23 Febbraio 2024
Different

I falsi vecchi

Comandano tutto i falsi vecchi, i vecchi veri muoiono come mosche. I belli di una volta sono morti in ordine sparso. Non avrebbero voluto, ma avevano finito la benzina.
Pensa un po’ te, tutta la vita a tavoletta…

I falsi vecchi a un metro e ottanta di distanza alcuni, mentre gli altri, i più arditi, sostengono il metro e venti senza pensare che se mi ingegno io con lo sputo ci arrivo bene al metro e venti e a un metro e ottanta non ci sento.
Eh, che hai detto?
Che è meglio essere prudenti?
Che apriremo le linee di lavoro con garbo?
Prima le fabbriche che fanno componenti se no la Toyota ibrida si rivolge altrove. Si perde la quota di mercato.
Ma fatemi il piacere, vi posso dire una cosa?
Quella cosa lì, la quota di mercato s’è già persa.
Il mondo sarà quel che sarà. Lo tsunami picchia su tutte le coste e non restano che i falsi vecchi con la salute di ferro a blaterare ovunque: al governo del paese e in ogni sede organizzata con la conference call.

Quando ero giovane davvero Mirella andò in pensione con 19 anni sei mesi e un giorno, si era laureata poco dopo i vent’anni, era bella, era un genio, insegnò e appena raggiunta la mèta, via. E rideva, e ha riso tutto il resto dei suoi giorni. Il Covid-19 l’ha presa in pieno ma lei ormai aveva visto il mondo, amato più di un uomo, allevato più di un figlio. Mirella era pronta, era evasa trent’anni fa. Ora comandano i falsi vecchi, i falsi laureati, i falsi intorno ai tavoli, che si realizzano nell’inquadratura all’americana, che guardano in macchina e che dicono che hanno deciso, che avremo un numero verde e una tecnologia che cura da remoto, nel frattempo cantano la bellezza della politica che a loro ha dato tutto.
Esatto gli ha dato tutto: il teatrino, la mascherina, e lo scoramento di un Paese alla finestra.