All posts by Riccardo Ventrella

Posted On febbraio 24, 2022By Riccardo VentrellaIn MusicShow

Il pallore della morte

La musica inglese degli anni Sessanta è stata soprattutto un serbatoio di voci: penso a Graham Bond, Roger Daltrey, Eric Burdon, più tardi a Plant e Rod Stewart. Gary Brooker era una di queste voci, “un tesoro del rock inglese che andrebbe onorato quotidianamente”, come ha scritto un amico – anche lui grande cantante – sui social ricordandolo. La voce di Brooker rimane sempre legata a quell’attacco fuori dal tunnel dell’organo, We skipped the light fandango, anche se nel tempo è stata molto altro. Viveva all’intreccio tra rock, blues eRead More

Posted On febbraio 6, 2022By Riccardo VentrellaIn MusicShow

Il Sanremo riuscito

Pensavo nella giornata di sabato a come si giudichi un Festival di Sanremo riuscito. Più che ai numeri dell’audience, o ai passaggi in streaming, ritengo si debba fare riferimento all’aderenza allo Zeitgeist, il cosiddetto “spirito dei tempi”: quanto più Sanremo è rimasto aderente a questo spirito, tanto più è stato di successo. Si può ben dire che il terzo Festival dell’era Amadeus sia stato aderente allo Zeitgeist, nel rappresentare una fotografia abbastanza fedele del pop italiano: la migliore, forse, delle edizioni curate dal conduttore veronese. Vincono gli annunciati Mahmood/Blanco, conRead More

Posted On febbraio 1, 2022By Riccardo VentrellaIn MusicShow

Sanremo si parte

La domanda, ad ogni vigilia, è sempre la stessa: che Sanremo sarà? L’anno scorso, quantunque “in scatola”, mostrò scelte artistiche di buona qualità, e canzoni molto trasmesse e ascoltate. L’edizione che va a cominciare punta a ripetere quel risultato usando la stessa ricetta, una combinazione di innovazione e tradizione che può sconcertare chi non frequenta lo streaming ma è piuttosto comprensibile a chi cerchi di capire lo Zeitgeist la cui ricerca ha sempre fatto bene al Festival. La domanda, ad ogni vigilia, è sempre: chi vincerà? Il pronostico non può cheRead More

Posted On gennaio 20, 2022By Riccardo VentrellaIn MusicShow

Bono contro Bono

A ognuno è concesso un ripensamento sulle proprie azioni. Tutti i grandi artisti hanno, in fondo, avuto un momento distruttivo e iconoclasta verso la propria opera. Chi ha distrutto quadri, chi ha infranto sculture, chi ha rinnegato romanzi, film, poesie e canzoni. A De Gregori, notoriamente, non piace il “disco della pecora”: che invece a me piace molto. Dopo quarant’anni, sembra che Bono Vox abbia diverse perplessità sulla produzione degli U2. Nemmeno il nome gli piace, sembra. Neanche la sua voce, soprattutto in Boy, il mitico disco d’esordio: che inveceRead More

Posted On novembre 1, 2021By Riccardo VentrellaIn MusicShow

Una banana è per sempre

Todd Haynes ha fatto molto per rappresentare il rock al cinema: sicuramente, con Cameron Crowe, è quello che negli ultimi venticinque anni ha fatto di più. In un certo senso, ne ha distillato i lati mitologici estraendoli da una semplice rappresentazione di una realtà – anche solo finzionale – per elevarli al ruolo di archetipi, da cui la realtà discende. Questo spiega la dissociazione picassiana di Dylan in I’m Not There, ad esempio, ancora di più che la ricostruzione glam di Velvet Goldmine. Velluto, appunto. Digressione. I Velvet Underground sonoRead More

Posted On settembre 9, 2021By Riccardo VentrellaIn MusicShow

Nevermind

Quando avevo diciassette anni, tornare indietro di trenta nella storia del rock significava arrivare direttamente a Bill Haley e Rock Around The Clock. Ora invece la misura è Nevermind: ma c’è stato, parafrasando Borges e Benigni, un tempo con e un tempo senza questo seminale album? Il 10 settembre Smells Like Teen Spirit incominciava la sua esistenza come singolo. Sui Nirvana mantenevo una posizione intermedia, di chi aveva apprezzato Bleach ma nemmeno troppo. Difatti, pur abitando a Bologna, non è che mi andasse molto di coprire la distanza che separavaRead More

Posted On agosto 25, 2021By Riccardo VentrellaIn MusicShow

Charlie Watts e il panorama del mito

Ci sono delle cose che, nel tempo, è stato difficile essere: uno dei dodici apostoli, ad esempio, o un ciclista dotato al tempo di Merckx. C’è modo e modo di interpretare una difficoltà ad essere in rapporto a qualcos’altro, perché in presenza di Merckx si può essere Gimondi, Fuente o un anonimo gregario. Non deve essere stato facile interpretare il ruolo di Charlie Watts per cinquantotto anni. Non un Keith Moon, eppure un gran virtuoso a suo modo. Non un Ringo Starr, ma dotato dello stesso profilo ironico e costantementeRead More

Posted On giugno 21, 2021By Riccardo VentrellaIn MusicShow

Long Hot Summer

Come diceva il Maestro Guccini, ammetto che mi son sbagliato – numerose volte, ma in particolare di questi tempi, lo scorso anno – a parlare di “musica sfinita”. Chissà perché, era un’impressione che mi ero fatto, basta probabilmente sulla fatica che io stesso sentivo e sul poco ascolto che davo alla musica. Oggi no, oggi sono preparatissimo sulla musica leggerissima. Oggi comincia la long hot summer, quella anticipata da un giro di basso con sincope e chorus, quella che “qualsiasi cosa faccio finirò per farti del male”. Le grandi marcheRead More

Posted On maggio 18, 2021By Riccardo VentrellaIn MusicShow

Battiato, il re del mondo

C’è una sequenza molto celebre di Palombella rossa, forse il film più “politico” del cinema italiano di quell’epoca, in cui Nanni Moretti quasi nella mimesi di un musical inscena un’esecuzione collettiva di E ti vengo a cercare che parte da una tribuna politica e finisce nella piscina dove si sta giocando la nota partita di pallanuoto. È questa forse la saldatura massima del rapporto tra Franco Battiato e l’immaginario collettivo, che ha marcato gli ultimi quarant’anni della storia di questo paese. Non perché prima non fosse esistito un Battiato, tutt’altro;Read More

Posted On aprile 19, 2021By Riccardo VentrellaIn MusicShow

A tutto Prince

Il Minnesota, credo, è famoso per almeno tre motivi: è lo stato americano più a nord – eccettuato ovviamente l’Alaska – l’unico ad avere parti sopra il quarantanovesimo parallelo; ha dato i natali a Bob Dylan; e a Prince Rogers Nelson, talora conosciuto come Prince. È passato un lustro dalla sua prematura scomparsa, e girando la mia copia difettata di 1999, una di quelle con la tacca alla copertina, medito su quanto l’artista talora conosciuto come Prince abbia influenzato la musica degli ultimi quarant’anni. Per niente o del tutto, miRead More