All posts by Riccardo Ventrella

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Posted On luglio 14, 2019By Riccardo VentrellaIn MusicShow

Il sapore dentro di noi

Torna nelle sale in versione restaurata, a un anno o poco più dalla scomparsa del suo principale fattore e a trentasei dalla sua uscita, Sapore di mare, uno dei passe-partout che aprirono la porta degli anni Ottanta agli italiani. Obietteranno i miei sette lettori che si tratta di un tema cinematografico, alieno dunque a una rubrica musicale quale questa che mi è stata consegnata. Risponderà l’autore che Sapore di mare è anche e soprattutto un fatto di canzoni, come si evince dal titolo, una tessitura che affida alla colonna sonoraRead More

Posted On giugno 4, 2019By Riccardo VentrellaIn MusicShow

Roger Erickson, in memoriam

Roger Erickson è morto nei giorni scorsi ad Austin, nel Texas. Chi era costui? Rammento di aver ascoltato Gremlins Have Pictures prima di qualsiasi pezzo dei 13th Floor Elevators. I propugnatori dell’Erickson solista in Italia sono stati sicuramente quelli del Buscadero, che non lo avevano mai in buona sostanza abbandonato anche dopo la lunga e forzata parentesi di inattività che separa la vicenda dei 13th dall’attività solista. Erickson sta alla musica rock come Salinger alla letteratura, perché tutti hanno ascoltato almeno una volta You’re Gonna Miss Me. Quando il singolo uscì,Read More

Posted On aprile 27, 2019By Riccardo VentrellaIn MusicShow

Che fine hai fatto, Alberto?

Ci sono più anniversari nel 1979, lettore, di quanti ne possa sognare la tua filosofia. Proprio quarant’anni usciva, dopo lunga gestazione, il primo omonimo LP del miglior cantautore italiano della generazione post-storica. Il disco, in verità della sua lunga gestazione, ha una storia non banale che inizia almeno dai due anni precedenti. Proveniente dall’esoterica ed esotica Domodossola (che esiste, chi scrive ebbe occasione di visitarla), agli studi di Medicina nella già cantautoriale Genova Fortis preferì il tentativo di realizzarsi nella musica in quel di Roma. Nei tentacoli dell’Urbe ebbe iRead More

Posted On marzo 27, 2019By Riccardo VentrellaIn MusicShow

Rock’n’Roll Calling

La sua appartenenza al 1979 è poco più di un mero caso, essendo uscito nel mese di dicembre. Purtuttavia, è bello pensare che London Calling appartenga all’anno della signora Thatcher, quello in cui comincia uno dei periodi più controversi, ma anche musicalmente fecondi, della storia d’Inghilterra. Monumentale fin dalla sua composizione in due vinili (che all’epoca era solo di alcuni concept album) è il primo disco allegramente globalizzato della storia. Si lascia definitivamente indietro il tenue legame trattenuto dai Clash col punk per abbracciare ritmi diversi, soprattutto quelli caraibici cheRead More

Posted On marzo 4, 2019By Riccardo VentrellaIn MusicShow

Come ne venni a conoscenza

La morte di Mark Hollis, per certi verti inattesa come lo può essere la scomparsa di una persona della quale da tempo non si sa nulla, come tutte le morti non attese mi ha portato a strani ragionamenti. Il più singolare è il seguente: come venni a sapere della musica dei Talk Talk? Non sono riuscito a ricordare esattamente il modo. Certo, a quel tempo (stiamo parlando del 1984) i modi non potevano essere molti. Forse qualcuno portò il disco a scuola, o forse fu la visione di un video.Read More

Posted On febbraio 12, 2019By Riccardo VentrellaIn MusicShow

Il ribaltone di Sanremo

Ovvero, la vittoria di Mahmood spiegata a chi c’era e a chi non c’era. Tesi: sul palco dell’Ariston si è consumato in questa edizione del Festivàl un piccolo ribaltine. Dimostrazione. Il ragazzo del Gratosoglio, Mahmood, arriva a Sanremo con buona fama, discreto seguito ma scarsa considerazione. C’è un bookmaker che lo dà a 51. Sin dalla prima sera, è chiaro che i giornalisti lo prendono sotto la loro protezione. La canzone è buona, ma non eccelsa. Sarà allora per quel suo aspetto esotico, che contrasta con l’essere come è del tutto italiano?Read More

Posted On febbraio 4, 2019By Riccardo VentrellaIn MusicShow

Il divo Claudio e la regola di Sanremo

Il fatto non è molto ricordato, ma Claudio Baglioni era già significativamente apparso sul palcoscenico sanremese, ed era stato il motivo di un’importante mutamento regolamentare. Iniziamo la storia dal punto giusto. Dal 6 ottobre 1984 al 5 gennaio 1985 Fantastico 5, come tradizionale varietà a sostegno della Lotteria Italia, aveva (sotto l’egida baudiana) assegnato un titolo particolarissimo, quello di canzone d’amore del secolo. Un gruppo vocale, i Macedonia, eseguiva delle cover e a seguire il pubblico si esprimeva. Alla fine la corona fu assegnata a Questo piccolo grande amore. LuogoRead More

Posted On gennaio 27, 2019By Riccardo VentrellaIn MusicShow

Carissimi padri

Per uno strano caso, due dei musicisti che più hanno contribuito alla definizione etica della musica “indipendente” italiana hanno estratto un disco in tempi abbastanza ravvicinati. Già abbondiamo di formule, di etichette che necessitano precisazioni. Per “indipendente” si intende ciò che non è mainstream, ovvero immediatamente destinato al mercato. Per “etico” si intende ciò che ci consente di valutare i comportamenti e le scelte. Ognuno dei due, in passato, avrebbe potuto farsi senza problemi prodotto di mercato. Hanno scelto diversamente, e questa scelta l’hanno conservata nel tempo. Indubbiamente sarebbero divenutiRead More

Posted On dicembre 28, 2018By Riccardo VentrellaIn MusicShow

The Day that Eighties Die

Non è un anniversario tondo (lo sarà nel 2019, trentacinque anni), ma il fatto si svolgeva proprio in questi giorni tra dicembre e gennaio; a rammentarmelo, per un’analogia singolare ma non priva di senso, il grande battage attorno al film dei Queen, che di una parte di quella storia furono grandi protagonisti. In questi giorni di Natale, nel 1984 iniziava la fine degli anni Ottanta, la loro eutanasia tanto rapida quanto rapida era stata la loro esplosione. A “staccare la macchina” a quel decennio così luccicante fu uno dei fattoriRead More

Posted On dicembre 15, 2018By Riccardo VentrellaIn MusicShow

La Repubblica della Banda

Se penso a uno stato libero, a un’enclave, a una comunità sovranazionale nel mondo della musica leggera italiana penso alla Bandabardò, che quest’anno compie i suoi primi cinque lustri di esistenza: per associazione, mi viene in mente un correlativo oggettivo teatrale anch’esso sotto anniversario, i Chille de la Balanza e la loro repubblica di San Salvi, curiosamente basata anch’essa a Firenze. Con molti musicisti di estrazione rock in formazione, la Banda ha percorso un territorio che non è esattamente folk così come in Italia il genere si è declinato (adRead More