare 4.4.1989, giorno del compleanno del suo autore. Uscì poi in ritardo, da qui il cambiamento. La scelta suffraga comunque l’ipotesi che Francesco de Gregori volesse fissare un hic et nunc, nell’anno in cui finivano i favolosi Ottanta e nulla era ancora praticamente accaduto: le proteste di piazza Tienanmen datavano qualche giorno, i regimi comunisti erano ancora tutti in piedi, Forlani regnava come segretario della DC. Pure, qualcosa stava per cominciare, e De GregoriRead More

Posted On marzo 30, 2020By Riccardo VentrellaIn MusicShow

Dylan, il futuro inattendibile

E tutto d’un tratto il coro, recita un celeberrimo carosello. Tutto ci si poteva aspettare nel bel mezzo della pandemia, meno che un Dylan. Tutto ci si poteva aspettare, meno che un Dylan di sedici minuti. Tutto ci si poteva aspettare, meno che un Dylan che parla di Kennedy. O meglio, che comincia da Kennedy una narrazione alla Pynchon dentro la quale infila quasi un secolo di rock’n’roll, considerate alcune divagazioni nel blues e nel folk. È arrivato inatteso: eppure un Dylan è sempre atteso. Ci voleva un tempo inattesoRead More

Posted On marzo 10, 2020By Riccardo VentrellaIn MusicShow

Il grunge e l’umanità del virus

C’è, o meglio c’era perché a causa del dilagare del virus è stata aperta per un solo giorno, una mostra a Palazzo Medici Riccardi, Come as you are. Kurt Cobain and the Grunge Revolution. Sono le foto che Charles Peterson e Michael Levine nel tempo hanno scattato ai Nirvana in circostanze molto differenti. La mostra non l’ho vista, ma le foto le conosco quasi tutte molto bene. Peterson è un po’ il Toulouse-Lautrec del grunge, avendo immortalato praticamente tutti i gruppi della Sub Pop, catturandone in bianco e nero laRead More

Posted On febbraio 9, 2020By Riccardo VentrellaIn MusicShow

Sanremo Diodato

La fiera dell’intensità È stato un Sanremo non immaginabile prima. L’unica cosa prevedibile era che le roventi polemiche su Junior Cally si sarebbero spente rapidamente; ma questo melodrammatico accavallarsi di cose e di fatti, queste wagneriane durate, questo accalcarsi degli spettatori come se fossero curiosi dinanzi a un incidente stradale (è stata la finale più seguita degli ultimi vent’anni dopo il 2002) non erano prevedibili. Amadeus ha fatto un Sanremo tutto suo rimanendo in filigrana tra gli ospiti fissi e le conduttrici che si sono alternate. In realtà tenendo saldaRead More

Posted On febbraio 1, 2020By Riccardo VentrellaIn MusicShow

SanremOne: i Budda in fila indiana

Dal punto di vista della direzione artistica c’è il Sanremo del conduttore, il Sanremo baudista e il Sanremo del musicista. Siamo passati negli ultimi anni dal Festival alla Fazio, a quello alla Carlo Conti, a quello alla Baglioni, illustrativi dei tre tipi sopra detti. Torniamo quest’anno con Amadeus alla categoria “del conduttore”, che lascia la musica un tantino in disparte. Ci eravamo abituati male, dovremo cambiare punto di osservazione. Avrebbe dovuto farlo nel 2000 il Festival, Amadeus, e sarebbe stato forse meglio per lui presentarlo allora, quando il conduttore nonRead More

Posted On gennaio 21, 2020By Riccardo VentrellaIn MusicShow

La mostra di London Calling

Da qualche giorno in questo mese di gennaio e fino al 19 aprile il Museum of London, la struttura sopraelevata vicino al Barbican che racconta la storia di Londra, ha aperto una mostra dedicata a London Calling, il seminale album dei Clash. Non senza un senso si sceglie di farlo nel 2020 perché il disco uscì a dicembre 1979, quindi la sua diffusione corrisponde ai mesi che stiamo attraversando. Il lettore non si aspetti grandi cose, si tratta di una stanza con una serie di memorabilia immaginabili, dai taccuini agliRead More