4 Marzo 2024
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Sondaggi a destra

Secondo tutti i sondaggi, sintetizzati nella tabella YouTrend, il centrodestra vincerà le prossime elezioni politiche.

L’atteggiamento di Giogia Meloni, in effetti, è quello di chi ritiene che il 25 settembre sia un semplice appuntamento con la certificazione della vittoria, propria e di parte. Ciò significa, nella spicciola traduzione per cittadini “scoglionati”, che la leader di Fratelli d’Italia, come già ha dichiarato, vuole (sembra quasi esigere) l’incarico che la porterà a Palazzo Chigi, prima donna presidente del consiglio italiana. A contorno ci saranno i soliti Salvini, Berlusconi e compagnia cantante.

Se dal lato destro si suonano squilli di tromba, sul lato sinistro si conduce un teatrino da coniugi separati. All’onesta campagna elettorale del buon Letta, si contrappongono le continue sferzatine dei due giamburrasca, Renzi e Calenda. Più defilato dalle polemiche Conte conduce un suo gioco, cercando di far credere agli italiani e soprattutto al mondo dell’informazione che restare sopra il 10% (per un movimento che aveva numeri da capogiro solo qualche anno fa) sia una grande vittoria. E in effetti potrebbe esserlo, ma soltanto in relazione alla figuraccia che si appresterebbe a fare Forza Italia, partito-azienda o partito-Silvio ormai irriconoscibile e defraudato di ogni possibile appeal sull’elettorato.

Dunque, vediamo che la situazione dei collegi uninominali, sia alla Camera sia al Senato, illustra plasticamente un’ondata di destra inarrestabile.

L’unione di tutto il centrosinistra, cioè se Calenda e Renzi non avessero fatto peccato di hybris, e se Conte avesse frenato le sue mire antidraghiane (dettate da personalissime rivalse di palazzo), avrebbe potuto contrastare la corsa in discesa dell’altra parte? Forse sì, l’elettorato, oltre ai discorsi semplici, non ama le avventure e i litigi.
Tuttavia sarebbe insano credere che non spiri nel Paese e un po’ dappertutto un vento di destra, una paura del futuro, un’ossidazione dei valori democratici, un’avanzata arrogante di un mercato governato ormai dai falchi e di un capitalismo globale che lucra più spazi di libertà dove più ce ne sono.

Toccherà attaccarsi alla speranza di un buon senso italico che permei di sé tutto l’arco costituzionale e cerchi di far meno male possibile alle istituzioni europee. Ma ormai anche l’Europa è un autista contromano. La campagna antirussa, se indebolirà Putin, certamente indebolirà anche il vecchio continente, un bel posto per venire a fare le vacanze, ma ormai ininfluente sullo scacchiere mondiale, e adesso anche sacrificabile per gli Stati Uniti: mors tua (euro), vita mea (dollaro).
Tutto si è spostato rapidamente su Oceano Pacifico e Indiano. L’Atlantico resta nominabile ormai solo per le perturbazioni climatiche…

[disegno di Cristina Gardumi]